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“Regione bloccata, lavoratori in piazza: il tempo delle promesse è finito, Schifani intervenga”. Il sit in si sposta sotto la presidenza della Regione Siciliana: appuntamento il 26 giugno

Riccardo Giugno 16, 2026 3 minuti letti

“Regione bloccata, lavoratori in piazza: il tempo delle promesse è finito, Schifani intervenga”. Il sit in si sposta sotto la presidenza della Regione Siciliana: appuntamento il 26 giugno

Le segreterie regionali di Fp Cgil, Cisl Fp, Sadirs, Ugl e Uil Fp denunciano il fallimento dell’incontro convocato oggi dall’assessore delle Autonomie locali e della Funzione pubblica. Alle legittime rivendicazioni delle lavoratrici e dei lavoratori della Regione Siciliana non sono seguite risposte concrete, atti amministrativi né impegni formali in grado di affrontare le numerose questioni ancora aperte.

“Dopo mesi di richieste, confronti e sollecitazioni – è spiegato dai sindacati – l’esito dell’incontro odierno è del tutto insoddisfacente e conferma una situazione di stallo non più tollerabile. Particolarmente grave è quanto avvenuto negli ultimi sei mesi, durante i quali l’assessorato della Funzione pubblica è stato retto ad interim senza che venissero assunte decisioni significative sulle principali vertenze del personale regionale. Contratti, progressioni economiche, valorizzazione delle professionalità, welfare contrattuale e riforme organizzative sono rimasti sostanzialmente fermi. Un immobilismo che rappresenta una precisa responsabilità politica del Governo regionale. A ciò si aggiunge il ritardo sul fronte contrattuale: mentre in ambito nazionale sono già stati sottoscritti i rinnovi contrattuali relativi al triennio 2025/2027, il personale della Regione Siciliana continua ad attendere risposte e atti concreti”.

Il personale continua ad assistere a rinvii, annunci e rassicurazioni che non producono alcun miglioramento concreto delle condizioni di lavoro né delle prospettive professionali. Per queste ragioni, il sit-in inizialmente previsto per il 17 giugno è rinviato al 26 giugno 2026, alle 10, sotto la sede della Presidenza della Regione Siciliana.

Le questioni aperte non possono più essere scaricate sugli uffici né rinviate all’infinito. È ormai evidente che la soluzione delle rivendicazioni del personale regionale richiede una chiara assunzione di responsabilità politica da parte del Governo regionale e del presidente della Regione.

Non servono ulteriori dichiarazioni d’intenti. Occorrono scelte politiche chiare e immediatamente verificabili. Serve un vero Patto sociale per il lavoro pubblico regionale, fondato su impegni concreti e tempi certi, che garantisca:

•⁠ ⁠il rinnovo dei contratti superando tutte le criticità accumulate ad oggi con i precedenti contratti;

•⁠ ⁠l’incremento delle retribuzioni non più adeguate;

•⁠ ⁠la valorizzazione delle professionalità ad oggi dimenticate;

•⁠ ⁠il pieno utilizzo delle risorse disponibili da spendere immediatamente;

•⁠ ⁠il rafforzamento del welfare contrattuale ad oggi rimasto privo del suo fondamento principale;

•⁠ ⁠adeguate tutele previdenziali di fatto inesistenti;

•⁠ ⁠il superamento delle disparità che penalizzano il personale regionale;

•⁠ ⁠⁠soluzioni per rilanciare il Corpo forestale della Regione Siciliana a partire dalla necessità di individuare un contratto di lavoro specifico.

Il presidente della Regione non può più restare estraneo a una vertenza che coinvolge migliaia di dipendenti e incide direttamente sull’efficienza e sul corretto funzionamento dell’amministrazione regionale. “Non è inoltre più accettabile – continuano i sindacati – il continuo rinvio della riforma della dirigenza, da troppo tempo bloccata nelle sedi istituzionali. Rivolgiamo un appello a tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, affinché prevalga il senso di responsabilità e una riforma necessaria non venga trasformata in terreno di scontro politico. Le lavoratrici e i lavoratori regionali hanno dimostrato in questi anni responsabilità, professionalità e spirito di servizio. Hanno atteso fin troppo a lungo il rispetto di impegni più volte annunciati e mai pienamente realizzati. Adesso il tempo è scaduto. Il 26 giugno saremo sotto la sede della Presidenza della Regione Siciliana per chiedere risposte immediate, provvedimenti concreti e un percorso vincolante che restituisca dignità, prospettive e riconoscimento al personale regionale. In assenza di risultati tangibili, la mobilitazione sarà ulteriormente rafforzata attraverso nuove iniziative di lotta sindacale. La pazienza dei lavoratori è finita. Le promesse non bastano più. È il momento delle decisioni”.

LE SEGRETERIE REGIONALI

FP CGIL – CISL FP – SADIRS – UGL – UIL FP

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Riccardo

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