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MINISTRO SPERANZA: CHE FIGURA? – di Angiolo Alerci

Riccardo Luglio 7, 2022 9 minuti letti

MINISTRO SPERANZA: CHE FIGURA?

Esimio Ministro
ieri ho ascoltato e registrato il suo primo intervento alla Camera in risposta ad una interrogazione di due deputati del Movimento Cinque Stelle, Virginia Villani e Gilda Sportiello sulla corresponsione di una indennità alle famiglie del personale sanitario deceduto a causa del covid.
Un problema da me posto esattamente con una lettera aperta a lei diretta datata 4 gennaio 2021 che, come mia abitudine viene trasmessa anche nei modi tradizionali, pubblicata su facebook e su diversi giornali on line e successivamente inserita nei miei libri di Cronaca e riflessioni sulla politica italiana. (pagine 19 e 20 del VII volume).
Ho pensato di ripubblicarla dopo avere ascoltato il suo intervento dal momento che, nonostante le mie numerose sollecitazioni del problema sui decessi di sanitari a causa del covid, lei l’ha completamente ignorato.

Egregio Ministro
Ho pensato bene di interessare Lei di un problema da me segnalato nell’aprile scorso al Presidente Conte, con la seguente lettera aperta pubblicata su diversi giornali on line e postata su facebook.
Forse perché si tratta di un “piccolo” problema non è stato tenuto nella giusta considerazione da parte del Presidente Conte che, in verità, ha ben altri grossi problemi da risolvere.
Ho deciso di affidarlo a Lei nella sua duplice veste di Ministro della Salute e di qualificato esponente della sinistra.
Se di questo problema ne fosse stato tenuto conto allora, forse una maggiore e sollecita partecipazione di giovani medici ed infermieri sarebbe stata più disposta, più numerosa e più qualificata a rispondere ai bandi proposti attraverso i mass media.
Valuti Lei la portata ed il significato della mia proposta.

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE CONTE .
Parlando della seconda fase di questo storico periodo, che certamente resterà alla storia con il nome di “coronavirus”, un pensiero particolare dovrebbe essere riservato alle vedove ed ai figli del personale medico, sanitario e dei volontari che hanno dato la loro vita, nel tentativo di salvare quella degli altri.
Alle loro famiglie, qualunque sia stata la durata del rapporto di lavoro delle vittime, dovrebbe essere riconosciuta la pensione di reversibilità come se le vittime avessero raggiunto il massimo previsto dalle norme contrattuali.
Un minimo il costo per lo Stato, massima la valutazione della gente.
Sono certo che la sua sensibilità dimostrata valuterà con interesse e senso di responsabilità questo mio suggerimento.

Questa stessa lettera è stata trasmessa il 26 marzo 2021, con le stesse modalità della prima. al nuovo Presidente del consiglio Draghi (pagine 71/73 dello stesso libro).
Da nessuno è pervenuto un cenno di riscontro
Il 17 maggio 2021 in occasione della festa degli infermieri ho pubblicato, sempre nei modi da me usati (pagina 108 del VII volume), la seguente nota:

LA FESTA DEGLI INFERMIERI
Ieri è stata festeggiata la giornata dedicata agli infermieri, nel dovuto rispetto del momento.
Molti politici hanno ricordato, con finta commozione, l’impegno ed il sacrificio degli infermieri e del personale sanitario in oltre un anno e mezzo di pandemia, nonché centinaia di morti tra loro.
Sono gli stessi politici che sono rimasti sordi al mio suggerimento di oltre un anno fa, continuamente rinnovato a tutti i livelli istituzionali, al momento troppo impegnati nel dividersi la grande torta offertaci dall’Europa.
Questo era stato il mio suggerimento, che ripropongo:
“L’opportunità di riconoscere ai familiari dei medici, degli infermieri e degli operatori sanitari morti per causa di servizio, la pensione di reversibilità, qualunque fosse stata la durata del lavoro delle vittime, come se fosse stato raggiunto il massimo di servizio previsto dalle norme contrattuali.”
Un provvedimento di “quattro soldi” ma di grande valore morale.
Quattro soldi, veramente pochi, per poter essere suddivisi tra i nostri politici, con i governanti in testa.
2021 altra lettera aperta per il Ministro Questa considerazione è fatta da chi per oltre 25 anni è stato vicino al personale sanitario nella sua doppia qualità di Presidente dell’Ospedale di Enna per circa 12 anni e Presidente del Comitato Provinciale della Croce Rossa per circa 13 anni

