Sicilia: Mannino (Cgil), il governo Schifani compie tra poco un anno e il bilancio della sua iniziativa è davvero magro per la Sicilia e per i siciliani
Palermo, 30 set- Il governo Schifani ha quasi un anno e l’elenco dei ‘nulla di fatto’ è fin troppo lungo. La Sicilia ha bisogno di un presidente della Regione, invece si trova ad avere un capo di partito che ha in agenda solo la spartizione del potere, come sta facendo con le nomine dei manager, un militante di una coalizione politica che sta danneggiando la Sicilia e il Mezzogiorno”. Lo dice il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino. “In queste settimane- aggiunge Mannino- in vista della manifestazione nazionale del 7 ottobre abbiamo messo in campo una grande campagna di ascolto dei bisogni della gente, lavoratrici, lavoratori, giovani, anziani, disoccupati, studenti. Sono emersi i bisogni, le aspirazioni, le necessità in una regione sempre più in crisi. Bisogno di salute, di lavoro, di prospettive future, di welfare, di un ambiente sicuro e sano, di istruzione, di pari opportunità. E insieme il nulla di fatto del governo regionale, il tempo sprecato inseguendo interessi politici e di parte mentre la Sicilia brucia in senso metaforico e no, mentre le liste di attesa si allungano negli ospedali, insieme alle liste dei disoccupati, dei giovani che emigrano per non tornare più”. Mannino sottolinea dunque che “il sindacato ha mille ragioni per essere a Roma il 7 ottobre e ne ha ancora di più per proseguire un percorso di mobilitazione già iniziato anche in sede regionale, che si chiama lotta al precariato e per il lavoro di qualità, iniziativa per lo sviluppo, per il diritto alla salute, per l’infrastrutturazione sociale e materiale, per la sicurezza sul lavoro, per un governo del territorio degno di questo nome, che non ci faccia più piangere i morti degli incendi e delle alluvione e che valorizzi lo straordinario patrimonio ambientale della Sicilia”. Mannino sottolinea “il rischio concreto che si perdano le risorse del Fondo sociale di coesione. I siciliani- aggiunge-possono continuare a tollerare il silenzio del presidente della Regione mentre il governo tagliava il reddito di cittadinanza o interveniva sul dimensionamento scolastico? O il suo sì all’autonomia differenziata? Frattanto nessun intervento per lo sviluppo, liste d’attesa sempre più lunghe e contromisure inefficaci, sulle infrastrutture promesse vaghe mentre il sistema siciliano della viabilità è a pezzi. La lista è lunga- sottolinea il segretario della Cgil- ci aggiungo anche i ritardi nei pagamenti e nella gestione della formazione professionale, mentre l’emigrazione giovanile si va sempre più configurando come una drammatica evenienza che sottolinea la sfiducia dei ragazzi nella possibilità che cambi qualcosa in Sicilia. E dalle istituzioni regionali, nessun segnale, come se tutto ciò fosse normale. Ci dobbiamo fare sentire di più e tutti- conclude- perché tutto ciò normale non è”.


