Troppi faccendieri girano nei corridoi di taluni assessorati regionali per occuparsi di affari e intermediazioni fra politici, funzionari pubblici e imprenditori privati. E in questo contesto la nuova legge sugli appalti ha ampliato i margini della discrezionalità favorendo turbative e subappalti, che sono diventati la nuova frontiera della corruzione.
Le inchieste giudiziarie dell’ultimo anno confermano un quadro inquietante con un livello di diffusione che desta allarme e preoccupazione. La politica non può girarsi dall’altra parte aspettando che sia la giustizia a intervenire.
Ieri nel corso del dibattito sulla Relazione annuale della Commissione antimafia ho voluto porre l’accento su queste e altre questioni che riguardano gli intrecci tra mafia, politica e corruzione.


