Licenziamenti: Mannino,(Cgil), con la fine del blocco in Sicilia a rischio 57 mila posti di lavoro, una catastrofe sociale. Mentre mancano ancora politiche di sviluppo e la riforma degli ammortizzatori sociale
Palermo, 25 maggio- โLa fine del blocco dei licenziamenti sommata alla mancata riforma degli ammortizzatori sociali e allโassenza tuttโoggi di politiche per il lavoro determinerร in Sicilia una catastrofe sociale con il venire meno di 57 mila posti di lavoroโ. Lo dice il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, che in una nota critica da un lato quella che definisce โlโirresponsabilitร sociale della Confindustriaโ, dallโaltro lโatteggiamento del governo โ che avrebbe dovuto pittosto tenere la barra dritta e accelerare sulle riforme e i provvedimenti al paloโ. Per Mannino, โla gravitร della situazione in Sicilia e nel Mezzogiorno o non รจ percepita o รจ sottovalutata. Ci saremmo aspettati- sottolinea- un ordine inverso dei provvedimenti: prima la riforma degli ammortizzatori sociali, le politiche attive e la partenza degli investimenti, poi la fine del blocco dei licenziamenti. Questa oggi determinerebbe nellโIsola un colpo di scure sul 3% del giร esiguo numero di occupatiโ. Il segretario della Cgil rileva che โ oggi ci troviamo in presenza di risorse teoriche come quelle del Recovery Fund, mentre si pensa a tagliare quelle reali dei fondi strutturali, ben 500 milioni, in un settore strategico per la Sicilia come lโagricolturaโ. โEโ una situazione paradossale- conclude Mannino- , รจ incredibile che il dopo Covid parta da tagli e licenziamenti, anzichรฉ da investimenti e assunzioni. Eโ difficile ipotizzare cosรฌ una ripresaโ.


