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Cammino S.Giacomo in Sicilia: finanziato recupero Borgo S.Giacomo a Piazza Armerina

Riccardo Dicembre 14, 2023 10 minuti letti
borgo san giacomo

Una bellissima notizia per il Cammino di San Giacomo in Sicilia e per la Domus Hospitalia di Piazza Armerina del Borgo di San Giacomo. Con decreto del Segretario Generale del 13/12/2023 prot. n. 33654/23 รจ stato approvato il progetto di ristrutturazione dellโ€™immobile destinato ad accoglienza pellegrina per lโ€™importo di โ‚ฌ 222.841,07 โ€œRecupero dellโ€™Ex Chiesa di S. Giacomo (Borgo) da destinare a punto di accoglienza dei pellegrini del โ€œCammino di S. Giacomo in Siciliaโ€
Sono state 240 le domande presentate al Ministero del Turismo di cui 25 provenienti dalla Sicilia e lโ€™unico progetto finanziato, racconta Totรฒ Trumino fondatore e coordinatore del Cammino di San Giacomo in Sicilia, รจ stato il nostro Cammino. Classificandosi al 5ยฐ posto a pari merito con altri 3 progetti.
Dopo aver presentato tutta la documentazione, per partecipare al Bando del Ministero del Turismo, di concerto con lโ€™amministrazione Comunale di Piazza Armerina, avevo la consapevolezza, continua Trumino, che il progetto della Chiesa del Borgo aveva tutte caratteristiche per essere approvato. La storia del Borgo di San Giacomo รจ una storia da far vivere e rivivere a tutti i pellegrini che intraprendono il pellegrinaggio lungo questo straordinario Cammino.
Voglio ringraziare il nostro Sindaco Nino Cammarata, lโ€™Assessore Epifanio Di Salvo, lโ€™Ing. Mario Duminuco, lโ€™Arch. Luciano Marino e lโ€™infaticabile Lucia Giunta presidente del Borgo di San Giacomo, lโ€™associazione di Piazza Armerina che accoglie i pellegrini lungo il Cammino.
La Storia del Borgoโ€ฆ
Il Borgo San Giacomo era un insediamento abitato situato pochi chilometri a Nord della attuale Piazza Armerina, probabilmente immerso in un territorio boschivo e votato alla pastorizia, di cui non rimane pressochรฉ alcun edificio antico essendo stato lโ€™impianto del Borgo totalmente stravolto e cancellato da una serie di sovrapposizioni come la S.S.117 BIS, la ex strada ferrata, ma soprattutto il cimitero โ€œBelliaโ€ che fu improvvidamente collocato esattamente dove si puรฒ ragionevolmente intuire che si estendesse lโ€™abitato principale del Borgo.
Di tale Borgo, su cui stiamo conducendo una ricerca storica che si scontra con una vera scarsitร ฬ€ di fonti storiche e di documenti di qualsiasi tipo, rimane pressochรฉฬ intatta solo la struttura della Chiesa di San Giacomo, oggi sconsacrata ed adibita a magazzino comunale, miracolosamente risparmiata dalla strada ferrata che non la travolse per pochi metri.
La chiesa di San Giacomo รจ considerata da molti un edificio trecentesco per lo stile del portaletto con archivolto acuto tipicamente normanno.
Situata di fronte al cimitero Bellia e strategicamente ubicata lungo uno dei principali assi viari che
collegavano, nel centro dellโ€™Isola, il Mar Tirreno alla cittร  di Terranova, oggi Gela, passando per Santo Stefano di Camastra, Mistretta, Cesarรฒ, Troina, Nicosia, Enna e Aidone ossia i comuni che, nellโ€™hinterland siciliano conservano le maggiori testimonianze del passaggio dei Cavalieri Templari che con le loro Commende ed i loro eserciti mercenari controllavano i territori ecclesiastici e le grandi vie verso la Terra Santa.
La struttura รจ documentata nel 1308 assieme ad altre chiese di San Giacomo ubicate a Enna e a Nicosia, sulla strada che porta al settentrione, mentre a Sud Est di Piazza Armerina, lungo lโ€™odierna S.S. 124, sorgevano le chiese Jacopee di Caltagirone, Vizzini, Ferla โ€“ posta su una variante della S.S. 124 – e Siracusa.
