SINALP E LA RICOSTRUZIONE DELLA SCUOLA ITALIANA, DALLE CRITICITÀ EREDITATE, A UNA NUOVA STAGIONE DI INVESTIMENTI, DIGNITÀ E QUALITÀ DELL’INSEGNAMENTO
La Confederazione Sindacale SINALP riconosce l’importanza degli interventi a sostegno dell’istruzione, ma richiama la necessità di superare gli effetti di anni di riforme, ridimensionamenti e scelte che hanno progressivamente indebolito il sistema scolastico pubblico, compromettendone non soltanto l’organizzazione, ma anche la sua originaria funzione educativa e formativa.
Il Prof. Giuseppe Lombardo, Delegato SINALP Dipartimento Scuola e Istruzione, ritiene che il confronto sulla scuola italiana debba partire da una consapevolezza fondamentale, le difficoltà che oggi attraversano il sistema scolastico non sono nate improvvisamente e non possono essere attribuite a una sola manovra finanziaria o a un singolo Governo.
Sono il risultato di anni di riforme, interventi di razionalizzazione, riduzioni di risorse e modifiche organizzative che, nel loro insieme, hanno progressivamente inciso sugli organici, sulla continuità didattica, sulla stabilità del personale, sulla qualità dei servizi e sulla capacità delle istituzioni scolastiche di rispondere ai bisogni degli studenti e delle famiglie.
Non intendiamo alimentare polemiche sterili né attribuire responsabilità in modo ideologico. Vogliamo, piuttosto, riconoscere con onestà, che una parte significativa delle criticità attuali deriva da scelte del passato che non hanno sempre considerato la scuola come un investimento strategico, ma troppo spesso come un settore sul quale intervenire attraverso tagli e rimodulazioni della spesa.
Il Segretario Regionale SINALP Dr. Andrea Monteleone ritiene necessario recuperare il significato più alto e autentico della scuola come luogo nel quale si formano i futuri cittadini italiani, si costruisce la coscienza civile, si sviluppano le capacità intellettuali e si preparano le nuove generazioni ad affrontare con consapevolezza le responsabilità della vita.
La scuola non può essere ridotta a un semplice luogo di trasmissione di nozioni, né può accontentarsi di accompagnare gli studenti verso il conseguimento di un titolo di studio.
Deve essere un ambiente capace di far emergere e migliorare le caratteristiche, le attitudini e le potenzialità di ogni ragazzo, aiutandolo a sviluppare autonomia di pensiero, capacità critica, cultura, competenze e senso di responsabilità.
Ogni studente deve poter trovare nella scuola l’opportunità di crescere, migliorarsi e raggiungere il massimo delle proprie possibilità.
Questo significa sostenere chi incontra difficoltà, ma anche valorizzare chi dimostra particolari capacità, attitudini e talento.
L’inclusione non deve mai diventare sinonimo di rinuncia alla qualità, così come il diritto all’uguaglianza delle opportunità non deve tradursi nell’abbassamento generalizzato delle aspettative formative.
Il SINALP denuncia il progressivo affermarsi di un modello scolastico che, attraverso una successione di riforme e scelte organizzative scellerate, ha finito per favorire un pericoloso appiattimento verso il basso.
Una tendenza che ha indebolito la selettività intesa come riconoscimento dell’impegno e del merito, ha ridimensionato il valore della preparazione culturale e, in diversi casi, snaturato lo spirito stesso dell’istituzione scolastica, che sempre più spesso viene trasformata in un parcheggio di ragazzi.
Non vogliamo una scuola che promuova indistintamente senza preoccuparsi di ciò che gli studenti hanno realmente imparato. Vogliamo una scuola che sappia insegnare, educare, valutare, correggere le difficoltà e premiare l’impegno. Una scuola che non abbia paura di pretendere dai propri studenti, perché credere nelle loro capacità significa anche aiutarli a superare i propri limiti.
Il compito della scuola non è rendere tutti uguali abbassando le aspettative, ma offrire a tutti gli strumenti per migliorarsi, valorizzando le differenze e riconoscendo il merito e le loro reali capacità.
È necessario restituire autorevolezza agli insegnanti, centralità alla conoscenza, dignità allo studio e valore alla cultura. Senza questi elementi non può esserci una vera crescita educativa e civile del Paese.
