Venerdì 17 aprile 2026, alle ore 10.30, presso l’Aula Magna del Liceo Scientifico di Piazza Armerina, si terrà la presentazione del libro “L’amore in questa città” di Salvo Palazzolo, giornalista di Repubblica.
Salvo Palazzolo è un giornalista e scrittore italiano (Palermo, 24 giugno 1970).
Biografia
Dopo la laurea in Giurisprudenza ha iniziato l’attività giornalistica nel 1992, al quotidiano L’Ora di Palermo. Ha poi collaborato con l’emittente TeleScirocco, i quotidiani il manifesto, La Sicilia e Il Mediterraneo, occupandosi di cronaca giudiziaria. In collaborazione con Video On Line ha realizzato il primo sito internet italiano su un processo penale, quello che ha visto imputato l’ex 007 del Sisde Bruno Contrada. Dal 1999 lavora al quotidiano la Repubblica. Nel 2019 è stato nominato inviato speciale. Negli ultimi trent’anni, ha raccontato le trasformazioni del fenomeno mafioso in Sicilia dopo le stragi Falcone e Borsellino. Per le sue inchieste sulla riorganizzazione di Cosa nostra è stato oggetto di minacce. I mafiosi del clan Inzerillo, tornati dagli Stati Uniti a Palermo, sono stati intercettati dalla squadra mobile nel dicembre 2018 mentre discutevano di dargli “due colpi di mazzuolo”. Nell’aprile 2020, il capomafia dello Zen Giuseppe Cusimano lo ha invece insultato pesantemente su Facebook (“Giornalisti peggio del Coronavirus”): non aveva gradito l’articolo che svelava la sua distribuzione di generi alimentari agli abitanti della periferia palermitana durante il lockdown. Nel gennaio 2025, il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica di Palermo presieduto dal prefetto Massimo Mariani ha deciso l’assegnazione di una scorta a Salvo Palazzolo, che negli ultimi mesi si era occupato della riorganizzazione dei boss scarcerati, dei permessi premio ad alcuni ergastolani, dei nuovi affari di spacciatori e trafficanti di droga su Telegram.
Un capitolo importante delle inchieste giornalistiche di Palazzolo riguarda il rapporto fra Chiesa e mafia. Nel 2004 ha intervistato il boss Pietro Aglieri, il killer di Cosa nostra che dopo l’arresto (avvenuto nel 1997) si è dissociato dall’organizzazione, intraprendendo studi di Teologia. Ha poi rivelato la trattativa segreta fra i boss e un gruppo di sacerdoti, che dopo le stragi contro Giovanni Falcone e Paolo Borsellino avrebbe dovuto portare alla dissociazione di alcuni mafiosi da Cosa nostra. Nel 2014, alcuni suoi articoli sul mafioso Stefano Comandè, che era a capo di una Confraternita, hanno portato allo scioglimento del gruppo religioso da parte del cardinale di Palermo Paolo Romeo. Due mesi dopo, ha documentato “l’inchino” durante una delle più importanti processioni della città davanti all’agenzia di pompe funebri del boss Alessandro D’Ambrogio. Nel 2016, un altro suo articolo ha denunciato “l’inchino” della processione davanti all’abitazione della famiglia del capomafia Salvatore Riina, a Corleone: per questo episodio, il componente di una confraternita religiosa è stato condannato a 6 mesi per il reato di “turbamento delle funzioni religiose”. Nel 2019, svela che nella Chiesa di Santa Teresa alla Kalsa, il sacerdote Mario Frittitta aveva celebrato una messa in suffragio del boss Tommaso Spadaro, condannato a 30 anni per l’omicidio del maresciallo dei carabinieri Vito Ievolella. Dopo aver filmato di nascosto alcuni passaggi dell’omelia, il video dell’intervista ha portato all’intervento dell’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice.
Ha raccontato anche storie di coraggio. Nel 2012, il libro inchiesta “Se muoio sopravvivimi. La storia di mia madre che non voleva essere più la figlia di un mafioso”, scritto con Alessio Cordaro, ha fatto riaprire le indagini sull’omicidio di Lia Pipitone, la giovane uccisa nel 1983, a Palermo: il nuovo processo ha portato alla condanna a 30 anni per i boss Nino Madonia e Vincenzo Galatolo. Nel 2013, ha raccolto l’ultimo racconto di Agnese Piraino Leto, la vedova di Paolo Borsellino, nel libro “Ti racconterò tutte le storie che potrò”. Nel 2017, ha svelato la coraggiosa battaglia delle sorelle Irene, Ina e Anna Napoli, contro la mafia dei pascoli, nel cuore della provincia di Palermo, a Mezzojuso. Il suo libro, dedicato ai fratelli Graviano, i mafiosi delle stragi, parte dall’esperienza con don Pino Puglisi, il parroco di Brancaccio ucciso dalla mafia nel 1993: all’epoca, il sacerdote era anche assistente spirituale del gruppo Fuci, la federazione degli universitari cattolici, di cui Palazzolo era responsabile. Nel 1998, ha testimoniato al processo contro i fratelli Graviano raccontando l’impegno del sacerdote, nominato dalla Chiesa beato per il suo impegno contro le cosche.