Fra il centro della Sicilia e la costa jonica, dunque, si rintraccia un importante collegamento viario lungo il quale nel 1308 erano dislocate sette chiese dedicate a San Giacomo, protettore dei pellegrini. Per cinque di esse รจ documentata la presenza di hospitalia per pellegrini che erano gestiti da due prestigiosi Ordini Militari e Ospitaleri intitolati a San Giacomo Apostolo:
1. Cavalieri di San Giacomo dโ€™Altopascio
L’Ordine di San Giacomo d’Altopascio, detto Ordine dei Frati Ospitalieri di San Jacopo, detto anche dei Cavalieri del Tau, รจ un antico ordine religioso cavalleresco ed รจ considerato da alcuni storici il piรน antico Ordine assistenziale, caritativo, equestre e religioso dell’era cristiana, operante sulla via Francigena. Sorto ad Altopascio nei pressi di Lucca intorno all’anno 1050 per volontร  di 12 cittadini lucchesi, riunitisi in una realtร  canonicale, operativa con un Ospedale di avanguardia, ritenuto modello ed esempio per tutti i successivi ospedali in Italia e all’estero (per esempio a Parigi l’Hopital de Dieu): aveva compiti di assistenza ai pellegrini per Roma e Santiago di Compostela; nel tempo si specializzรฒ nella custodia delle vie e dei
ponti. Il 14 marzo 1587 per volontร  di papa Sisto V, su richiesta del Granduca di Toscana, confluรฌ
nell’Ordine di Santo Stefano, che ne assorbรฌ i beni. L’arma รจ una Tau: โ€œDi nero alla Tau d’argento, con il braccio verticale aguzzato e affiancata da due conchiglie di San Giacomo dello stessoโ€. La loro esperienza nella manutenzione e nella difesa delle strade battute dai pellegrini i quali erano sempre piรน esposti alle aggressioni di malviventi. Lโ€™hospitale di Naro nel 1459, anno in cui fu sciolto l’Ordine dei Cavalieri di Altopascio, fu elevato a Priorato e affidato allโ€™Ordine di S. Agostino, pur conservando il titolo di S. Giacomo de Altopassu.
2. Cavalieri di San Giacomo della Spada
L’Ordine di San Giacomo della Spada fondato nel sec. XII in Spagna, con il duplice scopo di combattere i Mori e di proteggere i pellegrini diretti al Santuario di Santiago de Compostela, fu posto sotto la regola di Santโ€™ Agostino.
L’insegna dell’Ordine รจ rappresentata da una croce rossa in forma di spada con la punta rivolta verso il basso; di sovente la spada รจ dipinta insieme alla conchiglia che i pellegrini, oltre al bastone per sostenersi, usavano lungo il percorso non solo per sfamarsi ma anche per dissetarsi usando le loro grandi valve per raccogliere lโ€™acqua da bere.
Quest’Ordine a Piazza Armerina fu portato intorno al 1100 da Enrico Aleramico, cognato del Conte
Ruggero, e fondรฒ una Domus Hospitalis alle porte dell’odierno centro abitato, davanti l’ingresso del cimitero comunale della Bellia.
Nel 1338 Guglielmo de Bisanti, ยซabitator terre Placieยป, nel suo testamento dispone alcuni lasciti per il vescovado di Catania, il priore che risiede a Piazza, frati, monaci e presbiteri di alcune chiese tra le quali si trova quella di San Giacomo di Altopascio. Oltre la chiesa di San Giacomo, si menzionano espressamente nel legato lโ€™opera di San Giacomo ยซde Altopassuยป, lโ€™opera dellโ€™ospedale di San Giacomo e tre frati di San Giacomo, Luca, Tommaso e Nicola.
Il 15 gennaio del 1348 Bonafemmina de Aydono, vedova di Rainaldo de Spervaira, detta le sue ultime volontร  istituendo come eredi la sorella Allegrancia e la nipote Princissa. Con i proventi dellโ€™ereditร  si deve ยซedificare o costruireยป un ospedale per i poveri, per il quale la testatrice aveva giร  versato un anticipo di diciotto onze.
In questo modo ella tiene fede alle volontร  giร  disposte da un altro suo figlio, Perrone de Deuluvolsi, nato da un suo precedente matrimonio, che nel testamento del 15 agosto 1314, aveva istituito come eredi sua madre, Bonafemmina, e suo fratello il presbitero Giacomo de Spervaira, a condizione perรฒ che gli stessi ยซprovvedano alla fondazione di un ospedale ad opus pauperumยป. Cosa che accadrร  effettivamente nel 1363, nel quartiere di San Domenico, nei pressi della porta denominata ยซSpitalisยป proprio per la presenza dellโ€™ospedale. Non si sa quando questa struttura sia entrata in funzione e affidata ai frati dellโ€™Ordine di San Giacomo dโ€™Altopascio, di certo presenti a Piazza a partire dagli anni Trenta di questo secolo, come si ricava dal testamento del 2 settembre 1338 in cui si attribuiscono ยซun terrenoยป allโ€™opera di San Giacomo dโ€™Altopascio, ยซun sacco, un materasso, una fargana e un plumaricioยป allโ€™opera dellโ€™ospedale di San Giacomo, infine, due tarรฌ allโ€™opera della chiesa di San Giacomo di Piazza.
