Giovani, risultati, futuro societario e passione per i colori gialloverdi. Sono questi per Domenico Panico gli «ingredienti» che possono portare l’Enna ad uscire fuori dalla difficile situazione in cui si è venuta a trovare dalla fine dello scorso campionato.
Il manager calcistico parla immediatamente dopo l’importante pareggio più per il morale che per la classifica, in trasferta contro il Trapani.
Anche contro Trapani dopo quello con l’Igea Virtus è arrivato un risultato importante. È la conferma della bontà del lavoro svolto?
«Il mio è un lavoro fatto di osservazione e ricerca. Giro sui campi di tutta Italia e anche all’estero, perché mi piace conoscere e valutare i calciatori.
Devo riconoscere l’importanza del percorso che sto facendo all’interno di PLM Management, una realtà professionale che rappresenta per me un importante punto di riferimento. Le persone che ne fanno parte mi aiutano a crescere, valutare le situazioni e prendere le decisioni migliori.
Affrontare due società blasonate come Igea Virtus e Trapani, che hanno disponibilità economiche probabilmente dieci volte superiori alle nostre, e riuscire a competere con loro è il risultato di scelte attente, giovani di qualità e buon lavoro.
Credo che questa squadra, con serenità, organizzazione societaria e qualche innesto mirato, possa fare davvero molto bene. È anche la conferma del metodo di lavoro che porto avanti con le società con cui collaboro».
Dopo il mancato accordo con Rosario Pace, lei ha proposto Filippo Garofalo come nuovo presidente. Come è maturata questa scelta
«Il nome di Filippo Garofalo è stato una mia proposta. Ho apprezzato l’amore e la disponibilità che ha dimostrato verso i ragazzi e il modo in cui si è messo a disposizione della squadra.
Per questo ho proposto al presidente Travagin di affidare l’Enna a un ennese, a una persona che conosce e ama questi colori.
Siamo ormai agli sgoccioli e presumo che tra lunedì e martedì, salvo impedimenti, si possa definire il passaggio societario. Queste persone portano non soltanto risorse economiche, ma soprattutto passione e amore per l’Enna».
Continuerà a far parte del progetto Enna anche con la nuova dirigenza?
«Per motivi personali e professionali, seguendo altre consulenze e diversi calciatori impegnati in altre società, ritengo opportuno fare un passo indietro dal punto di vista operativo.
Ho dimostrato il mio attaccamento all’Enna rinunciando a un contratto economicamente importante, pur di favorire la serenità e i nuovi equilibri societari.
Continuerò a dare una mano dall’esterno quando mi verrà richiesto e sarò sempre a disposizione della società. Circa l’80% dei calciatori appartiene alla nostra area di gestione e consulenza, quindi continuerò naturalmente a stare vicino al gruppo.
Voglio fare anche un plauso particolare al mister Cimino, che nonostante tutte le difficoltà ha continuato a lavorare con grande professionalità. Altri allenatori probabilmente avrebbero già rassegnato le dimissioni».
Tecnicamente, dove può migliorare questa squadra? Ci sono nuovi innesti?
«L’Enna è una squadra giovane, tecnica e composta da ragazzi di talento. In questi giorni ho fatto arrivare Tachaouna Haron, fratello dei calciatori che avevo già portato a Enna lo scorso anno.
È un attaccante classe 2000, forte fisicamente e tecnicamente, che può rinforzare il reparto offensivo. Credo che Enna possa rappresentare per lui una vetrina importante per valorizzare le proprie qualità.
In vista della prossima sfida contro la Reggina, una delle candidate alla vittoria del campionato, sarà fondamentale organizzarsi al meglio, garantendo serenità e supporto alla squadra».
In questi mesi non sono mancate critiche nei suoi confronti. Oggi, però, tanti tifosi e cittadini ennesi le manifestano riconoscenza. Cosa vuole dire?
«Mi è dispiaciuto che qualcuno abbia pensato che il mio impegno fosse legato a interessi personali o addirittura che potessi rappresentare un problema per l’Enna.
Oggi ricevo tante telefonate da tifosi e cittadini ennesi che mi ringraziano. Questo mi fa davvero piacere e voglio ringraziare tutti.
Sono sempre stato del parere che un libro bisogna leggerlo fino all’ultima pagina prima di esprimere un giudizio. Nel calcio le critiche fanno parte del gioco e sono preparato anche a questo.
Ci tengo a precisare che ho sempre lavorato alla luce del sole, con correttezza e professionalità. Per me il calcio è una cosa seria, una professione e una parte importante della mia vita.
Non voglio fare polemica con nessuno. Ben vengano le persone che vogliono fare calcio seriamente, con passione, competenza e trasparenza.
Voglio lanciare un mio messaggio a tutti i tifosi gialloverde ed a tutto coloro che hanno a cuore la sqaudra.
L’Enna viene prima degli incarichi e dei contratti. Quello che conta è non disperdere il lavoro fatto e rispettare i sacrifici di questi ragazzi.
A Filippo Garofalo e a tutta la nuova compagine societaria auguro buon lavoro. Io continuerò a esserci, nel rispetto dei nuovi ruoli, perché il bene dell’Enna e dei colori gialloverdi deve venire prima di tutto».

