Sono arrivati in Zambia dal medico ennese Cristina Fazzi volontaria in quello stato da oltre 20 anni, i ventilatori polmonari “Low Cost” realizzati da un team di giovani ennesi coordinati dal trentunenne ingegnere ennese Salvo Tirrito. Infatti nello scorso mese di maggio Tirrito insieme a dei suoi amici professionisti, ha realizzato un prototipo di ventilatore polmonare a basso costo e li ha donati a Cristina Fazzi che in Zambia si occupa di assistere la popolazione da un punto di vista sanitario. Salvatore (ma per tutti Salvo) 31 anni laureato nel 2012 al Politecnico di Torino, dopo una esperienza di un paio d’anni alla Magneti Marelli, è ritornato Enna dove insieme al padre Paolo anch’esso Ingegnere conduce una azienda che si occupa di sistemi elettronici di telecontrollo ed illuminazione a Led. Nel periodo di Lokdown in primavera anziché “girarsi i pollici” è riuscito a progettare e realizzare insieme a degli amici un ventilatore polmonare economico. Basti pensare che un respiratore polmonare ha un costo che va dai 5000 ai 30.000 dollari, proibitivo per strutture sanitarie localizzate in posti remoti come Sud America, Medio Oriente, India, Africa. I ventilatori saranno assegnati a 3 strutture ospedaliere del Distretto Sanitario di Masaiti fra cui il centro sanitario di Silangwa dove da 20 anni opera Cristina Fazzi. “In una caldissima giornata di Novembre, abbiamo ricevuto letteralmente “una boccata d’ossigeno” – commenta Cristina Fazzi dalla sua pagina Social – dopo una trepida attesa sono arrivati i tre ventilatori polmonari che sono stati realizzati per noi da Salvo Tirrito. Dei 3, uno e’ stato realizzato grazie al contributo di Vincenzo Lo Presti. Insieme al ventilatore sono anche arrivati un termorilevatore, un dispenser automatico di sapone e un saturimetro, donati da Salvo Camiolo”. Grazie di cuore a tutti – conclude – questi doni sono preziosissimi in tempo di Covid, ma non solo. Nella nostra quotidianita’ sanitaria dobbiamo affrontare tante malattie nella quali la disponibilita’ di un ventilatore puo’ rappresentare la salvezza per il paziente. Quindi ancora infinite grazie a Salvo e a tutte le persone che hanno collaborato nella realizzazione di questo fantastico dono”.


