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UILPOSTE DICE NO ALLA RIDUZIONE DEI PORTALETTERE NEI PICCOLI COMUNI La provincia di Enna non può continuare a pagare il prezzo dei tagli

Riccardo Febbraio 10, 2026 4 minuti letti

UILPOSTE DICE NO ALLA RIDUZIONE DEI PORTALETTERE NEI PICCOLI COMUNI
La provincia di Enna non può continuare a pagare il prezzo dei tagli
Poste Italiane non deve lasciare indietro aree urbanizzate che rischiano l’isolamento, si mette in discussione la coesione sociale
La UILPOSTE di Enna esprime forte, chiara e totale contrarietà alla decisione di Poste Italiane di procedere alla riduzione delle zone di recapito in provincia di Enna. Una scelta che riteniamo inaccettabile, miope, ingiustificata, profondamente penalizzante e dannosa per i lavoratori e per l’intera collettività.
Ancora una volta, sotto la logica dei numeri e dei tagli nella provincia di Enna, assistiamo a un progressivo ridimensionamento dei servizi essenziali, che colpisce in modo particolare i piccoli e medi centri dell’entroterra penalizzando territori già fragili e cittadini che hanno diritto a un servizio postale efficiente, continuo e di prossimità. La chiusura di una zona di recapito non è una semplice riorganizzazione aziendale: è un atto che incide direttamente sulla qualità del servizio postale, sui tempi di consegna e sulle condizioni di lavoro del personale, già fortemente provato da carichi di lavoro elevati e da una cronica carenza di risorse. Significa ritardi nella consegna, aumento dei carichi di lavoro, peggioramento delle condizioni operative e scarso servizio, in termini di qualità, reso alla popolazione.
I comuni dell’ennese, presentano caratteristiche territoriali e sociali che rendono il servizio di recapito indispensabile: una popolazione con una forte presenza di anziani, difficoltà di mobilità e un tessuto economico che ha bisogno di un servizio postale puntuale e affidabile. Ridurre ulteriormente la presenza di Poste Italiane significa aumentare il divario tra centro e periferia, contribuendo allo spopolamento e all’isolamento dei territori interni. Questi comuni non sono numeri su un foglio Excel. Sono comunità fatte di anziani, famiglie, lavoratori e attività economiche che dipendono quotidianamente dal servizio postale. Ridurre la presenza dei Portalettere sul territorio equivale a isolare ulteriormente il paese, riducendo la qualità del servizio pubblico essenziale.
La UILPOSTE non accetta che la provincia di Enna venga trattata come un’area marginale, sacrificabile in nome di mere logiche di razionalizzazione. La qualità del servizio postale, trattandosi di servizio pubblico, deve essere garantita in modo equo su tutto il territorio nazionale, senza discriminazioni tra grandi città e piccoli comuni.
Sul piano occupazionale, questa decisione rischia di tradursi in un ulteriore peggioramento delle condizioni di lavoro, con un aumento dei carichi di lavoro e una compressione dei diritti del personale addetto al recapito. Decisioni prese in pochi giorni, condivise e discusse esclusivamente con qualche sindacato, finiscono per scaricare sulla maggioranza dei lavoratori le conseguenze di una pianificazione distante dalla realtà quotidiana dei territori. Come sindacato non possiamo accettare che, ancora una volta, siano i lavoratori a pagare il prezzo di scelte calate dall’alto frutto di algoritmi studiati e pianificati a tavolino, senza un reale confronto e senza una valutazione concreta dell’impatto sociale e occupazionale. I carichi di lavoro sono già insostenibili, e questa decisione rischia di aggravarli ulteriormente. Facciamo presente a chi pianifica e progetta dietro un tavolo, che la provincia di Enna orograficamente presenta difficoltà connesse alla natura del territorio e alla scarsa viabilità che collega tra di loro gli stessi comuni, rappresentando di fatto un serio rischio per la sicurezza dei lavoratori che giornalmente devono percorrere molti chilometri su strade dissestate. Per non sottacere l’aspetto del calcolo delle prestazioni lavorative di ciascun portalettere, frutto sempre di una pianificazione affrettata e senza confronto con tutte le parti sociali.
La UILPOSTE chiede a Poste Italiane di ritirare il provvedimento, aprire un confronto immediato con tutte le organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori e individuare soluzioni alternative che tutelino l’occupazione e garantiscano un servizio adeguato ai cittadini della provincia di Enna. Il servizio postale non può essere gestito esclusivamente con logiche di profitto, soprattutto nei piccoli centri.
In assenza di risposte concrete, la UILPOSTE non esclude iniziative di mobilitazione a tutela dei lavoratori e del diritto dei cittadini a un servizio postale efficiente e di prossimità.
La provincia di Enna non può essere lasciata indietro.
I lavoratori non si penalizzano.
Il servizio pubblico va difeso, sempre.

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Riccardo

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