TRIPOLIS
di e con Dario Muratore
Sabato 14 dicembre alle 21
in garage grazie alla collaborazione con Genìa
“Tu lo sai come si fa il couscous?
Si pigliano tanti piccoli cocci di semi,
si mette un filo d’acqua e si fanno incocciare.
I chicchi Carmelo, te li devi immaginare come le persone.
Tutti nello stesso cato, tutti nella stessa terra, uno accanto all’altro.
Se ci runi l’acqua e i fa’ manciari loro crescono;
ma per crescere, Melù,
un coccio s’ava incucciare c’un avutru coccio”.
SINOSSI
Un giovane uomo chiede a una vecchia donna quali siano le tracce della propria origine. La Libia, Tripoli, la colonia italiana.
Attraverso il topos Nonna/Nipote viene evocato un secolo di storia, di vita, di morte ma soprattutto d’incontro tra due identità: quella del colonizzatore e del colonizzato, quella italiana e quella araba che si ritrovano a condividere una terra, una città, un deserto, un’anima.
Cocci di vita di una donna italiana, colonizzatrice, culturalmente fascista.
La sua storia, la sua visione intima e la sua alterità nei confronti del dominato. Ma cosa succede quando l’Italia perde il dominio politico e la situazione improvvisamente si ribalta?
L’arabo ritorna a essere il padrone della propria terra e l’italiano diviene ajsnabi, straniero.
con Dario Muratore
suono Giovanni Magaglio
luci Petra Trombini
scena Igor Scalisi Palminteri
costumi Francesco Paolo Catalano
aiuto regia Federico Cibìn e Simona Sciarabba
grafica Manuela Di Pisa
produzione
Piccolo Teatro Patafisico / BABEL
In collaborazione con
Campo Teatrale Milano
Dimora Teatrale Macciangrosso
Compagnia Nando&Maila – Dulcamara
MENZIONE SPECIALE BANDO THEATRICALMASS


