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TEATRI DI PIETRA 2022 Gli spettacoli di questa settimana

Riccardo Agosto 7, 2022 8 minuti letti

TEATRI DI PIETRA 2022
Gli spettacoli di questa settimana
A San Cipirello (PA) Monte Jato
Lunedì 8 – ORESTEA agamennone+coefore

A Modica (RG) – Chiostro S.Maria del Gesù:
Lunedì 8 – Plays Ennio Morricone

A Cattolica Eraclea (AG) – Area Archeologica Eraclea Minoa
Giovedì 11 – Edipo a Colono

A Marsala (Tp) – Parco Archeologico Lililibeo Baglio Tamburello
Giovedì 11 – Clitennestra Vs Ifigenia

A Milazzo (ME) Complesso monumentale Castello di Milazzo
Giovedì 11 – Elena

Ecco gli spettacoli di Teatri di Pietra che andranno in scena prossima settimana in cinque siti tra Palermo, Modica, Agrigento, Marsala, Milazzo: domani ORESTEA agamennone+coefore a Monte Jato di San Cipirello (PA) e Plays Ennio Morricone a Chiostro S.Maria del Gesù di Modica, una straordinaria opera dell’ingegno architettonico e decorativo, denso di stratificazioni stilistiche. Giovedì 11 Edipo a Colono sul promontorio proteso verso lo splendido paesaggio marino di Cattolica Eraclea (AG) nell’Area Archeologica Eraclea Minoa; Clitennestra Vs Ifigenia allo Parco Archeologico Lililibeo Baglio Tamburello; Elena Complesso monumentale di Milazzo (ME) e Tutti gli spettacoli avranno inizio alle 21.00, biglietto 12,00 euro.

ORESTEA
agamennone+coefore
da Eschilo
regia Cinzia Maccagnano
con Marta Cirello, Raffaele Gangale, Dario Garofalo, Cinzia Maccagnano, Luna Marongiu, Cristina Putignano musiche Marco Schiavoni maschere Luna Marongiu costumi Monica Mancini scene Freezer09_Lab

L’Orestea è prima di tutto un epocale disegno drammaturgico in grado di raccontare la fine dell’ineluttabile. Agamennone uccide Ifigenia. Clitennestra uccide Agamennone. Oreste uccide Clitennestra. Ma nessuno uccide Oreste. Ciò non significa che Oreste non paghi pegno, tutt’altro. La Ragione (Atena) gli offre certamente una chiave di salvezza, sostituendo il tribunale degli uomini alla teodicea, ma questo gli toglie il fiato. La stessa cosa che accade a un bambino quando nasce. L’eccesso d’aria rischia di soffocarlo. Perciò piange. E piange Oreste, su cui pesa un Passato che non c’è più, arcaico ma sicuro; e dentro cui scalpita una Realtà incerta, a cui è impreparato, la cui rappresentazione è migliore dell’originale; una Realtà su cui la Ragione ha perso il controllo. Qual è dunque il pegno da pagare per Oreste? Non essere. Né com’era, né come avrebbe dovuto. Essere in bilico. In una rabbiosa e straziante infelicità. La pàrodo dell’Agamennone, il lungo coro degli anziani di Argo, disegna i confini dello spettacolo: gli attori indossano maschere d’ispirazione espressionista, che portano lo spettatore ora allo stupore, ora allo sgomento, e quando se ne liberano, ne scoprono altre dall’aspetto più arcaico, quasi dei totem, che rivelano i personaggi di Clitennestra, Agamennone, Cassandra ed Egisto.Tutto il racconto dell’Agamennone, dunque, si svolge come una grande rappresentazione, un rituale che riporta alla memoria i fatti da cui poi muoverà l’azione di Oreste. Nelle Coefore il registro cambia, finisce la rappresentazione, spariscono le maschere, e i giovani, Oreste, Elettra e Pilade, si mostrano così come sono, deformati solo dal furore. Anche il ritmo cambia, non più cadenzato, scandito dal procedere della trama, precipita, seguendo l’urgenza di agire per liberarsi da un ordine antico che non trova più riscontro nella Realtà. I giovani detronizzano, sovvertono, uccidono. Orfani di un senso della storia, mossi da una “irragionevole rabbia”, si ritrovano smarriti in un mondo di cui non riconoscono più il senso del Passato e sperimentano l’incapacità della Ragione di farsi ancora guida sicura.

