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Edilizia: scadono a metà marzo i termini per i progetti del bando sulla qualità dell’abitare ma dalla Regione siciliana non viene nessun segnale. Lo denunciano Cgil, Sunia e Fillea

Edilizia: scadono a metà marzo i termini per i progetti del bando sulla qualità dell’abitare ma dalla Regione siciliana non viene nessun segnale. Lo denunciano Cgil, Sunia e Fillea

Palermo, 16 feb- Scadrà a metà marzo il termine per la presentazione dei progetti per partecipare al bando del Ministero delle Infrastrutture del programma per la qualità dell’abitare, “ma la Regione siciliana non ha ancora presentato nessun progetto né pare sia in procinto di farlo, perdendo una opportunità che vale almeno 15 milioni di euro da destinare a riqualificazioni urbane utili anche da ampliare l’offerta di alloggi popolari”. Lo denunciano in una nota congiunta la Cgil, il Sunia e la Fillea della Sicilia. “Chiediamo di sapere- scrivono Alfio Mannino (Cgil), Giusy Milazzo (Sunia) e Giovanni Pistorio (Fillea) – perché la Regione intenda rinunciare a questa opportunità che consentirebbe di intervenire sulle periferie urbane e sui tanti edifici pubblici dismessi come ex ospedali e ex caserme per riqualificarli a fini abitativi e garantire alloggi a canoni sostenibili”. Le tre sigle fanno sapere di avere più volte chiesto alla regione di individuare i progetti da presentare. “Riteniamo che in un momento come questo in cui è acclarata la necessità di ampliare l’offerta di case popolari e sociali anche attraverso la riqualificazione di edifici pubblici dismessi e di attuare interventi per migliorare la qualità dell’abitare nelle periferie- sottolineanpo- sia particolarmente grave non aderire ad un’opportunità come quella costituita dal bando del Ministero”. Il bando in questione è finanziato con 854 milioni di euro per un periodo di 13 anni ; prevede che il 34% delle risorse siano dedicate alle Regioni del Mezzogiorno e che almeno un progetto per Regione, dal valore di 15 milioni, venga approvato. Al bando possono partecipare le Regioni e i Comuni con più di 60 mila abitanti che possono presentare 3 progetti ciascuno. Cgil, Sunia e Fillea rilevano che “le riqualificazioni possono costituire un volano per il lavoro nell’edilizia”. Chiedono quindi alla Regione di rimediare a quella che sembra “una inopportuna e sbagliata sottovalutazione”.

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