SiciliAntica alla scoperta del Villaggio Bizantino di Calascibetta: tra meraviglia e necessità di tutela
Leonforte, 15 aprile 2026
Sabato scorso, la sezione comprensoriale di Assoro, Leonforte e Nissoria di SiciliAntica ha fatto tappa al Villaggio Bizantino di Calascibetta. La visita rientra nel programma di iniziative della giovane associazione culturale, impegnata in un costante monitoraggio del territorio per riscoprire e valorizzare i siti degli Erei che meritano maggiore attenzione e cura. L’esperienza è stata resa memorabile dall’accoglienza sorprendente dell’Associazione Hisn Al-Giran, che gestisce il sito con una passione e una dedizione contagiose. Grazie a questa sinergia, il gruppo è stato accompagnato dall’archeologa Marilisa Lo Pumo, la cui guida esperta ha permesso di esplorare un complesso dal fascino millenario.
Nato come insediamento funerario e trasformato in abitato rupestre per secoli, il sito è rimasto popolato fino a pochi decenni fa. Di particolare suggestione sono le testimonianze del periodo bizantino, con le grotte che ospitarono comunità monastiche, ma non mancano tracce di epoche successive, come l’antro adibito a palmento e l’antico canale di epoca araba. Il vero punto di forza del Villaggio Bizantino risiede nello straordinario connubio tra l’ambiente naturale e i resti archeologici. Ci troviamo immersi in un ecosistema integro, un paradiso sensoriale dove la macchia mediterranea sprigiona essenze e profumi selvatici. Questo luogo rappresenta un esempio raro di armonia, dove la storia dell’uomo si fonde con una biodiversità vibrante. Tuttavia, molto resta ancora da svelare: il sottosuolo custodisce tesori non ancora portati alla luce. Per valorizzare appieno questo straordinario gioiello incastonato nel cuore degli Erei, non basta più la semplice ammirazione, ma occorre un impegno concreto e corale che si muova con decisione su più fronti.
È infatti auspicabile che vengano stanziati nuovi e consistenti finanziamenti affinché la Soprintendenza possa finalmente promuovere campagne di scavo sistematiche, poiché portare alla luce i resti ancora sepolti è l’unica strada per comprendere appieno la reale grandezza storica e la complessità di questo sito. In parallelo, un ruolo cruciale deve essere giocato dalle istituzioni scolastiche, che dovrebbero promuovere con vigore gite e laboratori didattici per permettere ai ragazzi di scoprire un luogo dove l’archeologia e la natura si sposano in un’armonia quasi perfetta; questo è, senza dubbio, il modo più efficace per educare le nuove generazioni alla bellezza e al rispetto del nostro patrimonio identitario. Investire seriamente nel Villaggio Bizantino significa inoltre credere fermamente nella rivitalizzazione dei piccoli centri dell’entroterra siciliano: una gestione strutturata e sostenuta con lungimiranza dalle istituzioni potrebbe creare reali e stabili opportunità occupazionali per tanti giovani di buona volontà, trasformando finalmente la cultura in un potente volano di sviluppo economico e sociale per tutto il territorio. Solo attraverso questo connubio tra ricerca, educazione e visione imprenditoriale potremo garantire che questo tesoro non resti un’eco del passato, ma diventi un seme di rinascita per il futuro.
Il Vallone Canalotto non è solo un sito archeologico, ma un ecosistema che resiste e rinasce. Onorare questa eredità significa garantire che la storia e la natura continuino a camminare insieme, offrendo un futuro alle nuove generazioni e dignità al cuore della Sicilia.


