SAD “mal d’estate”, un impatto significativo sulla nostra psiche.
I luoghi un’inesauribile fonte di guarigione.
Gli esseri umani possano attribuire un significato psicologico e simbolico a luoghi specifici. Secondo questa prospettiva i luoghi possono acquisire una sorta di personalità o presenza emotiva che influenza le persone che li abitano o li visitano.
L’idea di un’anima dei luoghi (Hillman,.J. Truppi,.C. “L’anima dei luoghi. Conversazione con Carlo Truppi) si collega anche alla concezione del “Genius loci”, un termine latino che significa spirito del luogo; nella tradizione romana il Genius loci era uno spirito protettore o divinità associato a un luogo particolare come una casa, una foresta o una fonte.
Nella psicologia di Jung questa concezione può essere interpretata come una proiezione dell’emozioni dell’inconscio collettivo, degli individui su un dato luogo, una visione che si ricopre di una profonda connessione tra l’individuo e l’ambiente circostante.
In estate i luoghi all’aperto, il sole, il mare, colorano le nostre giornate e ciò ha un impatto profondo sulla nostra psiche! Le atmosfere, la loro storia, la percezione e le caratteristiche dei luoghi evocano ricordi, sentimenti, immagini archetipiche e reazioni inconsce.
I dati indicano che, nel periodo estivo, comunque, si verifica un aumento considerevole, circa del 22%, per ciò che riguarda la depressione rispetto al periodo invernale e si genera solitamente ciò che viene definito “mal d’estate”. In realtà ci riferiamo ad un vero e proprio disturbo che colpisce, “sia in estate che in inverno”, seppure con modalità differenti, svariati soggetti, e già individuato dallo psichiatra Norman E. Rosenthal della Georgetown University School of medicine e che prevede ipersonnia o insonnia, aumento di peso, irritabilità, difficoltà di concentrazione di memoria, tendenza all’isolamento, spossatezza, dolori muscolo scheletrici. Un disturbo molto simile alla depressione vera e propria ma limitato nel tempo e che segue la ciclicità delle stagioni.
Parliamo del SAD, disturbo affettivo stagionale, come una sorta di disconnessione emotiva che colpisce soggetti coinvolti che presentano una difficoltà nella regolazione della serotonina, ritenuta tra i fattori responsabili del bilanciamento dell’umore; parliamo di un generale rallentamento delle funzioni vitali che portano talvolta ad un ritiro sociale, a una chiusura in sé stessi. Ansia e temperature elevate possono ulteriormente aggravare la condizione del SAD. In verità tutti noi siamo influenzati dai cambiamenti di stagione che ci rendono più predisposti a stati d’animo che producono insoddisfazione e tristezza e spiagge affollate o luoghi sovraffollati possono influenzare il nostro stato emotivo. In che modo gli archetipi dell’estate “sole, mare e fuoco” possono giocare un ruolo nel manifestarsi del mal d’estate? La comprensione del “mal d’estate”, da una prospettiva archetipica potrebbe aprirci a nuove prospettive e nuove riflessioni.
Siamo parte della natura e quindi dovremmo imparare ad accogliere il cambiamento e vedere quindi le stagioni come un processo necessario e positivo, con tutte le emozioni e le paure che esso comporta e sentire, come questo periodo, predispone alla bellezza, alla luce, a guarire le ferite dell’anima.
Agosto, città spopolate sembrano farci vivere, invece, un periodo di sospensione tra ciò che è finito e ciò che l’autunno riporterà in vita, il terrore del vuoto della solitudine e l’angoscia della separazione. Per alcuni il tempo libero può aver creato panico per la difficoltà o l’incapacità a riempirlo. Le giornate non piu’ organizzate dal lavoro, dai consueti ritmi hanno causato un senso di destrutturazione per la perdita dei conosciuti “punti di riferimento”. Per alcuni le vacanze estive, inoltre, non sono fonte di gioia o di recupero ma il cambiare abitudini, ritmi di vita possono essere motivo di grande stress emotivo, specie per chi vive anche un disagio sociale.
Estate… un tempo lungo ed utile per liberarsi da pesi emotivi, per cogliere le emozioni soprattutto quelle negative, per imparare a lasciarle andare e scoprire a quali cambiamenti andiamo incontro, suggerendo che la tristezza non arriva per nuocerci ma per invitarci a tagliare i rami del passato, a liberarci di pensieri e abitudini e modi di essere che ci stanno bloccando: il dolore rivela grandi verità, una maniera speciale per capire come stiamo a questo mondo. Le emozioni preziose alleate per la nostra crescita personale. Tempo d’estate, tempo dell’immaginario collettivo.
Dott.ssa Iva Marino Psicologa Clinica e Forense
psicologicamente.net@libero.it