Televisione
Come coautore di programmi televisivi di inchiesta su Cosa nostra, ha collaborato con la società di produzione Magnolia e con la Rai. È fra gli sceneggiatori delle docu-fiction del regista Claudio Canepari, andate in onda su Rai 3: Scacco al re, la cattura di Provenzano; Doppio gioco, le talpe dell’antimafia; Le mani su Palermo. Quest’ultimo programma nel 2009 ha ricevuto il premio della critica alla XV edizione del premio giornalistico televisivo “Ilaria Alpi”.
Teatro
Autore di pièce teatrali: con Gery Palazzotto ha scritto le opere-inchiesta “Le parole rubate” e “I traditori”, dedicate ai misteri della strage di Capaci e della strage di via D’Amelio. I lavori sono stati rappresentati in prima assoluta al Teatro Massimo di Palermo nel maggio 2017 e nel maggio 2019, interpretate rispettivamente da Ennio Fantastichini e Gigi Borruso (musiche di Marco Betta, Diego Spitaleri e Fabio Lannino).
Opere
- Enrico Bellavia e Salvo Palazzolo, Falcone Borsellino. Mistero di Stato, 2002, Edizioni della Battaglia
- Enrico Bellavia e Salvo Palazzolo, Voglia di mafia. La metamorfosi di Cosa Nostra da Capaci ad oggi, 2005, Carocci editore
- Ernesto Oliva e Salvo Palazzolo, 2006, Bernando Provenzano. Il ragioniere di Cosa Nostra, Rubbettino editore
- Salvo Palazzolo e Michele Prestipino, Il codice Provenzano, 2007, Editori Laterza
- Claudio Canepari, Piergiorgio Di Cara, Salvo Palazzolo, Scacco al re. La cattura di Provenzano, 2008, Einaudi editore
- Salvo Palazzolo, I pezzi mancanti. Viaggio nei misteri della mafia, 2010, Editori Laterza
- Alessio Cordaro e Salvo Palazzolo, Se muoio, sopravvivimi. La storia di mia madre che non voleva essere più la figlia di un mafioso, 2012, Melampo Editore
- Agnese Borsellino con Salvo Palazzolo, Ti racconterò tutte le storie che potrò, 2013, Feltrinelli Editore
- Nino Di Matteo e Salvo Palazzolo, Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano a trattare con la mafia, 2015, Bur Rizzoli
- Salvo Palazzolo, I fratelli Graviano. Stragi di mafia, segreti, complicità, 2022, Editori Laterza
- Maurizio de Lucia e Salvo Palazzolo, La cattura– I misteri di Matteo Messina Denaro e la mafia che cambia, 2023, Feltrinelli Editore
Riconoscimenti
- 2009, Premio Cronista – Targa del Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri
- 2010, Premio Paolo Borsellino[37]
- 2012, Premio Cronista dell’anno[38]
- 2013, Premio Paolo Borsellino[39]
- 2021, Premio Pio La Torre – menzione speciale[40]
- 2023, Premio Cronista – Targa Maria Grazia Cutuli per le inchieste[41]
- 2025, Premio Mario Francese[42]
Sinossi
Palermo, 1935: il corpo di una studentessa, Cetti Zerilli, viene ritrovato nel palazzo dell’Università crivellato da tre colpi di pistola. Accanto a lei il cadavere di un milite fascista.
Un caso di omicidio-suicidio sentenzia la polizia che lo archivia con un’urgenza sospetta, imponendo alla stampa il silenzio. Ma è una verità viziata dalla censura, non ci sono dubbi per Felice, il padre della ragazza, che si rifiuta di accettare per quella figlia piena di vita e così amata la versione ufficiale della tragedia.
In una Palermo buia trova un complice della sua privata ricerca di giustizia in Nino Marino, coraggioso cronista del “Giornale di Sicilia” tormentato da un amore che non è mai riuscito a dimenticare. La storia di Cetti tocca Nino nel profondo, ma non potendo raccontarla sulla pagina il giornalista dovrà indagare in segreto sulla vicenda, con l’appoggio delle sue fonti, delle tracce lasciate dietro di sé da Cetti: una ragazza appassionata, innamorata dei libri e della sua libertà, e animata da una testardaggine controcorrente.
A novant’anni dai fatti, Salvo Palazzolo ricostruisce in questo vibrante romanzo inchiesta un cold case che mette a nudo le storture di un regime. La storia vera di un femminicidio di Stato in queste pagine si fa memoria collettiva, e restituisce finalmente la voce a chi è stata troppo a lungo negata.


