Alkantara Off, il 28 luglio c’è il Corpo bandistico Città di Zafferana
Terminato il corpo centrale del festival all’interno dell’azienda agricola “Il Pigno” di Pisano, la XXII edizione di Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione Darshan e diretto da Mario Gulisano prosegue con gli eventi Off che ne portano il verbo musicale in varie località siciliane. Il 28 luglio in piazza Cardinale Pappalardo a Zafferana Etnea spazio al Corpo bandistico Città di Zafferana diretto dal M° Ignazio Coco, guest la cantante Noemi Carpinato. L’evento in collaborazione con “Etna in scena”, la rassegna estiva del Comune di Zafferana Etnea
Zafferana Etnea, piazza Cardinale Pappalardo, 28 luglio 2026, h 21, ingresso libero
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Terminato il nucleo centrale del festival all’interno della azienda agricola “Il Pigno” di Pisano, frazione di Zafferana Etnea, martedi 28 luglio prosegue la sezione Off di Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione culturale Darshan, con la direzione artistica di Mario Gulisano. In piazza Cardinale Pappalardo a Zafferana Etnea, alle 21, torna un appuntamento ormai consolidato negli anni per Alkantara Fest, quello con il Corpo bandistico Città di Zafferana diretto dal M° Ignazio Coco. Da 130 anni il Corpo Bandistico di Zafferana offre un vasto repertorio che spazia dalla musica sinfonica alla più ricercata musica moderna. Un appuntamento che mette al centro il valore della banda come forma popolare e civile della musica, capace di tenere insieme memoria del territorio, repertorio e condivisione pubblica. La presenza della cantante Noemi Carpinato amplia il respiro dell’ensemble e ne rinnova l’impatto scenico. L’evento, a ingresso libero, è realizzato in collaborazione con “Etna in scena”, la rassegna estiva del Comune di Zafferana Etnea.
La presenza di eventi come questo della Banda musicale zafferanese, al fianco di nomi noti del panorama internazionale del folk e della world music, sintetizza la cifra artistica di Alkantara Fest: un buon festival di world music deve unire una direzione artistica di ricerca e di qualità a un forte spirito di inclusione culturale, equilibrio tra tradizione e innovazione dando spazio a suoni radicati nelle culture locali ma anche a contaminazioni contemporanee e fusioni con elettronica, rock o jazz. Deve garantire autenticità e diversità geografica chiamando a suonare musicisti che evitano i cliché commerciali e pescano da scene musicali meno note ma di altissimo livello qualitativo. E poi deve trovare “casa” in luoghi evocativi che valorizzano il territorio ospitante creando un’atmosfera immersiva.
Tutto questo è da 22 anni Alkantara Fest e non a caso il festival etneo oggi è salito al terzo posto nella classifica dei migliori festival di world music curata da Transglobal World Music Chart, la rete di critici musicali che lavora per diffondere la musica tradizionale. Dallo scorso 10 luglio fino al prossimo 8 agosto – tra anteprime, eventi speciali, il festival vero e proprio, e la lunga sezione Off che porta il verbo musicale di Alkantara Fest in vari luoghi prevalentemente etnei (tranne la prossima festa greca, il 5 agosto, sui monti iblei netini) -, attraverso il folk e la world music la Sicilia promuove una cultura musicale “altra”, con l’obiettivo di creare un legame forte tra l’Isola e le radici musicali e le tradizioni popolari del mondo. E dopo il concerto di anteprima andato in scena lo scorso 10 luglio al Teatro antico di Catania con il progetto interno del festival, l’internazionale Alkantara Mediorkestra, e dopo l’evento speciale lo scorso 21 luglio con la cantante franco-greca Melina, una delle proposte più fresche della nuova scena mediterranea europea, i quattro giorni del festival a “Il Pigno” hanno dato spazio al trio cipriota Monsieur Doumani, alla cantante e violoncellista irlandese Bronagh Slevin, al cantautore e polistrumentista ibleo Vincent Migliorisi, al balfok dei francesi Lyr Trio, alle suggestioni orientali del combo anglo-iracheno-indiano Hawa, ai canti balcanici delle BalkanShe, al Salento contaminato di rock di Maria Mazzotta, al cantautorato “meridionalista” del cilentano Antonio Saporito, al duo siciliano di percussionisti Battiti e Respiri, al meditation concert del palermitano Brightest in the dark, alle contaminazioni della italo-indiana Namritha Nori e della catalana Carola Ortiz fino alla liberatoria Tarantella Night, con i musici calabresi di San Lucido.