PLAYS ENNIO MORRICONE
Giuseppe Milici
voce narrante Sergio Vespertino
Giuseppe Milici Quartet
con Valeria Busdraghi, Carlotta Bruni, Elisa Carta Carosi, Lucia Cinquegrana, Arianna Di Palma, Matteo Gentiluomo, Claudia Morello e Sebastiano Tringali

EDIPO A COLONO
Teatro Hamlet – CTM
di Sofocle
traduzione e Adattamento di Gina Merulla
regia di Gina Merulla
con Mamadou Dioume e sei attori

“Edipo a Colono” è la tragedia della fine. Edipo ormai vecchio e cieco giunge alla fine del suo viaggio: distrutto dalla Vita, dal Destino, dagli Dei vaga come un mendicante alla disperata ricerca di un Senso. Questa è la premessa su cui si basa l’intero spettacolo. Edipo non è nient’altro che lo specchio dell’essere umano e ne riflette la natura profonda. Le vicende che vive il nostro protagonista non hanno più significato nella loro dimensione individuale e privata ma devono essere restituite al pubblico nella loro dimensione universale e umana. Edipo è dunque “tutti gli uomini”: la sua storia, le sue azioni, le estreme conseguenze e l’epilogo della sua vicenda riflettono la storia interiore di tutti noi. La natura oscura, predatoria e violenta dell’Uomo ci dà la misura della sua umanità rendendolo un “colpevole senza colpa” e condannandolo al dolore, alla perpetua ricerca dell’espiazione e alla malinconica accettazione della tardiva scoperta di sé. Da ciò scaturiscono dolorose riflessioni sulla vita, sulla morte, sulla vecchiaia, sulla cecità, sulla caduta, sulla salvezza. Il pubblico è chiamato ad affrontare un viaggio nell’essere umano accanto a Edipo, dal suo arrivo a Colono fino alla sua discesa negli inferi. Anche lo spettatore si ritroverà “Straniero in terra straniera”, incarnazione di una “Creatura mostruosa” che chiede di essere accolta, personificazione del “Diverso” che desidera solo accettazione, immagine dell’Essere Umano che cerca la salvezza tanto esteriore quanto interiore. La Regia di Gina Merulla parte dal Teatro di Ricerca per rivisitare e trasformare un Classico senza tempo per mezzo di differenti linguaggi artistici e nuovi codici espressivi derivati dalla contaminazione di Teatro, Musica, Danza e Arti Visive. Gli attori e performers daranno vita allo spettacolo attraverso le meravigliose parole del tragediografo greco e Partiture Fisiche su Musica o Silenzio. Lo spettacolo è arricchito dall’eccezionale presenza del Maestro Mamadou Dioume, grande artista internazionale già Attore e Collaboratore di Peter Brook fra gli interpreti del capolavoro brookiano “Mahabharata” e di “The Tempest” di Julie Taymor con Helen Mirren.

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CLITENNESTRA VS IFIGENIA
da Yourcenar, Euripide, Racine
adattamento e regia Manuel Giliberti
musiche Antonio di Pofi
movimenti Serena Cartia
con Simonetta Cartia e Laura Ingiulla

ELENA
da Euripide e Ritsos
adattamento e regia Salvo Bitonti
musiche Dario Arcidiacono

