Crisi idrica dei comuni della provincia di Enna approvvigionati esclusivamente dall’ac-
quedotto Ancipa.
Egregio Presidente,
il Movimento per la Difesa dei Territori (MDT) è un’associazione di cittadini che per statuto
pone al centro dell’attenzione la tutela del territorio e di coloro che ci vivono. Ci rivolgiamo a
lei nella sua doppia veste di Presidente della Regione Sicilia ma anche Commissario straordi-
nario all’emergenza idrica, proprio in relazione a questo grave problema.
NicosiaAssociazione di promozione sociale
Vicolo I Trappeto S. Agata n. 19 – 94014 Nicosia
Cod. fisc. 91053160866
Il Presidente – ing. Fabio BRUNO
fabio.t.bruno@gmail.com – 3477271992
Il nostro territorio soffre da parecchi mesi una crisi idrica senza precedenti e non si intrave-
dono spiragli di miglioramento.
Nel caso specifico dell’invaso Ancipa che è il nostro invaso di attingimento, la popolazione
subisce drastiche turnazioni con un solo giorno d’erogazione d’acqua a settimana, totalmente
insufficiente per le tantissime famiglie che dispongono di serbatoi d’accumulo di soli 1000 o
addirittura 500 litri.
Secondo i più recenti dati ufficiali, pubblicati sul sito dell’Autorità di Bacino, alla data del 7
ottobre l’invaso conteneva solamente 1,266 milioni di metri cubi (Mmc) d’acqua (rispetto ai
16 Mmc dello stesso periodo lo scorso anno), che al tasso attuale di erogazione (180 mila mc
a settimana) ad oggi è già sicuramente ben al di sotto di 800 mila mc, e, in mancanza di impro-
babili forti piogge, si esaurirà completamente nel giro di 4 settimane.
Sei Comuni della provincia di Enna dipendono quasi esclusivamente da Ancipa per le loro
risorse idropotabili, per un totale di 31.123 abitanti che resterebbero a secco: nel 2024 questa è
una condizione inaccettabile per un Paese sviluppato, perché l’acqua può conservare la sua
natura di bene fondamentale per l’esistenza umana solo se il correlato servizio pubblico è in-
differibile.
Ci risulta che la Cabina di Regia della Regione per la gestione della crisi idrica, di comune
accordo con l’Autorità di Bacino, abbia riservato gli ultimi 480 mila mc di acqua dell’Ancipa
(degli 800 residui), per far sì che questi sei Comuni possano continuare a usufruire del servizio
idropotabile (razionato a 7 giorni) fino a febbraio. Tale soluzione suscita più di un dubbio: la
presenza della fauna ittica, che ha bisogno di un volume minimo per sopravvivere (siamo già
ben al di sotto del valore nominale di 1 Mmc) e che quindi andrebbe immediatamente trasferita,
oppure il volume occupato dai detriti sul fondo dell’invaso (l’interrimento, di cui non si ha una
stima ma che probabilmente è ingente) che corrispondente ad acqua che non potrà essere uti-
lizzata.
Nell’immediato le chiediamo di intervenire urgentemente affinché si faccia tutto ciò che è ne-
cessario perché ci venga garantita una riserva sufficiente d’acqua, per evitare che si debba ri-
correre alle autobotti quando il servizio sarà interrotto.
Il nostro è già un territorio interno abbandonato e soggetto allo spopolamento, privo di tanti
servizi e con strade di collegamento non degne di questo nome, ma noi continuiamo sempre a
lavorare e lottare per mantenere i nostri servizi essenziali (come ad esempio sanità, istruzione
e giustizia) e provare a creare prospettive di lavoro per i nostri ragazzi, nella speranza che un
Governo illuminato un giorno decida di investire sull’entroterra; non riusciamo quindi ad im-
maginare che le nostre comunità montane debbano ricorrere al rifornimento d’acqua mediante
punti di approvigionamento. Ritrovarsi scaraventati 70 anni indietro nel tempo potrebbe essere
un colpo di grazia per il nostro territorioAssociazione di promozione sociale
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È immaginabile ed etico fornire acqua con autobotti o silos a 31.123 abitanti? E comun-
que, anche se inaccettabile, esiste agli atti della Regione un progetto emergenziale in tale
direzione ma tecnicamente sostenibile?
Per il prossimo anno la situazione, nella migliore delle ipotesi, si prospetta invariata. Le ten-
denze climatiche e le previsioni a medio e lungo termine non lasciano presagire un anno pio-
voso che possa colmare il deficit idrico accumulato negli ultimi due anni.
Ecco la nostra richiesta: le chiediamo di intervenire personalmente per garantire azioni che
consentano che l’esigua risorsa idrica dell’invaso Ancipa venga erogata solo ed esclusiva-
mente per gli usi idropotabili, che venga ridotto il numero di Comuni serviti dall’invaso, e
che si intervenga immediatamente per ridurre le perdite in rete.
