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SANITA': AMATO “GLI SCIACALLI DI 'OBIETTIVORISARCIMENTO' NON DEMORDONO, INTERVENGA L'AGCOM”

SANITA’: AMATO “GLI SCIACALLI DI ‘OBIETTIVORISARCIMENTO’ NON DEMORDONO, INTERVENGA L’AGCOM”
Palermo 3 marzo 2020 – “Per i medici ormai è una guerra continua. Dall’impegno straordinario nell’emergenza da Coronavirus per garantire il diritto alla salute a tutti, alla difesa contro gli sciacalli, come la società di tutoring ‘Obiettivorisarcimento”, che non demorde e continua a screditare indisturbata medici e sanitari invitando i cittadini a rivolgersi ai loro professionisti per denunciare presunti casi di malasanità. Questa volta le vittime della società sono i medici di base, con un bel vademecum ‘Come e quando denunciare medico di base’ illustrato con una foto a tutto campo di un medico in manette. Non si può accettare, Abbiamo già dato mandato ai nostri legali contro l’azione denigratoria di questa azienda. Intervenga anche AgCom”. A invocarlo, a nome di tutti gli Omceo siciliani, è il presidente dell’Ordine dei medici di Palermo Toti Amato, consigliere del comitato centrale nazionale e coordinatore della commissione per la sicurezza della Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordine dei medici).
I presidenti degli Ordini chiedono al ministro della Salute Speranza, agli inquirenti e alle associazioni di categoria “una controffensiva più seria ed efficace anche contro le pressioni dei singoli avvocati che cercano di convincere pazienti e familiari a intentare cause di risarcimento. Nel 90% dei casi finiscono nel nulla, ma servono alimentare tensione e diffidenza verso chi ti salva la vita ed estorcere denaro alle persone”.
“La sanità pubblica è un bene comune – ricorda il consigliere della Fnomceo – servono strumenti repressivi e di controllo preventivo per evitare che messaggi fuorvianti continuino ad essere diffusi attraverso il web e tutti i canali di informazione pubblici e privati. Sono azioni volgari che ledono la dignità di tutto il Servizio sanitario nazionale”.
Sotto accusa è la società ‘Obiettivo risarcimento’, lo stesso gruppo che nel 2018 fu censurato dalla Tv di Stato in relazione ad uno spot sulla malasanità che incitava i cittadini a chiedere risarcimenti economici nei casi di ipotetica malasanità.

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