Sarà un incontro con la partecipazione di Mario Tozzi ad aprire Kore Siciliae. Storie di aziende e territori la manifestazione che da domani 27 settembre al 1 ottobre si snoderà nel centro storico di Enna. Questa mattina la presentazione dell’evento alla sala Bacarà del Comune di Enna alla presenza del Direttore della Cna Stefano Rizzo, del Sindaco di Enna Maurizio Dipietro e in remoto del presidente del Gal Rocca di Cerere Michele Sabatino e del presidente e Emiliano Negrini di Terreoltre associazione che organizza il Microfestival.
L’organizzazione è del Consorzio Sapori di Demetra, promosso da C.N.A. Enna, che raggruppa 50 piccole imprese del territorio, nell’ambito di un progetto di sviluppo sostenibile finanziato con fondi europei dal G.A.L. Rocca di Cerere Geopark. L’obiettivo è creare una rete consapevole di soggetti in grado di operare per la valorizzazione del territorio, delle sue eccellenze e delle sue vocazioni attrattive, di promuovere e commercializzare nei mercati regionali i prodotti agroalimentari dell’area e il loro valore salutistico e nutraceutico. “Il progetto Kore Siciliae per il G.A.L. Rocca di Cerere rappresenta un’iniziativa di punta di un lavoro di promozione del territorio e delle nostre imprese – afferma il Presidente Michele Sabatino – che, malgrado esprimano qualità nei manufatti, spesso non sono in grado da sole di uscire dagli
ambiti locali e territoriali. Per questo crediamo che il progetto sia una best practice volta a promuovere la sinergia tra le imprese del territorio e la loro promozione fuori dai nostri confini. Fare bene e non comunicarlo – nel mondo globale e digitale di oggi – è come non fare. Ed è per questo che noi volgiamo fare e comunicare bene!” La Sicilia interna è uno straordinario contenitore di identità. Il suo cuore, la vasta area geografica dell’ennese è la sintesi compiuta di storia e natura, in cui l’intima espressione dei territori si mescola agli antichissimi ‘saper fare’ delle genti per attuare una politica di ‘marketing dell’autentico’ in cui il prodotto turistico, artigianale ed enogastronomico viene offerto in un contesto territoriale fatto di valori culturali, ambientali, etici e salutistici che lo contraddistinguono e lo narrano. Il brand Kore Siciliae restituisce la potente simbiosi tra la terra e il mito, tra la madre-terra e la figlia- germoglio strettamente legata al territorio ennese dove il mito colloca il ratto di Kore. Il nuovo marchio origina da un simbolo che intende coniugare i due elementi caratteristici della spiga di grano, che fa riferimento alla mitologia e alla natura rigogliosa del posto e dei cristalli di zolfo, espressione della storia mineraria dei luoghi. Il ricco programma prevede tutti i giorni presentazioni dei prodotti delle aziende, che saranno anche in vendita, degustazioni guidate. Sabato mattina iniziativa per i più piccoli sull’alimentazione con la nutrizionista Sandra Greco. In programma anche due interessanti talk: mercoledì 27 a confronto, su Geopark e Unesco, Mario Tozzi con il Direttore del Rocca di Cerere Geopark Marcello Troìa e il Geografo Antonio Ciaschi; giovedì 28 un intrigante confronto sulla ‘gastromania’ con Gianfranco Marrone, Gianluca Burgio e Francesco Mangiapane. Gran finale domenica 1 ottobre con il concerto Respira della cantautrice Erica Boschiero e il suo trio.
