replica e rettifica agli
articoli giornalistici – Sinistro stradale decesso minore Giadone Gabrilele
Il sottoscritto Avv. Paolo Giuseppe Piazza, in nome, per conto e nell’interesse del sig.
Paternò Giuseppe, nato a Mazzarino il 24.02.1969 ed elettivamente domiciliato
presso questo studio legale, che sottoscrive la presente per conferma ed
accettazione.
Come è noto, in data 10.05.2025, in Barrafranca, al Viale Signore Ritrovato, si è
verificato un tragico incidente in cui ha perso la vita il giovane Giadone Gabriele.
Il Ns. cliente è rimasto profondamente addolorato da questo grave sinistro stradale
e comprende il profondo dolore dei genitori e dei familiari, ai quali manifesta ogni
solidarietà.
Per la verità processuale è necessario esporre quanto segue.
Nel corso delle indagini preliminari, il Pubblico Ministero presso il Tribunale di Enna
ha disposto una consulenza tecnica di parte, affidando a un ingegnere esperto come
l’Ing. Vitellaro, il quale ha cosi ha concluso:
“6. Conclusioni
In base agli elementi in possesso dello scrivente ed in relazione alla dinamica del
sinistro in oggetto si deduce che quest’ultimo si è verificato in quanto il 10 maggio
2025, intorno alle ore 18:00, il minore Giadone Gabriele, alla guida del ciclomotore
Piaggio SR50 targato XB6P2Z, stava percorrendo il viale Signore Ritrovato in
direzione del Belvedere solo a bordo, quando, giunto all’altezza del civico n.146,
entrava in collisione con l’autovettura BMW 520d targata CX457VG, condotta dal sig.
Paternò Giuseppe, il quale in quel momento stava provenendo dalla via Catania in
direzione della rotonda (via Marconi), anch’egli solo a bordo.
Al momento dell’impatto, che si materializzava all’interno della corsia di pertinenza
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del ciclomotore, il mezzo a due ruote era già in fase di scivolamento sulla fiancata
destra.
L’autovettura, invece, pochi istanti prima dell’urto, arrestava la marcia in posizione
obliqua rispetto all’asse della carreggiata del viale Signore Ritrovato, con la parte
anteriore rivolta in direzione della rotonda.
La causa che ha determinato il sinistro è da ricondurre al comportamento di guida
tenuto dal conducente del ciclomotore, Giadone Gabriele, il quale, incurante del fatto
che stesse viaggiando all’interno di un centro abitato, lungo un tratto di strada
costeggiato da marciapiedi e da edifici, con presenza di intersezioni stradali lungo
entrambi i margini della carreggiata, percorreva il viale Signore Ritrovato ad una
velocità di marcia di quasi 70 km/h, di gran lunga superiore rispetto al limite
consentito di 45 km/h, ciò in violazione dell’art.141, comma 3, e dell’art.142, commi 1
e 3/a, del C.d.S.. Tale condotta imprudente e negligente, inoltre, determinava la perdita
del controllo del proprio mezzo, il quale si abbatteva sul manto stradale ancora prima
di urtare contro il veicolo antagonista, ciò in violazione dell’art.141, comma 2, del
C.d.S..
La condotta di guida tenuta dal centauro, nel caso specifico, ha certamente avuto un
nesso di causalità con il sinistro in questione atteso che, se il minore avesse viaggiato
alla velocità massima consentita, l’impatto si sarebbe potuto evitare attuando
un’adeguata manovra di frenatura.
Anche la maggiorazione della cilindrata apportata al ciclomotore Piaggio ha
contribuito alla verificazione del sinistro, consentendo al centauro di potere
raggiungere una velocità di marcia così elevata.
Per quanto riguarda il comportamento di guida tenuto dal conducente
dell’autovettura BMW, sig. Paternò Giuseppe, si ravvisa la violazione dell’art.154,
comma 3/b, del C.d.S. per avere imboccato il viale Signore Ritrovato in contromano. Se
il sig. Paternò avesse effettuato la manovra corretta di immissione, il conducente del
ciclomotore avrebbe avuto uno spazio maggiore per potere attuare una possibile
manovra di emergenza.”
