Consiglio generale oggi a Palermo della Cisl Fp Sicilia: «Il personale al centro e un patto generazionale per dare ai giovani il diritto di restare». C’era il segretario generale nazionale Chierchia. Lercara nuovo componente della segreteria regionale
Palermo, 4 novembre 2026 – Rimettere le persone al centro della pubblica amministrazione e dei servizi per restituire ai giovani siciliani non soltanto opportunità di lavoro, ma la concreta possibilità di costruire il proprio futuro nella loro terra. È il messaggio emerso dal Consiglio generale della Cisl Fp Sicilia, svoltosi questa mattina alla presenza del segretario generale nazionale della federazione, Roberto Chierchia, e del segretario generale della Cisl Sicilia, Leonardo La Piana. Nel corso dei lavori il Consiglio ha inoltre eletto nella segreteria regionale Fabrizio Lercara, che affiancherà Giusy Alessi.
Al centro del dibattito il rafforzamento dei servizi pubblici, il rilancio dell’occupazione e la necessità di investire sul capitale umano come leva strategica per lo sviluppo dell’Isola. «Mettere il personale al centro non è uno slogan, ma una necessità», ha dichiarato il segretario generale della Cisl Fp Sicilia, Daniele Passanisi. «La sfiducia dei cittadini nelle istituzioni si manifesta ogni giorno nei pronto soccorso sotto pressione, nei Comuni svuotati dal blocco del turnover, nelle Rsa che attendono da anni il rinnovo contrattuale e nei tanti giovani che continuano a lasciare la Sicilia in cerca di opportunità. Dietro ogni servizio che non funziona c’è una carenza di personale, di risorse o di programmazione. Per questo il nostro compito non può limitarsi alla denuncia, ma deve tradursi nella costruzione di soluzioni concrete».
Il segretario generale nazionale Chierchia ha spiegato: «L’incontro della Cisl Fp Sicilia rappresenta un importante momento di democrazia interna e un’occasione per rafforzare una struttura fondamentale per la rappresentanza sindacale nazionale. Ecco perché sono presente. Stiamo vivendo una stagione storica per i rinnovi dei contratti pubblici: dopo anni di ritardi, siamo riusciti a garantire continuità alla contrattazione, con l’obiettivo di tutelare il potere d’acquisto e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Non possiamo però accettare che questa svolta non riguardi anche chi opera nei servizi pubblici affidati al privato. Nella sanità privata e nelle Rsa persistono ritardi contrattuali inaccettabili. Il tentativo di conciliazione al ministero del Lavoro si è concluso senza accordo e siamo pronti a nuove iniziative di mobilitazione. Chiediamo al Governo e alle Regioni di assumersi le proprie responsabilità: chi beneficia di finanziamenti pubblici deve garantire anche il rinnovo dei contratti. A parità di lavoro devono corrispondere pari diritti, tutele e dignità economica. Non possono esistere lavoratori di Serie B».
Nel corso dell’assise è stata rilanciata con forza la proposta avanzata dal segretario generale della Cisl Sicilia, Leonardo La Piana, per un vero e proprio Patto generazionale contro l’emigrazione giovanile. Per la federazione del pubblico impiego, infatti, il diritto di restare in Sicilia deve diventare una possibilità reale e non un semplice auspicio. Da qui la richiesta di una pubblica amministrazione più attrattiva, capace di favorire il ricambio generazionale attraverso nuovi concorsi, assunzioni e un forte investimento sulla formazione continua come diritto di ogni lavoratore.
Guardando all’Amministrazione regionale, la Cisl Fp Sicilia rivendica i risultati raggiunti negli ultimi anni con la sottoscrizione di due contratti e punta adesso a chiudere entro il 2026, e dunque in piena vigenza contrattuale, il rinnovo 2025-2027. Il sindacato individua quattro priorità non più rinviabili: l’allineamento dell’indennità di amministrazione a quella riconosciuta ai dipendenti statali, il rafforzamento del welfare attraverso il Fondo Pensioni, l’avvio della previdenza complementare e il completamento della riforma della dirigenza regionale.