Il 21 novembre

Esimio Ministro
omissis

Ho ripetuto nuovamente, come ritornello, la mia proposta già più volte indicata sottolineando che. questa nota è stata fatta pervenire, senza alcun riscontro, anche ai due Presidenti del Consiglio in carica e a quattro parlamentari, due della Camera e due del Senato, che, in occasione della commemorazione delle vittime, sono intervenuti con tanta falsa commozione.
Ma quello che maggiormente mi ha colpito, a parte la collocazione di estrema sinistra del Ministro, è stato il silenzio dei responsabili nazionali della Sanità delle tre grandi organizzazioni sindacali CGIL,CISL e UIL.
Questa considerazione è stata fatta da chi per oltre 25 anni è stato vicino al personale sanitario nella sua doppia qualità di Presidente dell’Ospedale di Enna per circa 12 anni e Presidente del Comitato Provinciale della Croce Rossa per circa 13 anni

Dopo tanto silenzio una voce ed una proposta iniziativa venne fatta dalla Senatrice Maria Cristina Cantù del Movimento 5 Stelle, alla quale curai di far pervenire, il 7 febbraio 2022 la seguente lettera aperta.
Egregia Senatrice,
ho seguito con particolare interesse l’ingloriosa fine fatta dalla sua proposta di ristoro per le famiglie dei sanitari morti nell’adempimento dei loro doveri.
Una gravissima decisione presa nonostante il parere, forse solo formale, espresso dal Governo.
Ho pensato di farle pervenire l’ultima mia nota da me pubblicata su diversi giornali on line e trasmessa in modo tradizionale, come sempre, ai responsabili chiamati in causa.
Penso che il problema potrebbe essere riproposto e risolto modificando la sua proposta di un contributo, nel modo da me suggerito fin dal 4 gennaio 2021, ripetutamente sollecitato a diversi parlamentari, ai maggiori responsabili del governo e ai responsabili sindacali, senza avere alcun riscontro.
Le trasmetto la mia ultima nota pubblicata, come estremo tentativo fatto, spedita al Gen. Figliuolo.
La speranza è l’ultima a morire.

18 dicembre 2021
Ho letto con piacere la sua dichiarazione “IL MIO PENSIERO VA A MEDICI E INFERMIERI CHE STANNO DANDO ESEMPIO DI SACRIFICIO”.
Dichiarazione fatta dal maggiore responsabile della gestione di questo difficilissimo momento di crisi, da una delle rarissime persone serie, un militare e non un politico, che nella assoluta in competenza dei più ha messo ordine alla vaccinazione.
A lei affido un mio suggerimento dato ai Presidenti del Consiglio Conte e Draghi, ripetutamente al Ministro Speranza e, senza speranza, segnalato ai responsabili della sanità delle due maggiori organizzazioni sindacali del Paese.
Risultato il silenzio più assoluto.
omissis

Affido a Lei questo mio suggerimento che, se lo condividerà, potrà sottolinearlo a chi di competenza.”
Con il massimo riguardo e stima

31 marzo 2022
FINALMENTE UN RISCONTRO

Il 4 gennaio 2021, quando siamo venuti a conoscenza del gran numero di sanitari che avevano perso la vita nell’adempimento dei loro doveri di cura degli ammalati di covid, postai su facebook la seguente proposta, stralciata da un articolo pubblicato più volte anche su diversi giornali on line.

