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Pietraperzia: si inaugura Mostra su Francesco Branciforte

Riccardo Ottobre 7, 2022 5 minuti letti
branciforti

Fonte – Pietraperzia Scoperta del territorio
Nell’ambito delle celebrazioni dei 400 anni dalla morte di Francesco Branciforte, sabato 8 ottobre alle ore 10:30 nel salone della società “ Militare in congedo”, si terrà il seminario “Dorotea Barresi: ovvero di network strategie e alleanze al femminile”.
Sarà inoltre inaugurata una mostra su Francesco Branciforte

FRANCESCO BRANCIFORTE – 400 ANNI DOPO
LE ORIGINI
La famiglia dei Branciforte, nobili siciliani potentissimi, risale, all’epoca di Carlo Magno. La leggenda narra di un certo cavaliere Obizzo, alfiere della bandiera Orofiamma, che si trovò da solo a difendere lo stendardo del Re contro tre avversari dell’esercito dei Longobardi. Alla fine rimase con entrambe le mani mozzate, ma continuò a tenere alta l’insegna tra le “branche”. Da tale eroico gesto gli pervenne l’epiteto “Branchiis Fortibus” ( =Branciforte) che gli fu apposto come cognome.
Per la qual cosa il detto Obizzo ottenne in compenso la città di Piacenza, che indi fu ricambiata in terre, castelli ed altro nel piacentino.
Il primo a insediarsi definitivamente in Sicilia fu Guglielmo Branciforte all’epoca dei re aragonesi (XIV secolo); i suoi discendenti acquistarono cariche e titoli a partire dalla baronia di Mazzarino.
All’epoca del Vicereame spagnolo (XVI secolo), la discendenza di Nicolò Melchiorre Branciforte, 1° conte di Mazzarino e barone di Niscemi (1460-1509), si divise in due rami, quello di Giovanni e quello di Blasco, che accrebbero entrambi il loro potere, anche con la scelta di matrimoni importanti.
Nella discendenza del primo (ramo Mazzarino), oltre alla contea omonima, entrarono altri feudi e i rispettivi titoli nobiliari quando, nel 1550, Giovanni Branciforte, 4° conte di Mazzarino e barone di Niscemi sposò la nobildonna Dorotea Barrese Santapau, appartenente a una famiglia molto prestigiosa.
FRANCESCO BRANCIFORTE (1575 – 1622)
Nacque a Militello Val di Noto il 15 marzo 1575, da Fabrizio, III principe di Butera, e dalla di lui consorte la nobildonna Caterina Barresi Branciforte, marchesa di Militello, di cui era figlio primogenito. Visse i suoi primi anni di vita in Spagna, nella corte della nonna paterna Dorotea Barresi Santapau dei principi di Pietraperzia e del suo terzo marito Juan de Zúñiga y Requeséns; nel 1605, alla morte della madre, ereditò il titolo di Marchese di Militello, di cui si investì il 19 ottobre di quell’anno.
A Militello, il Marchese Francesco trascorse gran parte della sua vita da adulto, ed assieme alla moglie Giovanna d’Austria diede vita a una corte raffinata, ritenuta la più prestigiosa nella Sicilia del XVII secolo. Egli promosse l’affermazione culturale di alcuni esponenti del luogo (letterati come Pietro Carrera, Filippo Caruso e Mario Tortelli; giuristi come Mario Gastone; scultori come Giambattista Baldanza) e attirò artisti (pittori com e Filippo Paladini e Mario Minniti; argentieri come Giuseppe Capra).
Branciforte si dedicava allo studio delle lettere, della matematica, delle scienze naturali, della filosofia e della teologia, e con la propria consorte condivideva la passione per la musica e per il teatro. Nella cittadina, il Marchese di Militello vi fondò una biblioteca, una tipografia, un monastero dei Padri Domenicani e l’Abbazia di San Benedetto, e sotto la sua amministrazione avvenne pure la ristrutturazione urbanistica del borgo con la costruzione di monumenti e strade.
Mentre governavano a Pietraperzia i Branciforte (il principe Fabrizio o Francesco) portarono una reliquia di San Rocco che venne eletto prima del 1635, “Padrono e Protettore di questa Petrapercia”. Ciò fu anche motivo del cambio del nome della Chiesa dell’Immacolata Concezione in Chiesa di San Rocco. Anche la città di Butera, appartenente al principato dei Branciforti, accolse come patrono san Rocco e collocò la sua festa, al pari di Pietraperzia, il 16 Agosto.
MATRIMONI E DISCENDENZA
Il marchese Francesco Branciforte Barresi, il 20 agosto 1603 sposò a Palermo, con nozze celebrate dall’Arcivescovo di Monreale, Giovanna d’Austria (1573-1630), figlia naturale di Giovanni, quest’ultimo figlio naturale di Carlo V d’Asburgo. e per quasi un ventennio la loro dimora, a Militello, diventerà una vera e propria reggia, degna del loro rango.
Dall’unione nacquero tre figlie: Caterina († 1610) e Flavia († 1611) morte infanti, e Margherita (1605-1659), suo jure IV Principessa di Butera, che sposerà il principe romano Federico Colonna, contestato Principe di Palliano (1601-1641), da cui avrà un solo figlio, Andrea (1620-1623).
LA MORTE
Nel 1622, il Branciforte si recò a Messina per rendere l’accoglienza al viceré Emanuele Filiberto di Savoia, nominato dal re Filippo IV di Spagna. Ammalatosi gravemente all’arrivo nella predetta città, vi morì il 23 febbraio all’età di 47 anni.
La sua salma fu trasportata a Militello, dove inizialmente fu traslato nel convento di San Francesco d’Assisi, e successivamente sepolto nell’Abbazia di San Benedetto.
Sulla morte del Marchese di Militello diversi storici contemporanei hanno formulato l’ipotesi secondo cui essa sarebbe avvenuta per avvelenamento: un riscontro oggettivo lo fornisce un esame tossicologico eseguito nel 1996 sulla testa imbalsamata del Branciforte , appositamente prelevata dalla sua sepoltura e portata in un laboratorio scientifico dell’Università di Pisa, attraverso cui è stata rilevata una notevole quantità di arsenico.
L’arsenico sarebbe stato ingerito attraverso i cibi, ed è stato ipotizzato anche un collegamento tra l’omicidio e i frequenti ed accesi contrasti che il Marchese ebbe in vita con il padre il Principe Fabrizio, che accusava per la cattiva gestione finanziaria del patrimonio di famiglia.

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