Mobilità ad Enna.
Leggiamo, nel sempre più fervido panorama delle manovre elettorali in vista delle prossime amministrative, una proposta lanciata da una testata giornalistica ennese, sulla necessità di ricollegare i due pezzi della città.
Ovviamente il tono è quello della pietra lanciata nello stagno e lo comprendiamo perfettamente ma ci preme sottolineare alcune cose che, come Legambiente, consideriamo fondamentali per la programmazione della mobilità sostenibile della nostra città.
Intanto va detto che Enna, insieme alla vicina Caltanissetta, si è dotata di un PUMS, il primo in Italia condiviso da due capoluoghi di provincia, ed è solo da quello che una seria e proficua discussione sulla mobilità potrà prendere piede. In particolare un PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) è un piano strategico che si basa sugli strumenti di pianificazione esistenti e tiene in debita considerazione i principi di integrazione, partecipazione e valutazione per soddisfare, oggi e domani, le necessità di mobilità delle persone e delle merci con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita nelle città e nei loro dintorni.
Le politiche e le misure definite in un PUMS devono riguardare tutti i modi e le forme di trasporto presenti sull’intero agglomerato urbano, pubbliche e private, passeggeri e merci, motorizzate e non motorizzate, di circolazione e sosta.
Le amministrazioni comunali non devono considerarlo come un piano aggiuntivo. È fondamentale rimarcare che un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile si costruisce su piani già esistenti estendendone i contenuti.
Il PUMS ennese è stato approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale riunito in data 27 luglio ultimo scorso. Lo stesso PUMS è anche dotato, con apposito Decreto dell’Assessore Regionale al territorio e Ambiente, di Valutazione Ambientale Strategica, è, quindi, in piena efficienza.Entrando ora nel merito delle proposte, ferma restando i forti dubbi espressi più e più volte da Legambiente circa soluzioni di scale mobili e mezzi similari, a causa dell’enorme dislivello da superarsi per collegare il centro di Enna alta con una stazione posta in luogo comodo ed efficiente ad Enna bassa, il costo di tali tecnologie, la necessità delle stesse di un flusso di utenza del tutto poco probabile per una città dalle dimensioni di Enna, appare invece fondamentale aprire a soluzioni quali quelle del trasporto pubblico su mezzi elettrici, di dimensionamento ottimale per le strade ennesi, con una stretta relazione a luoghi di parcheggi scambiatori facilmente raggiungibili dalle arterie principali.
Diviene, altresì, fondamentale per una città che guardi al futuro della mobilità, ridefinire la già in parte costituita rete ciclabile portandola anche verso il collegamento tra i due centri e verso Pergusa, garantendo la sicurezza degli utenti sia in bici che su monopattini, riprendendo aree pedonali vaste ed attrezzate.
Infine è solo attraverso la concertazione diffusa, parallela ai canali istituzionali, che la mobilità sostenibile di una città potrà trasformarsi nella mobilità di comunità.
Il Circolo Legambiente Erei
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