Annalisa Tardino, già deputato europeo impegnata in prima linea in commissione Libe nella lotta contro l’immigrazione clandestina ed incontrollata, riferimento di Matteo Salvini in Sicilia, esprime profonda disapprovazione nei confronti della decisione della Suprema Corte di Cassazione, che ha cassato la sentenza della Corte d’Appello di Roma sul caso della nave Diciotti, definendo “arbitrario” il trattenimento dei migranti a bordo.
«Ritengo questa decisione totalmente distante dall’esigenza di garantire la sicurezza dei confini e il rispetto delle norme nazionali e internazionali in materia di immigrazione. È assurdo punire chi, in un momento di estrema emergenza, ha agito nell’interesse superiore della nazione e della tutela dei cittadini, impedendo ingressi incontrollati e potenziali situazioni di illegalità.
Ribadisco la necessità di una linea ferma e coerente nella gestione dei flussi migratori, rispettosa dei diritti fondamentali, ma capace anche di tutelare le nostre comunità. L’Italia, per troppo tempo, ha sofferto le conseguenze di decisioni politiche e giudiziarie che hanno reso il nostro sistema di accoglienza disorganizzato e permeabile, mettendo in seria difficoltà territori e amministrazioni locali.
Con questa pronuncia si vanifica il lavoro portato avanti da chi, come Matteo Salvini e la Lega, si è sempre battuto per ristabilire un criterio di legalità e protezione alle frontiere. Confido che l’impegno delle forze politiche di centrodestra, al Governo e nelle Istituzioni, continui a farsi sentire, affinché si eviti che il nostro Paese torni a essere un porto indiscriminato di sbarchi e precarietà sociale. La difesa dell’Italia passa anche attraverso la difesa delle sue leggi e dei suoi confini.»


