Se lavori con il sorriso, vuole dire che stai facendo il lavoro più bello del mondo. Sarà vero? Forse si, di certo è che se unisci passione e sentimento in ogni cosa che fai , tutto risulta più facile, meno arduo.
La vita regala, toglie, moltiplica spesso divide ma soprattutto unisce e quando si incontrano le persone giuste, l’unione diventa condivisione.
E l’aver ricevuto, in occasione della Maratonina che si è disputata a Gela lo scorso novembre, il Gogol, l’Oscar siciliano come Ambasciatore del Sorriso é un onore e onere, un carico di responsabilità che gratifica chi lo fa suo, perché sa che deve continuare a trasmettere quella positività che gli altri gli hanno riconosciuto. Emozione, commozione e gratitudine i sentimenti nel ricevere la “statuetta” già consegnata anche a Papa Francesco e a Noah ma anche a tante altre persone che, come me, lavorano dietro le quinte, regalando quel sorriso quella positività che fa di noi ambasciatori del sorriso la maggiore delle peculiarità. Ricevere poi il Gogol dalle mani di due amici come Vito Massimo Catania e Giusi La Loggia, che hanno proposto la mia candidatura, è stata la classica ciliegina sulla torta. Due esempi unici, il primo che corre spingendo la carrozzina dell’altra, regalandole sorrisi di vita. Giusi che diventa motore di volontà e di altruismo per Vito Massimo per uno scambio che nulla chiede ma tanto dà. E in un mondo dove premi , riconoscimenti, spesso vengono elargiti con eccessiva facilità e leggerezza, il mio Gogol, il nostro Gogol diventa una rarità, una chimera, un faro da seguire, un invito per tutti noi a vivere con passione e positività la vita di ogni giorno, regalando un sorriso a chi lo ha perso o più semplicemente lo aspetta.