Il SINALP valuta con attenzione gli interventi contenuti nel disegno di Legge di Bilancio 2027, approvato dal Consiglio dei Ministri e attualmente all’esame del Parlamento.
Riteniamo importante che siano previste risorse per la contrattazione del pubblico impiego, misure di reclutamento, interventi a sostegno delle famiglie e degli studenti e investimenti per il miglioramento delle strutture scolastiche.
La valorizzazione del personale docente e ATA deve diventare una priorità concreta. Gli stipendi devono recuperare il potere d’acquisto perduto, le professionalità devono essere riconosciute e il lavoro quotidiano di chi garantisce il funzionamento delle scuole deve trovare adeguata considerazione economica e organizzativa.
La diminuzione della popolazione scolastica deve essere affrontata con una visione completamente diversa rispetto alle politiche di semplice ridimensionamento spesso adottate in passato.
Meno alunni non devono significare automaticamente meno docenti, meno personale ATA e meno servizi. Possono, al contrario, rappresentare un’occasione per ridurre il numero degli studenti per classe, rafforzare il sostegno, recuperare le difficoltà di apprendimento, garantire maggiore attenzione individuale e migliorare la qualità della didattica.
Per questa ragione il SINALP richiama l’attenzione sulle riduzioni di organico previste dall’articolo 66 del disegno di legge, che indicano 4.925 posti in meno per il personale docente e 2.049 per il personale ATA, per un totale di 6.974 unità a partire dall’anno scolastico 2027/2028.
Questi numeri devono essere valutati con grande attenzione, considerando le reali esigenze delle scuole, le differenze territoriali, il numero dei plessi, le condizioni delle aree interne, le necessità degli studenti con disabilità e i carichi di lavoro del personale.
Una scuola di un grande centro urbano non presenta le stesse necessità di un istituto che opera in un territorio montano, in un’area interna o in un Comune caratterizzato da una forte dispersione territoriale.
L’inclusione degli studenti con disabilità deve essere una priorità effettiva e non soltanto un principio dichiarato. Servono personale qualificato, sostegno adeguato, assistenza specialistica e servizi che garantiscano a ciascun ragazzo la piena partecipazione alla vita scolastica e sociale.
A tal proposito da tempo, come O.S. Sinalp, ci battiamo per la stabilizzazione degli ASACOM, gli assistenti alla comunicazione che rendono realizzabile l’inclusione sociale dei ragazzi disabili.
Servono edifici sicuri, ambienti accessibili, laboratori moderni, strumenti tecnologici adeguati e manutenzione costante. Gli investimenti devono raggiungere anche i piccoli Comuni, le aree interne e i territori economicamente più fragili, affinché il luogo di nascita non determini difformità sulla qualità dell’istruzione ricevuta.
Vogliamo mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, rappresentanti del mondo scolastico, lavoratori, famiglie e parti sociali, affinché le criticità accumulate negli anni possano essere affrontate con una strategia condivisa.
Come O.S. SINALP intendiamo contribuire attivamente a questo percorso, mettendo a disposizione la propria esperienza sindacale e le proprie proposte, senza pregiudizi e senza contrapposizioni strumentali.
Non vogliamo limitarci a denunciare ciò che non funziona. Vogliamo concorrere a costruire ciò che ancora manca.
La scuola non appartiene a un Governo, a una Maggioranza Politica o a una stagione contrattuale. È un patrimonio collettivo e un’infrastruttura fondamentale della Repubblica.
Per questo motivo chiediamo una revisione di tutte quelle scelte che negli anni hanno prodotto impoverimento degli organici, precarietà, disuguaglianze territoriali e difficoltà organizzative.
Non si ricostruisce la scuola limitandosi a gestire le conseguenze delle riforme del passato. Si ricostruisce investendo sulle persone, restituendo risorse agli istituti, valorizzando tutte le professionalità e mettendo al centro il diritto all’istruzione.
La scuola non deve soltanto preparare gli studenti a superare gli esami, ma deve prepararli ad affrontare la vita, a costruire il proprio futuro e a diventare cittadini capaci di far crescere l’Italia.

