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Energia solare, un potenziale ancora da scoprire: in Italia più di 8 tetti su 10 non vengono utilizzati per il fotovoltaico.   La Sicilia registra 3 province nella top 10 per tetti non sfruttati. Si tratta di Enna, Messina e Palermo.

Riccardo Luglio 30, 2026 7 minuti letti

Energia solare, un potenziale ancora da scoprire:

in Italia più di 8 tetti su 10 non vengono utilizzati per il fotovoltaico.

 

La Sicilia registra 3 province nella top 10 per tetti non sfruttati. Si tratta di Enna, Messina e Palermo.

 

Enna (92,55%), Messina (92,41%) e Palermo (92,28%) guidano insieme alla Calabria la classifica del potenziale inespresso. Proprio dove l’irraggiamento è più alto, e il ritorno economico di un impianto maggiore, la quota di edifici senza fotovoltaico resta la più elevata del Paese.

 

L’analisi di Elmec Solar restituisce una fotografia dello stato dell’arte del settore in Italia nel primo semestre 2026, evidenziando tre dinamiche chiave del mercato: da un lato le province dove il potenziale sui tetti resta ancora molto ampio, dall’altro i territori che hanno già saputo valorizzarlo meglio e, infine, le aree che stanno migliorando più rapidamente nell’adozione di impianti a energia solare.

 

Infografiche e ulteriori materiali disponibili QUI

 

 

Brunello (VA), 30 luglio 2026 – Il Barometro del Fotovoltaico 2026 realizzato da Elmec Solar, una società del gruppo Elmec Informatica attiva nelle energie rinnovabili e nella sostenibilità energetica, è giunto alla sua decima edizione e mette al centro il tema del potenziale ancora disponibile sui tetti italiani e dell’evoluzione dei territori che stanno facendo passi avanti più significativi nell’adozione del solare. L’analisi – svolta nei primi 6 mesi del 2026 – prende in esame tre classifiche provinciali: i territori con più tetti non sfruttati, le province più virtuose per grado di utilizzo delle coperture e quelle che stanno migliorando più rapidamente.

 

Il fotovoltaico italiano ha superato la soglia dei 2 milioni di impianti (sono 2.192.787 a giugno 2026) ma il vero dato messo in luce dallo studio, è un altro: l’84,07% degli edifici italiani non ospita ancora un impianto solare, significa 8 su 10. Si tratta di superfici già costruite, disponibili da subito per la transizione energetica e senza consumo di nuovo suolo.

 

L’indagine si basa su una rielaborazione dei dati Terna dell’Installato Rinnovabili – Solare aggiornati al primo semestre 2026, che forniscono il totale di impianti fotovoltaici presenti in ciascuna provincia. Questi dati sono stati confrontati con i dati catastali del numero di edifici in uso sempre a livello provinciale. Ne risulta una mappa delle province con la maggiore penetrazione di impianti solari sul totale dei tetti disponibili, sottolineando in particolare tre dinamiche chiave sul mercato: i territori con più tetti non sfruttati, le province più virtuose per grado di utilizzo delle coperture e quelle che stanno migliorando più rapidamente.

 

“Il Barometro 2026 mostra con chiarezza che il fotovoltaico in Italia ha davanti a sé un potenziale ancora enorme. Accanto a territori che hanno già raggiunto livelli di adozione molto interessanti, come Trento o il Nord-Est restano infatti molte province in cui i tetti disponibili sono ancora largamente inutilizzati. Per questo oggi è fondamentale accompagnare imprese e famiglie con strumenti concreti, consulenza e soluzioni tecnologiche capaci di accelerare una transizione energetica realmente diffusa, accessibile e sostenibile. Un percorso reso ancora più concreto dalla crescente convenienza dei sistemi di accumulo (BESS), che permettono di valorizzare l’energia prodotta da fonti rinnovabili anche nelle ore serali e notturne, contribuendo a rendere il sistema elettrico nazionale sempre più efficiente e resiliente“, dichiara Alessandro Villa, Amministratore Delegato di Elmec Solar.

 

Province con tetti non sfruttati: Terni guida la classifica

La graduatoria delle province con il più alto tasso di tetti non ancora valorizzati dal fotovoltaico vede in testa Terni (93,51% di tetti liberi), seguita da Verbano-Cusio-Ossola (93,45%), Genova (93,28%), Reggio Calabria (92,63%) ed Enna (92,55%). Completano la top ten Messina (92,41%), Isernia (92,41%), Imperia (92,36%), Palermo (92,28%) e Crotone (91,40%).

Si tratta di una classifica che unisce due scenari di Italia diversi: da un lato le aree montane e appenniniche del Centro-Nord, dall’altro il Mezzogiorno e le grandi città costiere. Tuttavia è un paradosso solo apparente perché proprio le province con il maggiore irraggiamento solare sono quelle che stanno lasciando inutilizzata la quota più alta del proprio patrimonio edilizio. Sotto il profilo del ritorno economico, sono anche quelle in cui un impianto renderebbe di più.

