Ecobonus e Sismabonus, due importanti opportunità per rimettere in modo l’economia in particolare del comparto edile ma cui però gravita attorno un ampissimo indotto. Grazie alla disponibilità dell’Ingegnere Cinzia Lo Bianco forniamo utili informazioni su questo adempimento utile per cittadini, imprese e dipendenti.
ECOBONUS e SISMABONUS: occasioni di rinascita
Il DM n° 34/20 – agli art. 119 e seguenti – sta provocando un terremoto nel mondo dell’edilizia italiana.
Si, infatti si parla di una formula a costo zero per la committenza che suscita in questo momento incredulità, stupore e a volte scetticismo anche da parte dei tecnici e delle imprese.
L’ecobonus 110% dà la possibilità di rendere più efficienti dal punto di vista energetico le nostre abitazioni eseguendo degli interventi specifici:
• isolamento termico per superfici orizzontali e verticali per una soglia massima di 60.000 euro a unità immobiliare
• interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore. Il tetto massimo di spesa è 30.000 euro a unità immobiliare ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.
• interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici. La spesa massima è di 30.000 euro ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.
Questi interventi sono gli interventi cosiddetti “trainanti”, cioè uno solo di questi basta a portare al 110% lo sgravio in cui possono entrare altri interventi quali, per esempio:
• inserimento di pannelli fotovoltaici compresi gli accumulatori;
• la sostituzione degli infissi;
• la realizzazione di schermature solari;
• la realizzazione delle colonnine per caricare le batterie delle auto elettriche.
Il tutto deve essere frutto di una sapiente progettazione e messa in opera. Infatti gli interventi sono agevolabili purché rispettosi dei requisiti tecnici tali da consentire il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio.
Pertanto non solo la nostra abitazione sarà efficiente energeticamente a costo zero ma avremo meno costi in bollette gas e luce.
Coloro che possono accedere a ecobonus 110% sono sia condomìni (nella loro interezza e anche non costituiti) che case singole. Inoltre a quanto pare la formula, dal D.M. 34/20 indirizzata solo alle prime case, sarà estesa anche per le seconde case, che non siano di lusso. Per averne la certezza bisognerà attendere ancora qualche giorno.
Tra i beneficiari ci sono anche gli Istituti autonomi case popolari (IACP) e le cooperative di abitazione a proprietà indivisa.
Il Sismabonus al 110% ammette, dal suo canto, i seguenti lavori di miglioramento sismico:
• lavori di messa in sicurezza statica delle parti strutturali degli edifici (l’agevolazione ordinaria è del 50%);
• lavori che determinano il passaggio ad una classe di rischio inferiore (l’agevolazione ordinaria è del 70% su case singole e del 75% nei condomìni);
• lavori che determinano il passaggio a due classi di rischio inferiori (l’agevolazione ordinaria è dell’80% su case singole e del 85% nei condomìni);
• spese di acquisto di edifici antisismici realizzati mediante demolizione e ricostruzione (cd. Sismabonus acquisti) in zona sismica 1, 2 e 3.
Per gli interventi di miglioramento sismico, in caso di cessione del credito ad un’impresa di assicurazione e di contestuale stipula di una polizza che copre il rischio di eventi calamitosi, il costo della polizza sarà detraibile al 90%.
Per i dettagli sulla procedura e sulle operazioni per rendere possibile tutto ciò sicuramente occorre aspettare la conversione in legge che avverrà entro fine giugno e le linee guida da parte dell’Agenzia delle Entrate, ma nel frattempo è necessario capire i meccanismi di funzionamento e trovare nuove formule di organizzazione. E l’Italia si sta muovendo in tal senso.
La formula 110% non è una “favola troppo bella per essere vera”. È un’operazione lungimirante del Governo che mira tra l’altro a far emergere l’evasione fiscale e a rinnovare un patrimonio edilizio vetusto e assolutamente non conforme all’efficienza energetica imposta dagli accordi europei. È un’opportunità che potrebbe seguire due strade: un incredibile rilancio del settore dell’edilizia che ha un indotto vastissimo o un vero flop! Ma questo dipenderà anche da noi tecnici e dalle imprese.


