RIFORMA ELETTORALE: GIAMBONA “CENTRODESTRA SCARICA RESPONSABILITÀ, SERVONO VERE PREFERENZE O PUNTEREMO SULLE PARLAMENTARIE”
PALERMO (17 luglio 2026) – “Il centrodestra sta tentando di scaricare sul centrosinistra le responsabilità per la bocciatura dell’emendamento sulle preferenze, ma si tratta di una narrazione fuorviante. Quelle respinte non erano vere preferenze, bensì false preferenze inserite all’interno di una legge elettorale che continuiamo a ritenere sbagliata nel merito e nei metodi, con evidenti profili di incostituzionalità”. Lo afferma Mario Giambona, vicepresidente del gruppo del Partito Democratico all’Assemblea regionale siciliana.
“Il Partito Democratico – aggiunge – deve essere una forza capace di garantire il giusto equilibrio tra rappresentatività e governabilità, senza che l’una prevalga sull’altra. Per questo continuiamo a contestare l’eccessivo premio di maggioranza previsto dalla proposta del centrodestra”.
Secondo Giambona, “la maggioranza dispone di numeri solidi e ha già dimostrato di poter approvare autonomamente i propri provvedimenti. Per questo gli inciampi registrati sulla riforma elettorale non possono essere attribuiti al centrosinistra, che non ha mai avallato una legge elettorale sbagliata e lontana dai principi costituzionali”.
L’esponente dem rilancia quindi il tema della partecipazione interna al partito: “La discussione sulle preferenze ci impone una riflessione seria. Il Pd deve dare una risposta chiara sul rapporto tra rappresentanti e territorio. Se il centrodestra non sarà in grado di approvare una legge elettorale che metta realmente al centro le preferenze e la rappresentatività, dovremo essere noi a indicare una strada diversa, introducendo le parlamentarie e affidando agli iscritti la scelta dei candidati da inserire nelle liste per le prossime elezioni politiche”.
“Occorre restituire protagonismo al territorio e rendere più partecipato il processo di selezione delle candidature. Solo così potremo rafforzare la credibilità della politica e la qualità della nostra democrazia avvicinando nuovamente gli elettori alle istituzioni”, conclude Giambona.


