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Cracolici: “Metodo relazione Pio La Torre consente di riconoscere la mafia. Corruzione oggi nuova lupara”

Riccardo Marzo 10, 2026 3 minuti letti

Cracolici: “Metodo relazione Pio La Torre consente di riconoscere la mafia. Corruzione oggi nuova lupara”

“A cinquant’anni dalla relazione di minoranza di Pio La Torre, quel documento, che celebriamo oggi in una nuova veste editoriale per l’Assemblea Regionale Siciliana, ci offre un metodo che ci aiuta non solo a conoscere le pratiche mafiose, ma a riconoscerle. Considerare la mafia un fenomeno del passato è un errore omissivo, smentito dal primato siciliano dei Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose. La corruzione oggi è diventata la nuova lupara, difficilmente le si può dire di no”. Lo ha detto il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici, al convegno organizzato all’Ars sui 50 anni della relazione di minoranza presentata da Pio La Torre in commissione parlamentare Antimafia, nel corso del quale è stato presentato il volume “Leggere la mafia dal territorio. Il metodo di Pio La Torre” e che è possibile scaricare dalla pagina web della commissione Antimafia regionale: https://www.ars.sicilia.it/commissioni/xviii-commissione-dinchiesta-e-vigilanza-sul-fenomeno-della-mafia-e-della-corruzione-sicilia/avvisi

“Frutto di un ascolto senza precedenti – ha aggiunto Cracolici – quell’analisi superò la cronaca giudiziaria per offrire un’interpretazione sistemica e anticipatoria del fenomeno: non solo nomi, ma la radiografia di un sistema pervasivo nel quale potere e consenso sono la ragione essenziale di un sistema Paese che andava degenerando e che ancora oggi attrae pezzi di società attraverso la corruzione. Oggi la politica non è più in grado di fare da filtro: i partiti attuali sono molto deboli e incapaci di sbarrare la strada a chi pensa che la politica sia solo affari.

“Non smetteremo di essere grati al lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine per l’attività che continuano a svolgere – ha detto Cracolici – ma avvertiamo una pericolosa sottovalutazione nei territori nei confronti del ruolo che continuano ad avere le famiglie mafiose nei settori economici rilevanti, come sanità, lavori pubblici ed energia: il lavoro di questi anni della Commissione è stato rivolto soprattutto ai Comuni e ai suoi amministratori”.

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Con il presidente Cracolici si sono confrontati Giovanni Melillo, procuratore nazionale Antimafia, Luciano Violante, presidente emerito della Camera dei deputati, Paolo Amenta, presidente Anci Sicilia, Anthony Barbagallo, segretario della commissione Antimafia nazionale, Emilio Miceli, presidente del Centro studi Pio La Torre, Emanuele Lauria, caporedattore di Repubblica Palermo, Vincenzo Terranova, presidente di sezione della corte d’Assise di Palermo. A coordinare l’incontro: Marina Turco, caporedattrice di Tgs. “Cosa Nostra, nonostante una lunga e anche storicamente e straordinariamente efficace azione di prevenzione e di repressione, è viva e vegeta, ha soltanto cambiato forma – ha detto il procuratore nazionale Melillo – l’affresco di cosa nostra della relazione di 50 anni fa non è dissimile da quello attuale, è lo stesso sistema di pesante condizionamento criminale nei confronti dei circuiti di impresa. Quella relazione, però, accanto alla denuncia, conteneva un appello democratico a mobilitare le energie del Paese nel contrasto alla mafia”. Il procuratore ha poi annunciato che un piano della sede della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo sarà intitolato a Cesare Terranova.

“La Torre aveva intuito tra i primi che con l’aumento della popolazione a Palermo c’era bisogno di suoli, di mercati ortofrutticoli – ha detto Violante – e quindi bisognava guardare a questi meccanismi dentro i quali si sarebbe infiltrata la mafia e agire in via preventiva”.

L’ anniversario della relazione coincide con la nascita del quotidiano “La Repubblica” che nel suo primo numero del 1976 anticipa la relazione, come ricordato da Emanuele Lauria, mentre sullo schermo in sala scorrevano le immagini di quelle pagine contenute nel volume pubblicato.

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