omissis

L’articolo venne trasmesso più volte alla Presidenza del Consiglio e al Ministro della Salute, nonché a diversi parlamentari compreso il Sen. Salvini, e a coloro che in occasione della celebrazione da parte del Parlamento della giornata dedicata ai sanitari deceduti per causa del covid, avevano usato patetiche espressioni, con una mano occupata da un fazzoletto, per sottolineare una loro falsa commozione.
Una lettera diretta al Sen.Trentacoste del mio collegio, conteneva anche di valutare l’opportunità di presentare la proposta da me suggerita, come emendamento alla legge allora in corso di esame, nota dallo stesso trasferita per le necessarie valutazioni al Presidente del Consiglio Conte,
Lo scorso mese di febbraio, dopo tante inutili discussioni, il governo ha deciso di creare un fondo di eu. 15/milioni da utilizzare come “ristoro” per le famiglie delle vittime.
In questa sede non voglio fare considerazioni sul rapporto: 400 vittime e 15/milioni,
o sul contributo ridotto deliberato ed ancora non dato, su proposta della Senatrice Cantù, per tenere in vita la possibilità di definire in modo più serio il problema.
Ho preso atto che questo problema. posto da un cittadino del profondo sud, è stato attenzionato da una Senatrice del doppio nord: geografico e politico alla quale va il mio ringraziamento per la sua articolata nota pervenutami.
Angiolo alerci

Solo dopo due anni il Ministro Speranza, sollecitato dalle due Parlamentari del Movimento 5 Stelle Villani e Sportiello, finalmente per la prima volta, ha aperto la bocca alla Camera sull’argomento, rispondendo ad una precisa interrogazione e assumendo, come sua abitudine, impegni poco chiari

n.b. Questo è il mio modo di seguire i problemi da me posti, gli omissis riguardano principalmente non ripetere sempre la mia proposta.

28 dicembre 2021

LETTERA APERTA PER IL
GENERALE FRANCESCO PAOLO FIGLIUOLO
Responsabile dell’Unità di crisi

Ho letto con piacere la sua dichiarazione “IL MIO PENSIERO VA A MEDICI E INFERMIERI CHE STANNO DANDO ESEMPIO DI SACRIFICIO”.
Dichiarazione fatta dal maggiore responsabile della gestione di questo difficilissimo momento di crisi, da una delle rarissime persone serie, un militare e non un politico, che nella assoluta incompetenza dei più ha messo ordine alla vaccinazione.
A lei affido un mio suggerimento dato ai Presidenti del Consiglio Conte e Draghi, ripetutamente al Ministro Speranza e, senza speranza, segnalato ai responsabili della sanità delle due maggiori organizzazioni sindacali del Paese.
Risultato il silenzio più assoluto.
Parlando della seconda fase di questo particolare periodo, che certamente resterà alla storia con il nome di “coronavirus”, un pensiero particolare dovrebbe essere riservato alle vedove ed ai figli del personale medico, sanitario e dei volontari che hanno dato la loro vita, nel tentativo di salvare quella degli altri.
Alle loro famiglie, qualunque sia stata la durata del rapporto di lavoro delle vittime, dovrebbe essere riconosciuta la pensione di reversibilità come se le vittime avessero raggiunto il massimo previsto dalle norme contrattuali.
Un minimo il costo per lo Stato, massima la valutazione della gente.
Questo mio suggerimento dato al Presidente Conte, alla vigilia della fine del suo mandato, reiterato al Presidente Draghi e sempre al Ministro Speranza non è stato preso in considerazione, nonostante i numerosi contraddittori e spesso inutili provvedimenti adottati.
Ma più ingiustificato è stato il silenzio da parte dei responsabili della sanità delle due grandi organizzazioni sindacali interessate con la seguente precisazione: Considerazioni fatte da un “vecchio” sindacalista che, tra l’altro, per circa 25 anni è stato Presidente dell’Ospedale di Enna (1962/1973) e Presidente del Comitato Provinciale della Croce Rossa di Enna (1997/2009), come atto di solidarietà nei confronti della categoria sanitaria.
Affido a Lei questo mio suggerimento che, se lo condividerà, potrà sottolinearlo a chi di competenza.
Con il massimo riguardo e stima
Note ripetutamente trasmesse agli organismi interessati, i quali hanno preferito tacere e trovarsi poi in serie difficoltà al momento della necessità di ricercare personale sanitario per molte emergenze.

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