Si inaugura giovedì 18 giugno alle ore 19:00 a Palermo nelle sale di Villa Zito, sede della Fondazione Sicilia, la mostra Avanguardie romene – Opere e reti 1907-1947, curata dal Direttore del Museo Nazionale d’Arte di Bucarest Erwin Kessler e organizzata da Civita Sicilia, con il supporto dell’Ambasciata di Romania in Italia. Apre al pubblico venerdì 19 giugno e si potrà visitare fino al prossimo 27 settembre.
L’evento si inserisce nell’ampio programma dell’Anno Culturale Romania-Italia 2026, ideato e promosso dall’Ambasciata di Romania in Italia e realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura e del Ministero degli Affari Esteri della Romania, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, S.E. Sergio Mattarella e del Presidente della Romania, S.E. Nicușor Dan.
“La mostra L’avanguardia romena. Opere e Reti 1907–1947, ospitata nella prestigiosa cornice della Pinacoteca Villa Zito, rappresenta uno degli appuntamenti di rilievo dell’Anno Culturale Romania–Italia 2026, iniziativa dell’Ambasciata di Romania in Italia sotto l’Alto Patronato dei Presidenti dei due Paesi – dichiara l’Ambasciatrice Gabriela Dancau – L’esposizione valorizza una delle stagioni più originali e innovative della modernità artistica romena, mettendo in luce la fitta rete di relazioni culturali che ha collegato la Romania e l’Italia nel più ampio contesto europeo. Attraverso opere, documenti e testimonianze storiche, il pubblico è invitato a riscoprire il ruolo degli artisti romeni nei grandi movimenti d’avanguardia del Novecento e il dialogo creativo sviluppatosi tra Bucarest, Firenze, Roma e altri importanti centri culturali del continente. In questo senso, la mostra conferma il valore della cultura quale ponte privilegiato tra Romania e Italia e testimonia la profondità di un rapporto fondato su affinità storiche, artistiche e umane che continuano a generare nuove opportunità di collaborazione, conoscenza reciproca e dialogo tra le nostre società”.
“La mostra – afferma Erwin Kessler, Direttore del Museo Nazionale d’Arte di Bucarest e curatore della mostra – presenta l’avanguardia storica romena del periodo tra le due guerre attraverso una selezione di capolavori dei più importanti artisti, provenienti da numerosi musei della Romania”. Accanto si colloca la sezione le “reti”, che presenta un nucleo di importanti pubblicazioni originali dell’avanguardia romena, prodotte durante i primi decenni del XX secolo, principalmente sotto l’influenza delle riviste d’avanguardia futuriste, dadaiste e costruttiviste europee e non solo, con cui l’avanguardia romena intrattenne una stretta e proficua collaborazione. Ad arricchire il percorso storico-artistico, una raffinata sezione documentaria, costituita da una selezione di pubblicazioni storiche originali provenienti dalla Galleria DADA di Bucarest.
La mostra mette in luce, in un affascinante narrazione diacronica, la fitta rete internazionale di scambi e contaminazioni dell’avanguardia e il suo milieu interculturale e multiculturale. Riferendosi all’Avanguardia propriamente detta di Abgar Baltazar, Nicolae Tonitza e Hans Eder, si concentra sul momento fondativo dell’Avanguardia romena: la Prima Esposizione Internazionale della rivista Contimporanul, tenutasi a Bucarest tra novembre e dicembre del 1924, a cui parteciparono personalità di spicco come Paul Klee, Kurt Schwitters, Hans Arp, Karel Teige o László Moholy-Nagy.
Partendo dai due capofila del movimento, Max Herman Maxy e Marcel Iancu, e proseguendo con artisti come Victor Brauner e Hans Mattis Teutsch, la mostra dedica un’attenzione particolare a Corneliu Michailescu, l’unico tra gli avanguardisti romeni ad aver compiuto i propri studi in Italia (a Firenze) prima della Prima Guerra Mondiale, e la cui opera Inside the Studio del 1928 costituisce l’immagine guida dell’esposizione.
E ancora, le prime opere espressioniste di Baltazar, Tonitza e Eder e le composizioni cubiste e costruttiviste di Maxy, le prime opere costruttiviste di Victor Brauner e alcune delle sue migliori opere surrealiste precedenti. Si sofferma inoltre sui dipinti e le sculture astratte di Mattis-Teutsch, così come sulle opere postcubiste e poi surrealiste di Corneliu Michailescu, oltre che sulle opere più impegnate socialmente di Alexandru Phoebus.
Il percorso si conclude con il dopoguerra e l’ingresso della Romania nel blocco sovietico, che determina una brusca cesura con le sperimentazioni avanguardiste e il dialogo internazionale, in favore della propaganda del realismo socialista.
La mostra è aperta al pubblico dal 19 giugno al 27 settembre 2026 ed è integrata nel percorso di visita della collezione permanente, visitabile con il biglietto di ingresso di Villa Zito e Palazzo Branciforte dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 18:00.
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