Metti insieme un grande giornalista come Attilio Bolzoni, una rodata compagnia tealtrale come la Contoli-Di Dio, un complesso fenomeno come la mafia siciliana ed ecco realizzarsi sulla scena di un teatro “Parole d’onore” con la sua lingua diretta, cruda, violenta, e soprattutto vera, visto che è quella usata dai criminali e raccolta dal giornalista. Le storie del piccolo Giuseppe Di Matteo e della giovane Rita Atria, più delle altre, inchiodano lo spettatore a una verità terrificante, messa in scena come uno specchio in cui riflettersi per riflettere. Bravi gli attori, brava la regista, visto l’impegno profuso per la riuscita di una serata da non dimenticare, per non dimenticare.
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