GINO MI HA LASCIATO
Non avrei mai pensato di dover ricordare nel giro di un mese la scomparsa di due miei grandi amici: lo scorso mese Calogero Lo Giudice oggi Gino Curcio
Gino Curcio il mio migliore amico di sempre. Da me coinvolto nella politica fin dal 1946, quando da delegato provinciale del movimento giovanile della democrazia cristiana lo nominai mio vice, coinvolgendolo nella politica. Non eletto Senatore per la mancanza di un pugno di voti, ha lasciato traccia di sè in tutti i numerosi importanti incarichi ricoperti. Presidente della Provincia di Enna, Presidente dell’Unione Regionale delle Province e Vicepresidente Nazionale, Presidente dell’AMAL di Enna, Presidente dell’Ispea, Consigliere del Banco di Sicilia ed altri importanti incarichi, anche internazionali.
I miei rapporti con Gino sono datati “settembre 1943”, all’inizio dell’anno scolastico che ci vedeva più uniti perché io rientravo a Enna, dopo avere io frequentato per tre anni l’Istituto tecnico Foderà di Agrigento e lui da Nicosia, senza avere avuto entrambi altri contatti con vecchi compagni di scuola.
Rapporti consolidati in oltre settant’anni di vera amicizia, nel corso dei quali non è stata mai offuscata, anzi potenziata per essere stato prescelto quale testimone di nozze di mia figlia Elena
Molti i fatti collegati alle sue molteplici attività che sono stati da me ricordati nel mio libro “Il Diario di una vita intensamente vissuta” in corso di stampa, che fortunatamente Gino ha letto in bozza la parte che lo riguardava.
Nel suo lungo periodo che l’ha visto immobilizzato a casa, le mie visite sono state sempre frequenti e parlavamo sempre di fatti ed eventi vissuti insieme in oltre 70 anni di amicizia. L’ultima visita è stata da me fatta esattamente una quindicina di giorni fa, casualmente durata molto più del solito, ed abbiamo conversato senza che apparisse alcuna modifica peggiorativa alle sue condizioni di salute. Ci siamo salutati con la mia battuta alla prossima ti porterò il mio dove, hai visto, sono diverse le pagine che ti riguardano.
Un fatto solo desidero ricordare in questo momento. Il 24 dicembre 1949 eravamo assieme a Roma alla Direzione del Partito, allora a Piazza del Gesù, per incontrare il Vicesegretario Elkan, al quale ero stato segnalato dal suo capo della segreteria, con il quale condividevamo l’incarico di Consigliere nazionale del movimento giovanile della d.c., che mi propose di trasferirmi a Roma presso la sua segreteria. Cosa che non si verificò per motivi personali. Ho ricordato questo fatto datato perchè quella vigilia del Natale del 1949 è rimasta indimenticabile avendo la sera presenziato in Vaticano alla famosa apertura della Porta che annunciava l’apertura dell’Anno Santo.
Oggi il ricordo di Gino e il mio particolare cordoglio per la famiglia. Dopo la pubblicazione del mio librò posterò per intero le pagine che lo riguardavano.
Ciao Gino
Angiolo alerci


