Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima), si è pronunciato, con propria ordinanza pubblicata lo scorso 14 febbraio, sul ricorso presentato dal Sindaco di Enna, Maurizio Dipietro, per l’annullamento dei Decreti del Presidente della Regione Siciliana di nomina, su proposta dell’Assessore Regionale per le Autonomie Locali e la Funzione Pubblica, del Commissario Straordinario per la gestione del Libero Consorzio Comunale di Enna, con le funzioni del Presidente dell’Ente, nonché le funzioni del Consiglio Provinciale.
Il Tar Sicilia ha, dapprima confutato le eccezioni di difetto di interesse e di legittimazione attiva del Comune, sollevate dall’avvocatura dello stato, sostenendo come il Comune abbia “legittimazione e interesse alla proposizione del gravame in epigrafe quale ente coinvolto espressamente dalla legge nella costituzione degli organi degli enti di area vasta in Sicilia”. “Il Comune – si legge ancora nell’ordinanza – ha un’effettiva utilità, cioè un risultato di vantaggio, dall’accoglimento del ricorso, non potendo l’amministrazione regionale più procrastinare l’avvio delle procedure per l’elezione degli organi degli enti territoriali di area vasta”.
Passando oltre, quindi, Il Tar Sicilia ha dichiarato “rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale”, disponendo la sospensione del giudizio sino alla definizione del giudizio incidentale sulla questione di legittimità costituzionale e l’immediata trasmissione degli atti alla Corte costituzionale.
“Sono particolarmente soddisfatto del positivo pronunciamento del Tar – commenta il Sindaco Maurizio Dipietro – convinto come sono che ci troviamo in presenza, da anni, di una palese violazione della Costituzione, perpetrata con una serie ormai infinita di commissariamenti da parte del Governo regionale, incurante della sentenza della Corte Costituzionale del 2023 che ne ha dichiarato l’illegittimità”.
“A questo desolante quadro- continua Dipietro – si è aggiunta la bocciatura, nei giorni scorsi, dell’incostituzionale riforma delle province proposta dal Governo Schifani, anche se la stessa bocciatura è stata determinata da una congiura d’aula piuttosto che, come sarebbe stato lecito attendersi, da un sussulto di orgoglio costituzionale da parte dei parlamentari regionali”.
“Adesso credo non ci siano più scuse per il Governo Regionale – conclude Dipietro – per non ascoltare la severa recente ammonizione della Corte Costituzionale, secondo cui a tale situazione deve essere posto rimedio senza ulteriori ritardi, attraverso il tempestivo svolgimento delle elezioni di secondo livello, che ridarebbe rappresentanza agli organi di governo dell’ente e, si spera, soluzione ai tanti problemi che le gestioni commissariali non hanno saputo affrontare”.