Forte preoccupazione viene espressa anche per gli uffici dello Stato presenti nell’Isola. Dai tribunali alle prefetture, fino alle strutture della Difesa, la carenza di personale è ormai strutturale e rischia di compromettere l’efficienza dei servizi. La federazione chiede pertanto un piano straordinario di assunzioni e di ricambio generazionale, ribadendo che l’innovazione tecnologica non può trasformarsi in un alibi per rinviare il necessario rafforzamento degli organici.
Ampio spazio è stato dedicato alla sanità pubblica. La Cisl Fp Sicilia accoglie positivamente l’impegno assunto dalla Regione per circa 2.700 assunzioni a tempo indeterminato nelle future case di comunità e negli ospedali di comunità, grazie a risorse strutturali pari a 140 milioni di euro. Un risultato che, secondo il sindacato, è maturato anche attraverso il confronto costante con il Governo regionale. Tuttavia, sottolinea Passanisi, adesso è necessario passare rapidamente dalla fase degli annunci a quella dell’attuazione, trasformando gli impegni in decreti, procedure concorsuali e assunzioni effettive, senza sottrarre personale agli ospedali già in sofferenza.
Particolare attenzione viene riservata anche alla situazione della Seus, la società che gestisce il servizio di emergenza-urgenza 118. La Cisl Fp chiede una verifica complessiva della pianta organica e l’avvio di procedure selettive pubbliche, trasparenti e improntate al merito, per garantire il pieno rafforzamento del servizio.
Resta poi alta l’attenzione sulla sanità privata accreditata e sulle Rsa, che il sindacato definisce la principale vertenza aperta in Sicilia. La federazione evidenzia come il mancato rinnovo contrattuale incida sulle tasche di migliaia di operatori, determinando, tra l’altro, una evidente disparità economica e normativa rispetto al personale della Sanità pubblica. Per la Cisl Fp non può esserci accreditamento pubblico senza il rispetto dei diritti dei lavoratori e senza il rinnovo dei contratti. Il divario salariale tra pubblico e privato sta continuando ad alimentare la fuga del personale e ad aggravare la carenza di operatori. E per giovedì 3 dicembre, dinanzi a palazzo d’Orleans, a Palermo, è prevista un’assemblea sit-in con le altre sigle sindacali. L’obiettivo è sbloccare la fase di impasse.
Tra le questioni affrontate figura anche il futuro del Terzo Settore. La federazione regionale chiede un aggiornamento automatico del sistema delle rette, ancora ancorato a parametri definiti trent’anni fa e ormai inadeguati rispetto all’aumento dei costi e all’evoluzione dei servizi richiesti. Secondo il sindacato non è più possibile pretendere che il Terzo Settore continui a garantire prestazioni essenziali con risorse parametrate a una realtà economica ormai superata.
Infine, attenzione particolare è stata dedicata alla situazione degli enti locali. In molti Comuni siciliani migliaia di lavoratori continuano a essere impiegati in regime di part-time involontario, spesso con contratti da 18 o 24 ore settimanali. La Cisl FP Sicilia chiede che le risorse regionali stanziate con la finanziaria 2026 siano distribuite privilegiando i dipendenti con il minor numero di ore lavorate e che nella prossima legge di bilancio siano previsti fondi strutturali per raggiungere progressivamente l’obiettivo delle 36 ore settimanali per tutti. «Il part-time involontario non può diventare una condizione permanente», ribadisce il sindacato.
Il Consiglio generale ha infine espresso pieno sostegno al Libro Verde per il Patto sociale della Cisl. «La persona deve tornare al centro delle scelte politiche e sociali», ha concluso Passanisi. «Lavoro dignitoso, welfare, salute e servizi pubblici efficienti non rappresentano costi da comprimere, ma investimenti indispensabili per il futuro della Sicilia. Solo investendo nelle persone, nelle competenze e nelle opportunità sarà possibile restituire fiducia ai cittadini e garantire ai giovani il diritto di scegliere di vivere, lavorare e costruire il proprio avvenire nella loro terra».

