Il sig. Rosario Cantaro, cittadino ennese conosciuto e stimato, invia la sua testimonianza di paziente assistito dagli operatori dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Enna:
“Il caldo comincia a fare guasti. Qualcuno comincia a incitare alla violenza, qualcuno offende le forze dell’ordine, altri vaneggiano di complotti e dittature. Il rimedio è facile, basta attivare il blocco. Qualcuno nella vita reale resterà offeso, me ne farò una ragione. Leggevo un cartello inneggiante al piacere di morire libero e non vivere schiavo: qualunque cosa decida di fare, la faccia senza coinvolgere altri.
In questi ultimi 16 mesi nel corso dei quali ho combattuto contro il cancro, assistito in modo eccellente da chirurghi, oncologi e personale sanitario di grande preparazione e umanità, ho visto troppa gente tra cui cari amici non vincere la battaglia contro questo maledetto virus. Una sanità eccellente quella della nostra piccola provincia ennese. Una sanità che, nonostante sotto pressione per l’ondata pandemica, non ha abbandonato gli ammalati per altre patologie. Voglio ringraziare il personale e i medici dei reparti di chirurgia diretti da un primario che purtroppo va in pensione, grazie dott. Luigi Costanzo. Grazie al personale dei reparti di radiologia. Grazie agli anestesisti padroni momentanei della mia vita, alla quale mi hanno restituito incolume. Grazie al personale del reparto di Oncologia che è stato magistralmente diretto dal dott. Carlo Santangelo e questi mi è stato di supporto più della chemioterapia. Una menzione particolare a Graziella Perricone, caposala del reparto oncologia, prima vaccinata della nostra provincia, che si assunta l’onere di fare da caposala anche nel reparto covid. Grazie ai medici e al personale del pronto soccorso che, nonostante la pressione di eventi eccezionali, non hanno mai perso la calma e hanno prestato le cure in modo encomiabile. Vorrei nominarli tutti. Non sono stati degli eroi, gli eroi fanno atti occasionali, sono stati e sono dei magnifici Professionisti. Chissà se in futuro dovrò lottare ancora contro queste subdole malattie, ma sono sereno nell’affidarmi a questa nostra sanità. Voglio solo sperare che, nel prossimo futuro, un esame PET si possa fare ad Enna e non a Catania, Cefalù o Caltagirone. GRAZIE


