CHE SUCCEDE ALLA DEUTSCHE BANK
Da oltre 150 anni la Deutsche Bank è considerata una delle maggiori banche internazionali e vanta una forte presenza nelle principali città europee, raggiungendo anche un’ampia copertura del territorio nazionale.
Deutsche Bank mette a disposizione soluzioni finanziarie per privati e famiglie, imprese e professionisti e molti altri servizi.
Da un po’di tempo si mormora che il colosso bancario tedesco non attraversa un buon periodo e che la sua attuale condizione potrebbe, per la sua dimensione, coinvolgere l’intero sistema bancario europeo.
Circa dirci anni fa il sistema bancario europeo pagò molto caro il fallimento di due colossi finanziari americani: tra le quali la Lemon Brothers e ridusse a banche normali la Golden Sachs e la Morgan Stanley.
Ho ripensato ad una mia nota pubblicata il 29 dicembre 2016 su diversi giornali on line e inserita alle pagine 128/129 del mio secondo libro di Cronaca e riflessioni sulla politica italiana che in parte, ritrascrivo:
“La crisi del sistema bancario nell’ultimo decennio ha colpito le banche di moltissimi Paesi, non escludendo gli Stati Uniti che, con la crisi del subprime del 2006, ha contagiato l’economia mondiale, in particolare quella dei Paesi sviluppati del mondo occidentale, innescando la recessione e la peggiore crisi economica.
Nel 2008 l’Europa cercò di valutare in fondo lo stato degli istituti bancari della propria area, predisponendo un piano per un possibile salvataggio in caso di necessità.
Numerosi gli interventi effettuati per oltre 800/miliardi di euro, in gran parte utilizzati nel modo seguente nel periodo 2008/2014:
– Germania 238/miliardi di euro
– Spagna 52/miliardi di euro
– Irlanda 42/miliardi di euro
– Grecia 40/miliardi di euro
– Italia 4/miliardi di euro
– Francia non utilizzati
Dal 1° gennaio 2015, con l’entrata in vigore del cosiddetto “bail in”, non fu più possibile utilizzare risorse europee, per potenziare i patrimoni bancari e salvare le banche.
Dai dati sopra riportati appaiono chiare due cose:
– la miopia, per non usare termini più pesanti, dei nostri governati che hanno sottovalutato nel periodo di validità della norma, la reale situazione delle nostre banche utilizzando solo 4/miliardi di euro;
– la furbizia della Germania che, utilizzando ben 238/miliardi di euro, ha creato quelle condizioni che oggi le consentono, non solo di guardare tutti dall’alto in basso, ma di pretendere l’assoluto rispetto di certe norme.
Oggi noi paghiamo un salato conto per l’incapacità, o per un falso senso di superiorità, di coloro i quali sono i veri responsabili di questo disastro, i cui nomi vogliamo ricordare e sono quelli dei responsabili dei Governi in carica dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2014, data ultima per poter utilizzare le risorse europee.
– Presidente del Consiglio Romano Prodi dal 1/1/2008 all’8/5/2008
– Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dall’8/5/2008 al 16/11/2011
– Presidente del Consiglio Mario Monti dal 17/11/2011 al 27/4/2013
– Presidente del Consiglio Enrico Letta dal 24/4/2013 al 21/2/2014
– Presidente del Consiglio Matteo Renzi dal 22/2/2014 al 31/12/2014.
Speriamo che le voci che circolano sullo stato della Deutsche Bank, anche se provengono proprio dalla Germania siano esagerate ma, nel contempo, cerchiamo di evitare di fare il bis ricordando la fine successivamente fatta da nostre banche, nonché i danni provocati a migliaia di piccoli risparmiatori.