 

Posizione Provincia Tetti non sfruttati
1 TERNI 93,51%
2 VERBANO-CUSIO-OSSOLA 93,45%
3 GENOVA 93,28%
4 REGGIO DI CALABRIA 92,63%
5 ENNA 92,55%
6 MESSINA 92,41%
7 ISERNIA 92,41%
8 IMPERIA 92,36%
9 PALERMO 92,28%
10 CROTONE 91,40%

*La classifica completa di tutte le province italiane è disponibile in Appendice  

 

Le province più virtuose: il Triveneto fa scuola

Sul fronte opposto, la classifica delle province che hanno già saputo valorizzare le superfici disponibili è dominata dal Nord. Trento è al primo posto con un tasso di sfruttamento delle coperture pari al 63,95% – un valore doppio rispetto a qualunque altra provincia italiana – seguita da Padova (31,07%), Pordenone (29,90%), Gorizia (29,68%) e Brescia (27,97%). Dalla sesta alla decima posizione si collocano Modena (27,63%), Venezia (27,36%), Lodi (27,31%), Treviso (26,87%) e Udine (26,85%), seguite a ruota da Bologna e Reggio Emilia. La prima provincia del Mezzogiorno è Bari, 23ª con il 20,91% dei tetti già sfruttati.

Il quadro conferma la solidità di un modello – quello del Triveneto e della fascia padana – fatto di tessuto industriale diffuso, capannoni e case unifamiliari, incentivi locali e una cultura dell’efficienza energetica sedimentata negli anni. Ma il dato più istruttivo è un altro: anche la provincia italiana più virtuosa dopo Trento ha ancora quasi il 69% dei tetti liberi. Il potenziale, quindi, resta ampio ovunque.

 

 

 

Posizione Provincia Tetti non sfruttati Tetti sfruttati
1 TRENTO 36,05% 63,95%
2 PADOVA 68,93% 31,07%
3 PORDENONE 70,10% 29,90%
4 GORIZIA 70,32% 29,68%
5 BRESCIA 72,03% 27,97%
6 MODENA 72,37% 27,63%
7 VENEZIA 72,64% 27,36%
8 LODI 72,69% 27,31%
9 TREVISO 73,13% 26,87%
10 UDINE 73,15% 26,85%

*La classifica completa di tutte le province italiane è disponibile in Appendice  

 

Le province che migliorano: il Friuli Venezia Giulia cambia passo

Il terzo parametro preso in esame dal Barometro 2026 è la velocità, cioè quanto è cresciuto il grado di sfruttamento dei tetti nell’ultimo periodo rilevato. In testa c’è ancora Trento (+4,36%), seguita da Gorizia (+3,73%), Pordenone (+3,44%), Udine (+2,92%) e Bolzano (+2,74%). A completare la top ten Padova (+2,61%), Trieste (+2,47%), Modena (+2,31%), Reggio Emilia (+2,28%) e Matera (+2,24%).

 

Il confronto tra le graduatorie rivela una dinamica che merita attenzione: chi è già avanti continua a correre. Quattro delle prime cinque province in miglioramento (Trento, Gorizia, Pordenone, Udine) figurano anche tra le più virtuose, mentre i territori con il maggiore potenziale inespresso – Terni, Genova, Imperia, Alessandria – occupano le ultime posizioni anche nella classifica della crescita (Genova è 107ª con +0,70%, Terni 106ª con +0,74%). È il segnale di un’Italia del solare a due velocità, in cui il divario tra territori rischia di allargarsi anziché ridursi.

Fa eccezione Matera, decima nella classifica della crescita (+2,24%) e unica provincia del Mezzogiorno nella top ten.

 

Posizione Provincia Miglioramento
1 TRENTO 4,36%
2 GORIZIA 3,73%
3 PORDENONE 3,44%
4 UDINE 2,92%
5 BOLZANO 2,74%
6 PADOVA 2,61%
7 TRIESTE 2,47%
8 MODENA 2,31%
9 REGGIO EMILIA 2,28%
10 MATERA 2,24%

*La classifica completa di tutte le province italiane è disponibile in Appendice  

 

Le grandi città restano indietro

Il Barometro 2026 riserva un dato controintuitivo alle aree metropolitane, che concentrano consumi elettrici e patrimonio edilizio ma non i pannelli. Genova è terza in Italia per tetti non sfruttati (93,28%), Palermo nona (92,28%), Napoli quattordicesima (91,03%). Meglio, ma senza brillare, Firenze (87,23% di tetti liberi), Torino (85,34%), Milano (81,54%) e Roma (80,09%), la più avanti tra le grandi metropoli. Tra i capoluoghi maggiori solo Venezia (7ª tra le province virtuose, con il 27,36% dei tetti sfruttati) e Bologna (11ª, 26,71%) entrano nella top 12 nazionale. Vincoli paesaggistici, densità dei condomini e complessità autorizzative pesano, ma è proprio nelle città che il fotovoltaico avrebbe l’impatto più immediato sulla domanda elettrica.

 

La lettura incrociata delle tre classifiche restituisce quindi un mercato a più velocità con territori dove il solare ha già una penetrazione significativa, province con un enorme spazio di attivazione ancora fermo e, nel mezzo, aree che stanno cambiando passo. Per famiglie, imprese e amministrazioni il messaggio è lo stesso: il potenziale residuo è ampio, già costruito e immediatamente disponibile, e può tradursi in una leva concreta di riduzione dei costi energetici e della dipendenza dalle fonti tradizionali.

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