Per il mito di Elena, nell’adattamento teatrale dall’originale di Euripide con echi dal poemetto di Ghiannis Ritsos, si può parlare di una sorta di allucinazione storica e di un apologo sulla guerra.
La celebre figura del mito che fu la causa della guerra di Troia, diviene qui il simbolo di un’acuta riflessione sulla responsabilità umana e sulle vicende della storia.
Elena, ormai vecchia e dimenticata da tutti e prigioniera del proprio passato. Nell’incontro immaginario che ha con un misterioso intervistatore, Elena compie un viaggio introspettivo. La memoria ritorna ai terribili episodi bellici che ha vissuto in prima persona e che sembrano riecheggiare recenti e attuali conflitti come le guerre in Iraq o Afganistan. Ricordi che si acuiscono nella riflessione sull’irresponsabilità altrui nel decidere del nostro destino; dove il passato è popolato da fantasmi a cui nessuno fa caso mentre gli eroismi, i sacrifici, le sconfitte e la stessa incomprensibilità della guerra sembrano non aver senso.
Ma Elena è anche la metafora di una resistenza, al passato, alla guerra e alla sua stessa perduta bellezza perché da un naufragio della nostra vita, può forse nascere la speranza.

Teatri di Pietra offre al pubblico una finestra spazio-temporale in cui il teatro diventa la chiave per la conoscenza del territorio e ogni sito non è più solo oggetto di visita, ma di una esperienza più profonda, personale e insieme collettiva. Nel cartellone si alterneranno, nei diversi siti, temi del classico e del Mediterraneo attraverso le opere di Plauto (“Menecmi”), Sofocle (“Edipo a Colono”), Seneca (“Fedra”), Esopo e Fedro (“Lupus in fabula”), Menandro (“Diskolos”), Apuleio (“Di sabbia e di mare”) , Eschilo (Orestea Agamennone più Coefore), ma anche di Verga (“Storia di una capinera”, “La Lupa – Rosso Terra”, “Mastro Don Gesualdo”), Pasolini e il suo rapporto con il mondo antico (“PRESENTE, PASSATO, PASOLINI, dal Carteggio e Pilade di P.P.Pasolini) e Gesualdo Bufalino (“I viaggi del Meschino”).

“Ciascuno di questi spettacoli contribuisce alla costruzione di un unico racconto che, attraverso le vicende di Enea, Didone, Medea o Prometeo esplora, con i linguaggi della danza, del teatro e della musica il nostro presente e racconta con lucidità l’uomo contemporaneo – spiega il Maestro Aurelio Gatti, coordinatore delle Rete – Il nostro teatro nasce in primo luogo per offrire un’occasione in più di vivere il paesaggio e la storia attraverso i siti monumentali, ma soprattutto per fare del teatro antico (o dei luoghi dove si fa il teatro) lo spazio dell’incontro tra artisti e spettatori e della comunità che, nell’esperienza dello spettacolo dal vivo, si rinnova ogni volta.”

Ecco le date in Sicilia (in aggiornamento):
Pantelleria – TP – Faro Punta Spadillo 21- 24 luglio – 4 spettacoli
Marsala – TP – Parco Archeologico Lililibeo – 21 luglio – 24 agosto – 6 spettacoli
Milazzo – ME – Castello Ex Convento Benedettine 22 luglio – 17 agosto 6 spettacoli
Modica – RG – Chiostro S.Maria del Gesù 30 luglio – 8 agosto – 4 spettacoli
Cattolica Eraclea – AG – Area Archeologica Eraclea Minoa – 30 luglio – 18 agosto – 5 spettacoli
Caltanissetta – CL – Parco Archeologico Palmintelli 31 luglio con 4 spettacoli
Caltanissetta – Parco Archeologico di Gela – Area archeologica Palmintelli – 31 luglio – 5 spettacoli

Progetto reso possibile grazie alla collaborazione degli assessorati regionali siciliani competenti, ai Parchi archeologici e alle amministrazioni siciliane direttamente coinvolte.

In tutto il territorio italiano la Rete Teatri di Pietre sarà presente in 27 aree archeologiche e monumentali italiane nel Lazio, Toscana, Campania e Basilicata.

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Riccardo

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