LA VOCE DEGLI STUDENTI: ABBIAMO VINTO NOI
In data 07\07\2025 il TAR Sicilia ha bloccato la proposta di dimensionamento scolastico previsto per i due Istituti superiori ennesi “Pietro Farinato” e “Napoleone Colajanni”, i quali manterranno la loro autonomia per il prossimo anno scolastico. Una vittoria non solo per l’entroterra siciliano che, ormai da tre anni a questa parte, è stato calpestato da logiche di “politica dei tagli” sull’istruzione ai danni di una didattica sempre peggiore, ma una vittoria soprattutto per noi giovani. Infatti, Enna è una delle Province più depresse d’Italia, che non offre nessuna possibilità di riuscita e di ‘restanza’ e pertanto sempre più incline allo spopolamento giovanile. Tuttavia, sono stati quei pochi giovani rimasti ad aver denunciato a gran voce un dimensionamento risultato, di fatto, illegittimo attraverso manifestazioni, sit-in, occupazioni degli istituti interessati e dialoghi con le Istituzioni. Le norme vigenti a cui ci siamo appellati, a nostro parere violate, sono 3. La Legge Regionale 6 del 2000, il decreto assessoriale regionale 804 del 24 Luglio 2024 e quello nazionale. Nella fattispecie le norme prevedono: il mantenimento dell’Autonomia delle scuole con 400 alunni se situate in comuni montanti, ed Enna lo è; la realizzazione di poli esclusivamente in aree metropolitane o ad alta densità demografica, ed Enna lo è, il mantenimento del presidio scolastico autonomo se unico nei territoti comunali, montani o insulari, e nel nostro Comune montano esistono un solo Liceo Scientifico e un Liceo Classico, e la compensazione tra territori più grandi verso quelli più piccoli per raggiungere il parametro medio di 900 alunni.
Il provvedimento di razionalizzazione prevedeva la gestione di 979 studenti in un singolo istituto, con un singolo dirigente scolastico. Le conseguenze nefaste che abbiamo sin da subito denunciato sono state: la sempre minor attenzione verso i singoli studenti, ridotti soltanto ad un insieme di numeri da gestire unicamente sotto il profilo economico e non più umano, e i continui tagli all’istruzione, sulla quale si dovrebbe investire, all’edilizia scolastica, benessere psicologico, trasporti e caro libri. Anche a livello istituzionale la Consulta Provinciale si è espressa contro il dimensionamento scolastico proposto nelle Conferenza Provinciali per gli anni scolastici 2023\2024, 2024\2025.
Oggi possiamo dirlo con forza: la mobilitazione paga. La voce degli studenti è stata finalmente ascoltata. Questa battaglia è durata tre anni, ma il suo significato va oltre il presente. Agli studenti che proseguiranno il cammino l’anno prossimo, diciamo: continuate a lottare, a credere nella scuola pubblica, democratica e partecipata.
Federazione degli Studenti (FdS)


