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Il Castello di Gresti torna a vivere tra storia, teatro e memoria: dall’Officina Medievale di Enna un appello per salvare un patrimonio che rischia di scomparire

Riccardo Ottobre 26, 2026 6 minuti letti
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Il Castello di Gresti torna a vivere tra storia, teatro e memoria: dall’Officina Medievale di Enna un appello per salvare un patrimonio che rischia di scomparire

Le antiche mura del Castello di Gresti, o di Pietratagliata, sono tornate a raccontare storie di cavalieri, amori e battaglie. Ma soprattutto hanno dato voce a un presente che chiede di non lasciare morire uno dei luoghi più suggestivi e preziosi del patrimonio storico siciliano. È questo il significato più profondo de “Il Sentiero della Memoria”, l’iniziativa che sabato 24 ottobre ha trasformato l’antico maniero, nel territorio di Aidone, in un teatro a cielo aperto, dove personaggi del passato e uomini del presente si sono incontrati idealmente per condividere un unico impegno: salvaguardare il Castello di Gresti e restituirgli l’attenzione che merita.

A ideare e organizzare l’iniziativa è stato Edmondo Baviera, presidente degli Escursionisti degli Erei, da tempo impegnato nella valorizzazione del territorio e nella sensibilizzazione sulla necessità di salvaguardare il monumento. È stato proprio Baviera a coinvolgere Ivana Antinoro, anima dell’Officina Medievale – Laboratorio popolare di arte medievale di Enna, dell’associazione La Rupe, invitandola a contribuire con la propria esperienza artistica alla realizzazione di un progetto capace di unire storia, teatro e impegno civile.

Un invito accolto con entusiasmo da Antinoro, che ha condiviso fin da subito il valore dell’iniziativa, mettendo a disposizione la passione e le competenze dell’Officina Medievale per dare forma a una rappresentazione teatrale itinerante. L’evento ha ricevuto il patrocinio del Libero Consorzio Comunale di Enna, grazie al quale sarà realizzato anche un video della rappresentazione, con l’obiettivo di documentare l’iniziativa e prolungarne il valore nel tempo. Un racconto per immagini che permetterà di far conoscere a un pubblico più ampio non soltanto la suggestione della rievocazione storica, ma soprattutto il messaggio che l’ha ispirata: la necessità di salvaguardare il Castello di Gresti e il patrimonio di storia e memoria che custodisce.

Ne è nato un racconto capace di intrecciare la storia documentata del castello con il linguaggio della leggenda, del sentimento e della memoria popolare. Tra le antiche mura hanno ripreso vita Perrono Gioeni, nobile siciliano al quale nel 1374 venne assegnato il feudo di Pietratagliata, e Bianca di Grottascura, protagonista di una storia d’amore immaginata sullo sfondo delle rivalità tra le famiglie nobiliari medievali. L’ispirazione storica della rappresentazione affonda le radici nel Trecento, quando il feudo e il fortilizio passarono alla famiglia Gioeni, che ne mantenne a lungo il possesso. Attorno a questo riferimento documentato è stata costruita una narrazione teatrale nella quale l’amore riesce a superare l’odio, diventando il simbolo di una possibile riconciliazione tra ciò che è stato e ciò che ancora può essere salvato. I personaggi, interpretati da Dora Milanesi e Dario Di Dio, sono emersi idealmente dalle ombre del passato per dialogare con gli escursionisti, rappresentanti del presente e della battaglia quotidiana per la tutela del monumento. A dare continuità al racconto è stata la voce del cantastorie, interpretato da Ivana Antinoro, custode di quella saggezza popolare che attraversa i secoli e restituisce alle pietre la capacità di parlare. Attorno ai protagonisti, le figure degli antenati hanno contribuito a creare un’atmosfera sospesa nel tempo, resa ancora più suggestiva dalle luci delle candele e dal paesaggio che circonda il castello. Ma il momento più significativo della rappresentazione è arrivato quando il cavaliere del passato ha incontrato gli uomini di oggi, impegnati a difendere ciò che resta della sua antica dimora. Da una parte la memoria di chi quelle mura le aveva abitate, dall’altra la determinazione di chi oggi cerca di sottrarle all’abbandono. Un dialogo immaginario che ha portato al centro della scena una questione drammaticamente reale: il destino di un monumento storico che il trascorrere del tempo e il degrado rischiano di cancellare definitivamente.

