Trasporti: Filt Cgil Sicilia, la precarietà dilaga, subito tutele e diritti per tutti i lavoratori.
14 e 23 maggio mobilitazione nelle principali città siciliane
Grasso: la vittoria del Sì al referendum dell’8 e del 9 giugno passo importante per i diritti e contro la precarietà
Palermo, 12 maggio- “Nel settore dei trasporti dilaga il lavoro precario. Dal trasporto interurbano, portuale, marittimo, aeroportuale, dall’autonoleggio alla logistica, al settore degli autotrasportatori, dalle attività ferroviarie all’Anas e al Cas, la stabilità lavorativa e il rispetto dei diritti dei lavoratori continuano a essere una chimera , alimentando un sistema che scarica sui lavoratori le inefficienze organizzative e le logiche di profitto a breve termine”. Lo denuncia la Filt Cgil siciliana che ha organizzato due giornate di mobilitazione nelle principali città dell’Isola, che si terranno il 14 e il 23 maggio in aree simboliche della mobilità urbana, ferroviaria, portuale e aeroportuale dove attivisti e delegati sindacali informeranno i cittadini e le cittadine sui contenuti dei referendum del’8 e 9 giugno e sulle ragioni per votare Sì contro la precarietà.
La Filt ha anche un pacchetto di richieste che avanza alle controparti, regione compresa. La stabilizzazione e il consolidamento dell’orario dei lavoratori precari; la revisione dei contratti part-time verticali in favore di contratti più equi e sostenibili; la fine delle esternalizzazioni senza garanzie occupazionali nei porti, negli aeroporti e nel trasporto pubblico locale e nella logistica; un piano regionale per l’occupazione nel settore trasporti, con regole chiare su appalti, diritti e qualità del lavoro.“La precarietà- dice il segretario generale della Filt Sicilia, Alessandro Grasso- è una piaga che ci vede impegnati su più fronti. Il lavoro nel settore dei trasporti è un pilastro per la mobilità, l’economia e la sicurezza dei cittadini. Non può essere costruito sulle spalle dei lavoratori precari. . I referendum dell’8 e il 9 giugno, rispondono esattamente alle nostre richieste. Come Filt – sottolinea Grasso- stiamo inoltre portando avanti vertenze settore per settore, proprio con l’obiettivo della stabilità del lavoro”.
Di seguito un breve riepilogo dei problemi nei vari settori:
Aeroporti
Nei principali scali siciliani, registriamo situazioni di disagio: è il caso dei lavoratori precari degli aeroporti, che operano con contratti a termine part-time, chiamati solo nei picchi stagionali, senza alcuna prospettiva di stabilizzazione, pur garantendo con professionalità e sacrificio il funzionamento degli scali.
A ciò si aggiunge la condizione dei lavoratori part-time verticali e del part-time involontario delle aziende di handling aeroportuale, costretti a lavorare solo per pochi mesi o per poche ore l’anno, senza un reddito sufficiente a garantirgli una vita dignitosa. Nel caso del part-time verticale che di fatto equivale a una disoccupazione mascherata e che colpisce soprattutto giovani e donne, si accentuando la fragilità del tessuto occupazionale siciliano.
Porti, trasporto interurbano e logistica
Analoghe criticità emergono nei porti, tra i marittimi e i portuali e nel trasporto interurbano, dove il ricorso sistematico a contratti a termine, esternalizzazioni selvagge e appalti al massimo ribasso si mette a rischio la qualità del servizio e la dignità del lavoro. Anche nella logistica, settore in crescita, assistiamo a un aumento del lavoro sottopagato, senza diritti né prospettive, con turni massacranti e nessuna stabilità, attraverso la scellerata applicazione di contratti anche pirata.
Anas-CAS
Esempio è la condizione dei precari dell’ANAS, che da 8 anni lavorano 3,4 mesi l’anno senza alcuna prospettiva di stabilizzazione. Analoga situazione al CAS la cui pianta organica è ampiamente sottodimensionata, con lavoratori in attesa di assunzione, e con lavoratori e lavoratrici seppur assunti a tempo indeterminato, ma solo per 6 mesi l’anno e per poche ore settimanali, che si traduce in lavoro povero e precario.


