Quando l’arte dialoga con il territorio e lo interroga
Nella nostra città si respira arte anche tra i palazzi di periferia. Enna Bassa infatti si pregia di un’opera che impreziosisce il centro abitato di contrada Ferrante con il suo profondo significato. La scultura del Maestro Gesualdo Prestipino dal titolo U carusu da Surfara donata dal Lions Club di Enna è stata posta di fronte a un parco giochi molto frequentato dalla comunità. Questa statua attende un dialogo con i giovani. Vuole interrogarli. Proprio in un luogo di svago, dove bambini e adolescenti si ritrovano per esercitare il diritto al gioco sancito dall’Articolo 31 della Convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, l’arte chiede un confronto necessario. Soffermarsi qualche momento ad osservare questo giovane piegato su se stesso, carico, privo di sogni e di prospettive, che non trascina solo un peso ma un destino, rassegnato ad un ruolo sociale senza riscatto, potrebbe essere per i nostri figli una grande lezione di vita. La nostra società ha tutto e proprio per questo non ha nulla. I diritti acquisiti vanno contemplati alla luce di chi ha vissuto nell’oblio, nel silenzio, nella sofferenza. I bambini e gli adolescenti esercitano bene i loro diritti? Di certo gli spazi aperti sono un buon esempio, a differenza dei giochi svolti in spazi virtuali, ma bisogna trovare il modo corretto di vivere e condividere i luoghi comuni. Magari in disconnessione digitale, magari costruendo amicizie sane e rapporti positivi. Le voci dei bambini che giocano, i sorrisi degli adolescenti, i loro sguardi pieni di vita riescono ad incontrare la statua che guarda tutti noi avvolta immobile in fasce di dolore? Chissà. Quando abbiamo di fronte grandi opere, come quella del Maestro Prestipino, che rendono la nostra città migliore, la comunità dovrebbe coglierne l’essenza e trarne beneficio emotivo anche in banali momenti di vita quotidiana.


