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Politica: nasce il Movimento Autonomista “GenerazioneBastagià”

Lo scopo del gruppo di GENERAZIONEBASTAGIA’ è nata dall’unione di persone libere dall’esigenza, in primis, di fare applicare lo Statuto Siciliano. Ci si è accorti che parte della popolazione siciliana sconosce il significato che esiste fra statuto d’autonomia e statuto ordinario.
Quindi il gruppo di GENERAZIONEBASTAGIA’ si è voluto prendere il compito di far conoscere tutto ciò che concerne lo Statuto d’autonomia, la storia Siciliana e il perché di far applicare lo Statuto.
L’talia si divide in regioni a statuto speciale (Sicilia-Sardegna, Valle d’aosta, Friuli Venezia Giulia e Trentino Aldo Adige) e regioni a statuto ordinario.
Lo Statuto Siciliano venne concesso autonomo dopo la fine della seconda guerra mondiale con il decreto legge n. 21 del 27 Gennaio 1944 e con il d.l. n 91 del 18 marzo 1944. Le regioni speciali hanno forme e condizioni fissate dallo Statuto regionale. Lo Statuto regionale di una Regione a statuto speciale è detto statuto speciale e disciplina le competenze esclusive concesse alla Regione.
“La principale differenza tra lo statuto speciale e lo Statuto regionale di una Regione a statuto ordinario, detto invece statuto di diritto comune – dice Gianluca Buetto – è che mentre lo statuto ordinario è adottato e modificato con legge regionale, lo statuto speciale è adottato con legge costituzionale, così come ogni sua modifica. La legge costituzionale n.1/ 1999 ha accresciuto i poteri delle regioni a statuto ordinario, soprattutto per un aumento delle materie con competenza concorrente tra Stato e Regione, tanto che si parla di una riduzione (relativa) dell’autonomia delle regioni a statuto speciale. Nelle regioni a statuto speciale vengono previsti tre tipi di podestà legislativa:
potestà esclusiva, che è la più caratteristica, potestà legislativa concorrente, che incontra gli stessi limiti per quanto concerne le competenze delle Regioni ordinarie, ma differisce da queste per le materie elencate; potestà integrativa e attuativa che permette alle Regioni di creare norme su determinate materie, che possano adeguare la legislazione statale alle esigenze regionali, evitando, dunque, la competenza delle Regioni e riservando le materie residuali allo Stato.
La Sicilia come le Regioni a regime differenziato hanno sempre goduto di particolari privilegi di finanza regionale, nel 2000 la spesa media pro capite di un ente a Statuto speciale era praticamente il doppio di quella di un ente ad autonomia ordinaria.
Le Regioni e Province ad autonomia speciale – conclude Gianluca Buetto – hanno sempre goduto della possibilità di istituire con legge tributi propri, possibilità prevista ma di fatto negata, prima della riforma del Titolo V, alle altre Regioni; inoltre la percentuale di compartecipazione ai tributi erariali era molto più alta di quella delle Regioni di diritto comune, oscillando tra il 5% ed il 100%. In Sicilia addirittura l’intero gettito dei tributi erariali spetta alla Regione, ed è lo Stato a compartecipare”.

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