Tre giorni di fotografia, passeggiate con l’autore, laboratori e dialoghi alla scoperta di luoghi dimenticati e nuove prospettive di vita in due tappe nell’Italia dimenticata Un nuovo movimento La vita nelle città è sempre più messa in discussione da ampie fasce della popolazione. L’inquinamento crescente, il cambiamento climatico, i ritmi frenetici, il costo della vita elevato, il desiderio di una vita e di un’alimentazione più sane e legate a natura e tradizioni hanno posto le basi per un movimento di ritorno a territori periferici e extraurbani. Un possibile ripopolamento Le terre alpine e appenniniche, trascurate dal turismo di massa, possono offrire modelli e stili di vita alternativi a quelli urbani. Molti studiosi stanno da tempo documentando un lento ripopolamento di terre abbandonate per decenni. A questo si accompagna in molti casi il recupero di tradizioni, attività, produzioni, culture e ritmi di vita diversi rispetto a quelli delle città. Ciò che ancora manca
Perché questo fenomeno possa consolidarsi e diventare un percorso attuabile per molti c’é bisogno di servizi sul territorio, di sostegno e possibilità di reddito e di opportunità di sviluppo, di tutele e attenzioni da parte delle amministrazioni ma anche di nuove narrazioni, sincere e coinvolgenti, per tornare a pensare ciò che per troppi anni è stato semplicemente impensabile: riscoprire le nostre terre perdute. Un nuovo linguaggio per raccontare le terre perdute e le aree interne Reportage fotografici dalle aree interne d’Italia esposti nelle vie e nelle piazze dei paesi che ospitano il microfestival, per raccontare per storie e immagini i futuri possibili delle nostre terre perdute. Un racconto di futuri possibili per le aree interne italiane, documentando ciò che spesso non attira gli sguardi e non muove riflessioni: territori vicini e lontani, popolati e abbandonati; aree industriali e aree bonificate; città trasformate dal turismo e aree montane che si costruiscono nuove identità; produttori locali che resistono e produttori che
innovano; persone, animali, luoghi. Speranze e delusioni. Un racconto per immagini fatto di narrazioni complesse, critiche, a volte fastidiose e che mostrano ciò che in alcuni luoghi già è e ciò che anche altrove potrebbe presto essere. Esiste un futuro per le nostre terre perdute? E se esiste, quale potrebbe essere?
Il grano ennese candidato a patrimonio immateriale
Alla presenza del direttore dell’Isituto Centrale per il Patrimonio Immaterale, Leandro Ventura e di Angelo Boscarino, la società che cura il portale GECA, il Grano ennese presenterà la sua candidatura per far parte del Patrimonio Agroalimentare
Italiano. A supportarla le imprese del territorio, il direttore del Rocca di Cerere UNESCO global Geopark, Marcello Troìa, Gabriele Rotino, già coordinatore nazionale dellìAgrolimentare CNA e oggi capo di gabinetto del Segretario Gregorini. Un momento particolarmente significativo, supportato anche dal progetto Kore Sicilia, il marchio che racchiude il meglio dell’agroalimentare ennese, dell’artigianato e dei servizi. Prodotti e servizi che raccontano il Rocca di Cerere UNESCO Global Geopark, con i sapori dei prodotti, le tecniche di lavorazione e i servizi che raccontano il territorio.
Microfestival
Tre giorni di fotografia, passeggiate con l’autore, laboratori e dialoghi alla scoperta di luoghi dimenticati e nuove prospettive di vita in due tappe nell’Italia dimenticata
Un nuovo movimento
La vita nelle città è sempre più messa in discussione da ampie fasce della popolazione. L’inquinamento crescente, il cambiamento climatico, i ritmi frenetici, il costo della vita elevato, il desiderio di una vita e di un’alimentazione più sane e legate a natura e tradizioni hanno posto le basi per un movimento di ritorno a territori periferici e extraurbani.
Un possibile ripopolamento
Le terre alpine e appenniniche, trascurate dal turismo di massa, possono offrire modelli e stili di vita alternativi a quelli urbani. Molti studiosi stanno da tempo documentando un lento ripopolamento di terre abbandonate per decenni. A questo si accompagna in molti casi il recupero di tradizioni, attività, produzioni, culture e ritmi di vita diversi rispetto a quelli delle città.
Ciò che ancora manca
Perché questo fenomeno possa consolidarsi e diventare un percorso attuabile per molti c’é bisogno di servizi sul territorio, di sostegno e possibilità di reddito e di opportunità di sviluppo, di tutele e attenzioni da parte delle amministrazioni ma anche di nuove narrazioni, sincere e coinvolgenti, per tornare a pensare ciò che per troppi anni è stato semplicemente impensabile: riscoprire le nostre terre perdute.
Un nuovo linguaggio per raccontare le terre perdute e le aree interne
Reportage fotografici dalle aree interne d’Italia esposti nelle vie e nelle piazze dei paesi che ospitano il microfestival, per raccontare per storie e immagini i futuri possibili delle nostre terre perdute. Un racconto di futuri possibili per le aree interne italiane, documentando ciò che spesso non attira gli sguardi e non muove riflessioni: territori vicini e lontani, popolati e abbandonati; aree industriali e aree bonificate; città trasformate dal turismo e aree montane che si costruiscono nuove identità; produttori locali che resistono e produttori che innovano; persone, animali, luoghi. Speranze e delusioni.
Un racconto per immagini fatto di narrazioni complesse, critiche, a volte fastidiose e che mostrano ciò che in alcuni luoghi già è e ciò che anche altrove potrebbe presto essere. Esiste un futuro per le nostre terre perdute? E se esiste, quale potrebbe essere?