E nei quattro giorni, dal 23 al 26 luglio, in cui Alkantara Fest ha concentrato tutte le sue attività, dai workshop diurni ai concerti serali, all’interno dell’azienda agricola “Il Pigno” di Pisano la soddisfazione di aver fatto le cose per bene si è colta negli sguardi del team organizzativo durante le lunghissime giornate dove la musica è stato il pretesto ma il vero fine è stata la voglia di creare una comunità. Sotto lo sguardo vigile di “madre” Etna al Pigno ha preso vita un villaggio green e multiculturale in cui la musica e le attività all’aria aperta l’hanno fatta da padrona.
Gli altri eventi di Alkantara Off.
Il 29 luglio, da Gammazita a Catania, suoneranno i Senduki che rileggono la tradizione calabrese come materia viva, pronta a incontrare elettronica, dub, strumenti antichi e visioni contemporanee.
Il 30 luglio, da Zō Centro culture contemporanee di Catania, suoneranno i Seffarine, gruppo creato dalla cantante marocchina Lamiae Naki e dal chitarrista flamenco americano Nat Hulskamp, supportati da musicisti di varie culture.
Il 31 luglio, in piazza Duomo ad Acireale, suonerà la Banda del Sud, ensemble che riunisce musicisti, voci e danze del Sud Italia in dialogo con altre sponde e altre tradizioni del mare comune.
L’1 agosto, Rita Botto e la Banda di Avola portano sul palco dell’all’Anfiteatro Parco Princessa di Santa Venerina “Terra ca nun senti”. Da una parte una delle voci più autorevoli e intense della Sicilia, dall’altra una formazione che ha saputo reinventare in modo originale il ruolo della banda, tenendo insieme tradizione, arrangiamento e forza popolare.
Il 5 agosto la tradizionale Festa greca, uno degli appuntamenti di culto di Alkantara Fest, viene accolta per la prima volta da Meraki di Testa dell’Acqua, frazione montana di Noto. I greci Nektarios Galanis (violino), e Apostolos Kirgidis (clarinetto) e gli etnei Nakaira eseguiranno musiche tradizionali da ballo in un repertorio ricco di energia, emozione e allegria.
Il 6 agosto, nel Chiostro di Santa Maria di Gesù a Catania, suoneranno i Nakaira, formazione etnea che da 3 decenni lavora sul dialogo fra Sicilia e Mediterraneo.
Il 7 agosto, a Palazzo Cutore di Aci Bonaccorsi, arrivano i rinnovati Agricantus, ensemble palermitano tra le formazioni fondamentali della world music italiana che, fin dagli anni Novanta, ha fuso tradizione del Sud Italia, elettronica, ambient e visione internazionale.
L’8 agosto, nel chiostro di Santa Maria di Gesù di Catania, Alkantara fest 2026 si chiude con il concerto dell’ensemble turco-olandese Afro Anatolian Tales, un progetto che attraversa Anatolia, Iran, India e altre culture della Via della Seta, intrecciando strumenti tradizionali, elettronica e sound design.
Informazioni: https://www.alkantarafest.it Infoline/WhatsApp: + 39 345.5206150. Media partner: Blogfoolk Magazine (www.blogfoolk.com) nell’ambito di un accordo programmatico per il triennio 2025-2027; SicilyMag (www.sicilymag.it) il magazine on line che parla di tutto quanto “fa” Sicilia.