Secondo lโ€™abate netino Rocco Pirri, la Domus Hospitalis piazzese apparteneva ยซallโ€™ordine di San Giacomo di Spada, soggetta al priorato di San Giacomo di Altopascioยป, sulla base di un diploma fiorentino del 23 ottobre 1487
Nel 1487 l’importanza dell’hospitale di Naro fu tale che da esso dipendevano, gli hospitale di Piazza Armerina, Licata, Nicosia, Enna, Mineo, Lentini e, piรน tardi, anche la struttura di Caltagirone.
Nel 1558 il Priorato di Naro fu affidato a Giovanni Peres de Herrera, Cavaliere di S. Giacomo della Spada, lโ€™altro Ordine Militare dedicato al Santo Apostolo e fondato in Spagna nel 1170. Il Priore di Naro e il Precettore di Lentini, entrambi Cavalieri di S. Giacomo della Spada, erano membri del Braccio ecclesiastico del Parlamento siciliano. Una presenza massiccia dei Cavalieri di S. Giacomo della Spada si registra in Sicilia nel sec. XVI e si protrae per tutto il sec. XVII. Lo stemma del prestigioso Ordine cavalleresco, raffigurante la conchiglia e la spada Jacopea, ancora oggi si puรฒ ammirare a Palermo sulla facciata dellโ€™ospedale militare degli Spagnoli noto sotto il titolo di S. Giacomo della Spada.
Nel 1654 lo storico piazzese Giovanni Paolo Chiarandร  cita questo hospitale di Piazza Armerina e aggiunge che giร  al suo tempo non era rimasta alcuna traccia di esso, mentre invece ricorda che la Chiesa di San Giacomo posta fuori le mura della cittร  e la definisce antichissima. Da questa chiesa, fino a poco piรน di cinquantโ€™anni fa, nella notte del 25 Luglio (San Giacomo Maggiore) si snodava una processione penitenziale fino alla contrada Santa Croce e qui ritornava al punto di partenza. Ogni partecipante portava un cero acceso e doveva pregare in silenzio fino a quando il capo processione non autorizzava a gridare: ยซSto facendo il viaggio a S. Giacomoยป. Anche qui la finalitร  del viaggio era sempre la stessa, cioรจ espiare i peccati da vivi per alleviare le sofferenze nel Purgatorio. Le autoritร  ecclesiastiche, perรฒ, erano contrarie a questa cerimonia, perchรฉ nella processione si inserivano gli adepti di una setta stregonica chiamata la โ€œSettimaโ€, i quali praticavano riti esoterici con la pretesa di conoscere in anticipo il giorno della morte.
Altre notizie trovate sul borgo
Intorno al 1830, lโ€™area del Borgo San Giacomo fu espropriata alla Chiesa per istituire il nuovo cimitero.
Il pochissimo materiale storico da cui attingere รจ limitato proprio agli atti di espropriazione di tale superficie la localitร  (oggi denominata Bellia) ed in particolare ad alcuni carteggi dei quali purtroppo non siamo ancora
riusciti a prendere visione diretta, dai quali pare risultasse che lโ€™altipiano su cui giaceva il piccolo Borgo di San Giacomo si prestava ottimante alla nuova destinazione cimiteriale.
Possiamo intuire che la posizione del Borgo fosse stata ritenuta ideale per la costruzione del cimitero vuoi per la posizione elevate ed assolata, o per la ragionevole e non impervia distanza dal centro abitato, o per la posizione amena che invitava alla contemplazione in una valle lussureggiante di boschi ed i natura ma probabilmente tra le ragioni che indussero la scelta del nuovo cimitero possiamo intuire anche la facilitร  nel reperire pietre squadrate ricavati dai ruderi e dai muretti a secco che dovevano essere molto numerosi in tutta lโ€™area del Borgo giร  allora probabilmente disabitata se non proprio avvolto dalla vegetazione, aveva i requisiti di legge si disse, il borgo sorge lungo la Regia Trazzera Terranova โ€“ Castrogiovanni, รจ di proprietร  della Cattedrale, si estende su un altopiano.
Nel 1840 il mercato di settembre, che รจ giunto sino ai nostri tempi, veniva trasferito dal piano San Giacomo al Piano Santโ€™Ippolito, probabilmente per non intralciare la nascita del nuovo cimitero o per altre ragioni che cercheremo di evincere dalla nostra ricerca storica tuttโ€™ora in corso.

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