Saverio Marchese, quel sindaco di Enna che era un artista
La primavera ennese con i suoi campi di sulla macchiati di papaveri tra i biancospini fioriti è molto pittoresca. L’anima della nostra terra fu più volte colta e immortalata da vari artisti ennesi, tra i quali va ricordato Saverio Marchese, vissuto nel diciannovesimo secolo. Di lui custodiamo un numero interessante di dipinti all’interno di varie chiese, ma la vera essenza di questo artista si coglie nei suoi disegni intrisi di luce. Protagonisti indiscussi gli ennesi: gli umili, i lavoratori, non i ceti sociali agiati da cui lo stesso proveniva. Enna gli donò da giovane la grande opportunità di sostenere i suoi studi a Roma e Firenze attraverso dei sussidi economici. In seguito la stessa città natale gli offrì la possibilità di mostrare ai concittadini quanto avesse imparato attraverso la decorazione di luoghi sacri. Leggendo la sua storia sorge spontanea la domanda, in giorni intensi di campagna elettorale come quelli che stiamo vivendo, del perché e del come fu nominato dal re come sindaco un uomo lontano dalla mera attività politica, finanziaria, amministrativa di una città. La risposta si trova certamente nei disegni che sono pervenuti fino a noi. Quegli sguardi, quei sorrisi, le pose composte di contadini, di donne e bambini, parlano di una dignità che supera ogni ricchezza; parlano di un popolo che vive in armonia con il tempo e lo spazio che lo circonda, nonostante le difficoltà di una dura vita quotidiana. Solo un’anima nobile e immersa profondamente in una comunità poteva cogliere questa identità e Saverio Marchese ne è stato dolce narratore. I volti sembrano comunicare un’intesa spirituale con l’artista nel momento stesso delle pose e lasciano immaginare la benevolenza che quella gente provasse per un uomo borghese ma vicino al popolo. Questo tacito consenso popolare sarà stato evidente anche a chi lo nominò sindaco. Dall’altra parte borghesi e nobili avranno di certo apprezzato la vasta cultura del Marchese: non era un economista, un manager, ma un intellettuale, un uomo d’arte, l’uomo giusto per Enna. Immaginiamo anche noi che il nuovo sindaco possa restituire alla nostra città la stessa luce che riflettono i disegni di Saverio Marchese.


