Dal campo alla tavola. A due anni dallโavvio del progetto Co.S.Mo. (Cooperazione per lo sviluppo in Sicilia della filiera del grano Monococcoโ, misura 16.1 del PSR Sicilia 2014-2022 dal Gruppo Operativo โMONOCOCCOโ), ieri sono state svolte nella sede della Cooperativa Valle del Dittaino, partner di progetto, le prove di panificazione della granella di grano Monococco delle varietร Hammurabi e Norberto. โLa giornata segna il passaggio dalla coltivazione del grano alla trasformazione in pasta e paneโ, ha commentato Bernardo Messina, Responsabile scientifico del progetto โCo.S.Moโ – Consorzio di Ricerca โGian Pietro Ballatoreโ, che considera i risultati raggiunti molto soddisfacenti. โDopo le prove di pastificazione giร effettuate al pastificio Eocene di Salemi, che ha realizzato 12 formati di pasta, aggiungiamo un altro prodotto al nostro paniere, il paneโ.
โUna vera sorpresa โ ha commentato Stefano Grasso tecnologo, consulente della Cooperativa Agricola Valle del Dittaino, che ha condotto ieri le prove di panificazione โ non mi sarei mai aspettato uno sviluppo del genere. La granella ha un glutine debole e va quindi lavorato in vasca pochi minuti. La mollica si presenta con un bellissimo colore giallo carico dal profumo leggermente dolciastro e molto piacevole, non eccessivamente intenso e non stucchevole. Al palato la mollica รจ morbida, estremamente soffice ma che al contempo comporta un eccessivo sbriciolamento durante il taglio delle fette. Ritengo che la soluzione ottimale sia quella di produrre una forma filonata per ridurre il rapporto mollica/crosta. ร un prodotto assolutamente riconoscibile al naso, ha una sua tipicitร โ.
Ma nei suoi obiettivi, il progetto COSMO non intende fermarsi alla pasta e al pane. โVogliamo produrre anche la birra di grano Monococcoโ, assicura Bernardo Messina.
In unโottica di economia circolare, inoltre, parte della paglia prodotta nei campi dimostrativi dellโazienda agricola Rizzo, รจ stata imballata per poter valutare lโattitudine allโutilizzo per scopi energetici e trasformata in bricchetti di Monococco (paglia compressa), da destinare allโalimentazione di caldaie a biomassa. La coltivazione del Monococco, tra lโaltro, permette di ottenere effetti positivi anche livello ambientale, perchรฉ necessita di un minore apporto di input esterni (concimazioni) rispetto al grano duro, il cereale piรน diffuso a livello regionale.
Allโiniziativa ha partecipato anche lโassessore regionale dellโAgricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, Luca Sammartino, che ha sottolineato lโimportanza della sottomisura16.1 del PSR Sicilia 2014-2022 che con oltre 50 milioni di euro ha finanziato un centinaio di progetti legati al trasferimento dellโinnovazione. โUna misura che aiuta le filiere di produzione ma soprattutto mette in connessione il mondo della ricerca alle imprese โ ha dichiarato lโassessore Sammartino โ Un impegno che Il Governo regionale continua a portare avanti con nuovi Avvisi finalizzati a migliorare i sistemi di produzione e i livelli qualitativi dei prodottiโ. Sono intervenuti anche Biagio Pecorino, presidente Cooperativa Agricola Valle del Dittaino, Antonino Drago, dirigente Area 3 – Assessorato Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, Regione Siciliana.
โLโimportanza del grano Monococco โ ha spiegato Bernardo Messina โ non soltanto รจ legata al fatto che รจ il primo grano coltivato dallโuomo, oltre diecimila anni fa nella mezzaluna fertile, di cui anche in Sicilia sono stati ritrovati resti in scavi archeologici, ma che presenta delle caratteristiche che lo rendono piรน che mai adatto sia per una coltivazione sostenibile che per una trasformazione in prodotti con un profilo nutrizionale di pregioโ.
La giornata รจ stata anche lโoccasione per presentare i dati intermedi raccolti e illustrati dai ricercatori del CREA-IT (Centro di Ricerca Ingegneria e Trasformazioni Agroalimentari di Roma) partner di progetto, Laura Gazza e Francesca Nocente.
La caratteristica principale del Monococco รจ quella di avere un elevato contenuto di proteine, dal 17% al 19% del peso secco della cariosside, anche in regime di coltivazione biologica, a fronte del quale lโindice di glutine รจ molto basso, quasi inesistente e dunque altamente digeribile. Lโalimentazione a base di Monococco, quindi, รจ indicata anche per i soggetti che ritengono di avere problemi di digeribilitร al glutine, cioรจ circa il 6% della popolazione, anche se non รจ indicato per i pazienti celiaci. Unโaltra caratteristica รจ il suo contenuto in composti ad attivitร antiossidante, come i polifenoli, ma soprattutto i carotenoidi, cinque volte superiori rispetto al frumento (tenero o duro). Inoltre, la sua ricchezza di microelementi, ferro e zinco, fa sรฌ che sia indicato per lโalimentazione del bambino o dellโanziano. La sua ricchezza in fibre, poi, come i FOS frutto-oligosaccaridi, potenti prebiotici, indirizzano la microflora intestinale verso batteri buoni, rendendoli antagonisti di quelli nocivi, in quanto quasi del doppio rispetto al frumento.
Nellโambito del progetto CoSMo sono stati realizzati due cicli colturali, che hanno previsto la coltivazione delle varietร di grano monococco Hammurabi e Norberto, da parte delle aziende agricole partner di progetto (Rizzo e Sicali di Assoro, Calleri di Palazzolo Acreide, Frasson di Aidone, Puma di Salemi e la Cooperativa Agricola Valdibella di Camporeale), attuando i protocolli colturali messi a disposizione dagli enti di ricerca partner di progetto (il Consorzio di ricerca Gian Pietro Ballatore, capofila; il CREA- IT di Roma, Centro di Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari, ente di ricerca nazionale vigilato del Ministero dellโAgricoltura e la Societร Produttori Sementi, azienda che si occupa di miglioramento genetico e moltiplicazione delle sementi). Il Monococco prodotto รจ stato molito dal partner Molini del Ponte di Castelvetrano, da anni impegnata nei processi di recupero e valorizzazione delle varietร di conservazione i cosiddetti โgrani antichiโ, e le diverse tipologie di sfarinati (integrali e convenzionali ottenuti con molitura sia a cilindri, sia a pietra) sono state utilizzate sia per le prove di pastificazione al pastificio Eocene di Salemi sia per le prove di panificazione a Valle del Dittaino.
da sx Francesca Nocente, Stefano Grasso, Filippo Drago, Bernardo Messina, Luca Sammartino, Giorgio carpanzano, capo ispettorato di enna Biagio Pecorino, Laura Gazza