Il Castello di Gresti, conosciuto anche come Castello di Pietratagliata, sorge su uno sperone roccioso immerso in un paesaggio di straordinaria bellezza, tra le campagne dell’entroterra ennese. Un luogo appartato, non facilmente raggiungibile, nel quale il fascino della natura si accompagna alle testimonianze di una storia secolare. Le prime notizie documentabili sul complesso risalgono al XIV secolo. Nel tempo il fortilizio è passato attraverso diverse proprietà. Oggi, nonostante il suo valore storico e paesaggistico, il monumento versa in condizioni di grave degrado e la sua conservazione rappresenta una questione che non può più essere rimandata. È proprio questa consapevolezza ad avere spinto Edmondo Baviera a promuovere un’iniziativa che andasse oltre la semplice visita a un luogo storico, coinvolgendo il mondo dell’associazionismo e della cultura in un percorso di memoria e sensibilizzazione.

“Quando Edmondo Baviera mi ha coinvolta in questo progetto, ho voluto conoscere meglio la storia del castello e comprendere il significato della battaglia che sta portando avanti”, racconta Ivana Antinoro. “Mi sono trovata davanti a un luogo di una bellezza straordinaria, immerso in una vallata che lascia senza parole. Un posto che ha qualcosa di magico e che proprio per questo fa ancora più male vedere in quelle condizioni. Abbiamo cercato di restituirgli vita attraverso il teatro, perché siamo convinti che la cultura possa contribuire a risvegliare l’attenzione verso ciò che rischiamo di perdere”.

La rappresentazione ha voluto così trasformare la memoria in un gesto concreto di partecipazione civile. Non soltanto ricordare il passato, ma interrogarsi sulle responsabilità del presente e sulla necessità di intervenire prima che sia troppo tardi. Un messaggio affidato anche alle parole conclusive del copione, quando gli escursionisti pronunciano insieme una promessa: “Custodiremo la memoria. Custodiremo l’amore. Gresti vivrà ancora!”.

La riuscita dell’iniziativa è stata il risultato della collaborazione tra persone e realtà associative accomunate dall’amore per il territorio. Un lavoro svolto con entusiasmo e spirito di condivisione, anche affrontando le difficoltà logistiche legate alla particolare collocazione del castello e alle condizioni climatiche della giornata. L’Officina Medievale di Enna ha contribuito a restituire atmosfera e intensità alla rappresentazione attraverso i costumi, l’interpretazione dei personaggi e il coinvolgimento dei propri componenti, che hanno dato vita a un racconto corale nel quale ogni presenza ha assunto un significato.

Particolarmente apprezzate le interpretazioni di Dora Milanesi e Dario Di Dio, capaci di dare sensibilità e forza ai due protagonisti della vicenda, insieme alla partecipazione di tutti coloro che hanno contribuito alla messa in scena.

“È stata un’esperienza che ci ha coinvolti profondamente, nonostante il freddo e le difficoltà”, sottolinea Antinoro. “Ho visto nei partecipanti una disponibilità e una generosità straordinarie. Tutti hanno dato il proprio contributo con passione, senza risparmiarsi. Ma la soddisfazione più grande è stata quella di avere, anche solo per un pomeriggio, riportato attenzione e vita in un luogo che merita di essere conosciuto, rispettato e salvato”.

Per l’Officina Medievale di Enna, “Il Sentiero della Memoria” rappresenta dunque molto più di una rievocazione storica. È la dimostrazione di come il teatro, l’arte e la partecipazione delle associazioni possano diventare strumenti di sensibilizzazione e di difesa del patrimonio comune. E se per un pomeriggio le pietre di Gresti hanno ritrovato una voce, adesso spetta al presente fare in modo che quella voce non torni a spegnersi.

Enna, 26 ottobre 2026

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Riccardo

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