Parità di genere: Cgil, Cisl e Uil Sicilia richiamano governo regionale e Ars ad adeguare i sistemi elettorali alle normative nazionali
Palermo, 17 gen- L’ affermazione della parità di genere nelle istituzioni regionali è più una enunciazione di principio, un annuncio privo di contenuti concreti che un fatto reale. Basta a dimostrarlo un’Assemblea regionale siciliana dove sono presenti solo 14 donne su 70 deputati e il fatto che sulle misure sulla parità di genere nei sistemi elettorali pende sempre la minaccia del ricorso al voto segreto. Lo sostengono Cgil Cisl e Uil Sicilia in una nota inviata al presidente della regione, agli assessori, ai capigruppo Ars e a tutti i deputati per chiedere “un segnale concreto per la reale affermazione della parità di genere” nelle istituzioni. Gabriella Messina ed Elvira Morana (Cgil), Chiara Barbera e Vera Carasi ( Cisl), Ninetta Siragusa e Vilma Maria Costa (Uil) scrivono: “Chiediamo il rispetto di quanto normativamente previsto a livello nazionale sulla parità di genere nei sistemi elettorali”. E auspicano che l’80esimo dello Statuto siciliano, che ricorre quest’anno sia l’occasione per una svolta. Le esponenti sindacali ricordano la previsione legislativa nazionale ultradecennale che prevede che nelle giunte comunali la rappresentanza di genere non sia inferiore al 40% e la strategia nazionale per la parità di genere che richiama le regioni ad attuare le vigenti disposizioni di legge in materia di parità di genere entro il 2026.