Come viene evidenziato nella Consulenza tecnica del Pubblico Ministero al
Paternò viene contestano un comportamento colposo che solo in via ipotetica
e in minima avrebbe inciso sul tragico sinistro.
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Il Consulente di parte del Signor Paternò Giuseppe, l’ingegnere Pilato, ha escluso,
invece, ogni responsabilità del Paternò nella causazione del sinistro.
Nonostante tale ricostruzione, in cui si è ipotizzato un mero minimo concorso di
colpa del Paternò Giuseppe, il Ns. cliente ha deciso di patteggiare la pena solo al fine
di smorzare gli animi delle persone offese, nella speranza che si fermassero i plurimi
atti di diffamazione aggravata a mezzo social, minacce di morte e stalking perpetrati
nei suoi confronti.
Ma così non è stato.
Quasi giornalmente si leggono post sui social in cui il Paternò Giuseppe viene
definito un assassino, minacciandolo di morte, e minacciando di morte i suoi figli.
Le testate giornaliste in indirizzo, a tutt’oggi, senza nemmeno consultare la
difesa dell’imputato, e quindi senza il doveroso contraddittorio, hanno
intrapreso una campagna di stampa nella quale hanno riportato le sole istanze
e ricostruzioni difensive delle persone offese, senza preventivamente
verificarle, come avrebbe dovuto essere fatto nell’ambito della cronaca
giornalistica.
Come era prevedibile, tali articoli, confezionati con una sola versione dei fatti,
hanno portato diversi “leoni da tastiera” a commentarli con frasi gravemente
minacciose e diffamatorie, incitando a una giustizia fai da te.
Da predetti commenti diffamatori e minacciosi, i Direttori interessati non
hanno preso le doverose distanze e non hanno provveduto a rimuoverli.
Sul punto, si valuteranno eventuali profili di responsabilità.
Certo che, da ora in poi, non sarà più tollerato che il Signor Paternò Giuseppe
continui a essere minacciato, diffamato o stalkerizzato, preannunciando che lo
stesso si rivolgerà alle Autorità Giudiziarie competenti per ogni reato commesso nei
suoi confronti.
Il GIP presso il Tribunale di Enna, all’udienza dell’11 giugno 2026, ha chiesto di
integrare il capo di imputazione, e gli atti sono stati restituiti al Pubblico Ministero.
Rimane invariata la circostanza attenuante del concorso di colpa del minore nella
causazione del sinistro.
Valuteremo se proporre una nuova istanza di patteggiamento della pena al fine di
evitare che questa gravissima tragedia diventi un circolo mediatico.
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In un eventuale processo, a seguito dell’istruttoria dibattimentale si accerterà se
sussiste una responsabilità colposa del Paternò Giuseppe.
Nel contempo, sarà parimenti oggetto di accertamento il fatto che un ragazzo
neopatentato di 14 anni conducesse un ciclomotore modificato in quasi tutte le
componenti meccaniche e non revisionato da 10 anni, e che viaggiasse in centro
abitato a circa 70 km orari (67 Km orari per la precisione).
Chiediamo, proprio per rispetto del povero e sfortunato Gabriele, che cali il silenzio
su questa immane tragedia, lasciando ai Giudici il compito di affrontare il
procedimento con la necessaria serenità.
Così non è stato sino a oggi.
Si chiede, pertanto, che sia pubblicato, per la prima volta e come la legge impone,
il presente comunicato stampa a tutela del diritto di difesa del Paternò Giuseppe,
fermo restando il diritto di quest’ultimo di procedere come per legge nei confronti
di chiunque abbia commesso o concorso a commettere i reati di diffamazione
aggravata e minacce gravi nei sui confronti.
Nel rimanere in attesa di sollecito riscontro, si porgono
Cordiali saluti
Barrafranca, 11.06.2026
Avv. Paolo Giuseppe Piazza
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Per mandato, conferma ed accettazione
Paternò Giuseppe
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