Economia ennese, Petralia (Cisl): «La crescita c’è, ma non si traduce in lavoro. Adesso servono le scelte»
La segretaria generale della Cisl Agrigento Caltanissetta Enna commenta i dati della Camera di Commercio e rilancia il patto provinciale tra istituzioni, scuola, università e imprese
Crescono le esportazioni, aumentano il credito alle imprese e le start-up innovative. Eppure in provincia di Enna gli occupati diminuiscono, le imprese attive calano e le ore di cassa integrazione salgono. È la contraddizione che la Cisl Agrigento Caltanissetta Enna legge nei dati del monitoraggio degli indicatori congiunturali provinciali diffuso dalla Camera di Commercio, con l’analisi del Centro studi dell’Istituto Tagliacarne.
«Sono numeri che vanno letti tutti insieme – afferma la segretaria generale Carmela Petralia –. Un export che cresce del 26,4% contro il 4,5% nazionale, start-up innovative in aumento del 13,3% mentre in Italia calano del 5%, prestiti alle attività economiche in crescita del 5,8% e un Terzo settore che si rafforza più che nel resto del Paese: sono segnali veri, merito di imprese, lavoratori e realtà sociali che hanno scelto di restare e investire. Ma gli occupati scendono del 2,5%, mentre in Italia crescono dello 0,6%, le imprese attive calano dell’1,1% e le assunzioni previste dalle imprese per fine anno aumentano meno della metà della media nazionale. La crescita c’è, ma non si traduce in lavoro. E senza lavoro non si ferma l’esodo dei giovani, che resta la prima emergenza di questo territorio».
«Il dato che preoccupa di più è quello della cassa integrazione – prosegue Petralia – le ore crescono del 24,1%, mentre nel Paese diminuiscono del 18,7%. Chiediamo di avviare, insieme alle istituzioni e alle associazioni datoriali, un monitoraggio costante delle crisi aziendali. Ogni ora di cassa integrazione deve diventare un’occasione di formazione e riqualificazione, non l’anticamera della perdita del posto. E vanno fatti funzionare davvero gli strumenti che già esistono, dalla Zes unica alla zona franca urbana, a partire dal rilancio della zona industriale di Dittaino. C’è poi un aspetto su cui riflettere: depositi bancari e risparmio postale aumentano del 5%. Sono risorse che le famiglie accantonano, anche per prudenza, e che restano in gran parte ferme, mentre il territorio ha bisogno di investimenti. È lo stesso tema che la Cisl nazionale ha posto nel Libro Verde per il Patto sociale: costruire strumenti che portino il risparmio privato verso l’economia reale e il lavoro».
«Anche sulla formazione i dati raccontano due facce della stessa medaglia – sottolinea la segretaria generale territoriale –. Il 43,4% delle nuove matricole sceglie corsi Stem e la provincia è al 12° posto in Italia: è un patrimonio enorme. Ma se i nostri ragazzi si formano nelle discipline che il mercato cerca e poi qui non trovano un lavoro di qualità, li avremo preparati per altri territori. Per questo il tavolo permanente tra scuola, università, formazione e imprese che abbiamo proposto nel Patto per Enna è oggi una necessità, insieme a misure come la Start tax per i giovani neoassunti e il diritto soggettivo alla formazione che la Cisl chiede a livello nazionale».
Per la Cisl la risposta passa proprio dal Patto per Enna, la proposta che il sindacato aveva presentato ai candidati sindaco del capoluogo prima delle ultime amministrative: un’intesa tra sindacati, imprese, istituzioni, mondo della scuola, università, formazione e terzo settore.
«Il presidente della Camera di Commercio, Alessandro Albanese, chiede un impegno condiviso di istituzioni, associazioni e attori economici e sociali: siamo d’accordo, ed è la strada che indichiamo da mesi – evidenzia Petralia –. Questi dati ci dicono che oggi il Patto per Enna deve allargarsi a tutta la provincia. Comuni, Libero Consorzio, Camera di Commercio, Università Kore, scuole, associazioni datoriali e terzo settore devono sedersi allo stesso tavolo e darsi obiettivi concreti e verificabili su lavoro stabile, giovani, occupazione femminile, servizi e infrastrutture. È il metodo che la Cisl Sicilia ha già messo in pratica con il protocollo per il rilancio delle aree interne firmato con Anci Sicilia, Cesi e Università Kore, ed è lo spirito del nuovo Patto sociale che la Cisl propone al Paese con la campagna “Il Patto che unisce”».
«Enna non ha bisogno di letture di comodo, né trionfalistiche né rassegnate – conclude Petralia –. Ha bisogno di trasformare i segnali positivi in posti di lavoro stabili e dignitosi. La Cisl è pronta a fare la propria parte: i numeri li conosciamo, adesso servono le scelte».

