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Annunciata chiusura delle pagine di Enna e Caltanissetta del Giornale di Sicilia: il Consigliere di Enna Democratica Michele Baldi “Ancora una volta determinati le leggi di mercato anche nell’informazione”

Il Post pubblicato dal Consigliere del Gruppo Consiliare Enna Democratica Michele Baldi sulla vicenda dell’annunciata chiusura delle Pagine di Enna e Caltanissetta del Giornale di Sicilia

Da anni gli esperti ci dicono che il processo di desertificazione è in continua evoluzione ma mai avrei pensato che in senso lato potesse riguardare una provincia come la nostra.
Ad inaridirsi non è la terra ma è il tessuto sociale ed economico.
I giovani vanno via in cerca di opportunità di lavoro, le azienda cercano altrove una opportunità di rinascita, enti ed istituzioni non sembrano avere più contatto con il resto del paese.
Ed in tutto questo quello che non ti aspetti: anche l’informazione abbandona il territorio.
Apprendere della decisione dell’editore del Giornale di Sicilia di sospendere le pagine relative alle martoriate province di Enna e Caltanissetta fa male, fa molto male perché ancora una volta le leggi di mercato privano il nostro territorio di diritti e servizi essenziali.
La pluralità dell’informazione è arricchimento e valorizzazione culturale e politica di un territorio.
La speranza è che l’editore possa rivedere tale decisione ascoltando le istanze provenienti dalla politica e dal territorio in tutte le sue componenti.
Piena solidarietà ai professionisti e collaboratori del Giornale di Sicilia coinvolti dalla vicenda….

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Un commento su “Annunciata chiusura delle pagine di Enna e Caltanissetta del Giornale di Sicilia: il Consigliere di Enna Democratica Michele Baldi “Ancora una volta determinati le leggi di mercato anche nell’informazione”

  1. Piena solidarietà, ai cronisti locali
    da Flavio Guzzone, F.P. Di Marco e
    Rino Caltagirone.
    Erano dei veri cronisti di strada, che consumavano le suole delle
    scarpe.
    Spero che l’editore possa rivedere la propria posizione.
    Una Enna e Provincia che chiede
    che l’editore riveda la propria decisione.

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