Corte Conti: Mannino (Cgil), “Una parifica con tutti questi rilievi di irregolarità segnala una situazione gravissima. Ora necessita una regia del governo nazionale per superare la crisi”
Palermo, 18 giu- “Una parifica con tutti questi rilievi di irregolarità e prescrizioni e con la bocciatura di conto economico e stato patrimoniale, sottolinea la gravità della situazione e rimette in discussione tutta la gestione economica del 2019. Ora l’Ars dovrà dire la sua. Riteniamo tuttavia a questo punto indispensabile un intervento del governo nazionale, che sia di regia e di supporto al superamento della crisi, giacchè, dopo quasi 4 anni di legislatura, possiamo dire che il governo regionale in carica non ce la fa”. Lo dice il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, a proposito del giudizio di parifica del rendiconto della Regione del 2019. “In questo ultimi anni- aggiunge Mannino- lo stato dei conti è solo peggiorato, e il giudizio di inattendibilità espresso dal Pm Zingale descrive una situazione grave, della quale come sempre alla fine faranno le spese le fasce più deboli della popolazione e questo oggi come mai è inaccettabile”.
Mannino aggiunge: “Non si capisce come si sia potuto generare un ulteriore deficit, dove sia andato e a cosa sia servito l’aumento della spesa corrente, visto che non è servito a sostenere occupazione e welfare e progetti di sviluppo produttivo”. Mannino rileva che il governo regionale “non ha fatto nulla in tema di riforme, a partire da quella della burocrazia, mentre permangono sprechi e rami secchi che occorre con urgenza tagliare”. Il segretario della critica lo “scaricabarile del presidente della Regione. Servono rigore e assunzione di responsabilità- dice- e la consapevolezza e l’ammissione del fatto che finora, in questa legislatura non si è fatto nulla per avviare un vero risanamento dei conti con la conseguenza che la situazione si è aggravata. Il governo è incorso in errori su errori – rileva Mannino- con una gestione caotica che ha prodotto impugnative su impugnative come l’ultima, grave, quella della norma sulle stabilizzazioni degli Asu. Oltre al congelamento di tanti fondi che potrebbero diventare tagli per i servizi essenziali per i siciliani o per le categorie fragili se la Regione non ha correttamente determinato il conguaglio da chiedere allo Stato per l’emergenza Covid”. “E’ evidente che la situazione non si può affrontare chiedendo al governo nazionale ulteriori dilazioni e spalmature del debito – afferma Mannino- ma servono risposte strutturali a partire dal taglio dei tanti carrozzoni inutili che servono solo ad alimentare il sottobosco della politica e le nomine clientelari, che in queste ore occupano l’agenda politica della regione. Dalla magistratura contabile viene un segnale netto- conclude il segretario della Cgl- il governo regionale abbandoni qualunque forma di supponenza e arroganza e sia il primo a chiedere aiuto per rimettere sui binari i conti della Regione”.