In sostanza, fintantoché il deficit idrico non sarà colmato, l’invaso deve essere fruito esclusi-
vamente dai Comuni della provincia di Enna: si debbono scollegare i Comuni per i quali si
sono trovate nuove fonti idriche e si provveda, ad esempio, a mettere in funzione l’invaso Blufi
per la provincia di Caltanissetta.
Se questa soluzione non dovesse essere praticabile, si dovrà trovare il modo di far confluire
nell’invaso Ancipa acqua proveniente da un diverso sistema acquifero, accelerando tutte le
opere programmate, anche mediante l’utilizzo di strutture emergenziali provvisorie.
Nel medio termine le chiediamo di porre in essere un cambiamento strutturale profondo in
ordine ai seguenti profili, da noi sviluppati con l’ausilio di tecnici competenti e volontari.
Come evidente, la grave crisi idrica che sta colpendo oggi il centro della Sicilia ha messo a
nudo le gravissime falle presenti nell’intera filiera dei sistemi di governo delle risorse idriche e
della gestione del servizio idrico integrato.
In questo momento si sta cercando di tamponare un problema strutturale con i fondi dell’emer-
genza, ma questa nuova crisi dimostra che è necessario rivedere, adeguare e riformare l’intera
politica di governo delle acque in Sicilia.
Ci riferiamo in particolare alla necessità di:
1) attuare un aggiornamento straordinario dei documenti di pianificazione, sia a li-
vello provinciale che regionale. In questo settore, l’utilizzo di nuove tecnologie, in con-
giunzione ad azioni di risparmio, aiuterà la nostra regione a ridurre i consumi. La rivi-
sitazione del sistema degli approvvigionamenti (invasi e acquiferi), in congiunzione
con la riparazione di perdite e sostituzione di condotte ed al potenziale riutilizzo delle
acque reflue, consentirà l’aumento della capacità di accumulo. Solo dalla corretta azione
di pianificazione potrà scaturire l’identificazione delle priorità degli interventi;
2) rivedere i protocolli di comunicazione, di coordinamento e di responsabilità tra i
vari attori coinvolti. Nel caso dell’Acquedotto di Ancipa, abbiamo constatato unaAssociazione di promozione sociale
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molteplicità di soggetti ed enti coinvolti (Enel, Siciliacque, AcquaEnna, Caltacque, ATI
Enna, Autorità di Bacino, Genio Civile, ASL, commissari nel tempo incaricati, ecc.) e
la crisi in cui ci stiamo ritrovando, attesta come le procedure per la risoluzione della
emergenza siano state inadeguate.
3) Una domanda. Dal grafico di svuotamento dell’invaso, pubblicato dall’Autorità di Ba-
cino e riportato nella pagina successiva, non è necessario essere esperti per notare che
nello scorso quinquennio l’invaso ha iniziato a riempirsi a novembre (cambio di pen-
denza delle curve), nel 2023 nonostante ciò non accadesse si è continuato ad erogare lo
stesso quantitativo d’acqua (stessa pendenza), sperando probabilmente nelle piogge pri-
maverili, che sono state esigue, e poi per parecchi mesi si è cercato di porre rimedio
alla catastrofe all’orizzonte semplicemente mediante razionamento. Ci poniamo molte
domande, la più importante: perché si è intervenuto così tardivamente?
Dal nostro punto di vista, modernizzare e fortificare il sistema delle competenze nel governo
delle acque della Regione Siciliana, risulta una delle possibili azioni per evitare (o tamponare)
sicure nuove crisi idriche ed assicurare la corretta gestione del servizio e l’ottimale utilizzo dei
fondi pubblici.
Il MDT si è ritrovato ad avere un ruolo cruciale nella comunicazione con il territorio e nel
supporto ai comuni (è sufficiente verificare l’inteso lavoro informativo sul punto da parte degli
organi di stampa nazionali) per questo oggi Le chiede di potenziare il ruolo e l’organico degli
enti di controllo pubblico (enti regionali ed autorità d’ambito) con la possibilità di includere
negli organismi di controllo anche le associazioni territoriali di cittadini.
Rafforzare il livello di vigilanza consentirà alla nostra società di crescere ed evolversi e di in-
nalzare i livelli di performance del gestore, essendo questi ultimi strettamente dipendenti dal
livello di vigilanza e controllo degli enti PUBBLICI preposti.
Certi del suo intervento porgiamo i nostri più cordiali saluti.
Fabio Bruno – Presidente MDT
Per il gruppo legale MDT
Giuseppe AgozzinoAssociazione di promozione sociale
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Grafico volume invaso di Ancipa per il periodo ottobre 2023 – settembre 2024, al lordo di
interrimenti e volumi indisponibili. Estratto da:
https://www.regione.sicilia.it/la-regione-informa/pubblicati-dati-invasi-mese-ottobre-2024
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