Mafia: Mannino ( Cgil), contro la mafia armi spuntate. Adeguare le azioni di prevenzione a ogni livello
Palermo, 2 feb- βLβ inchiesta del Ros dei carabinieri, che ha portato a 23 fermi, suggerisce che contro la mafia disponiamo di armi spuntate, che consentono sistemi di complicitΓ che garantiscono ai boss di continuare a operare anche quando dovrebbero essere tecnicamente fuori gioco perchΓ© in carcere. Non puΓ² bastare la meritoria azione repressiva di magistratura e forze dellβordine ma bisogna adeguare lβintero sistema di contrasto sul piano legislativo, amministrativo, dei controlliβ. Lo sostiene il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, che da un lato plaude allβazione della magistratura e delle forze dellβordine per lβoperazione condotta, dallβaltro giudica inquietante lβemergere di βuna rete che coinvolge anche soggetti deputati ai controlli nelle carceri e che operano nellβambito del sistema della giustizia come lβavvocata di CanicattΓ¬β. βEβ noto che la mafia- aggiunge Mannino- per i suoi traffici illeciti si Γ¨ nel tempo appoggiata a βcompliciβ allβinterno delle varie amministrazioni, a soggetti β infedeliβ al proprio mandato e al ruolo che rappresentano per aggirare i limiti che invece chi conduce con onestΓ la lotta alla mafia e alla criminalitΓ poneva e potere continuare ad agire. Lβoperazione di oggi β sottolinea il segretario della Cgil- deve farci fare un passo avanti sul terreno della legalitΓ , lβazione repressiva deve cioΓ¨ suggerire azioni di prevenzione efficaci in ogni ambito, controlli, limiti a chi opera nellβambito della giustizia che Γ¨ ad esempio assurdo che intrattenga rapporti personali con boss mafiosi al di fuori di quello che Γ¨ concesso dal mandato che si esercita e che dovrebbe essere in tal caso soggetto a maggiori controlli. Viene da dire β conclude Mannino-che in un sistema in cui potenzialmente nessuno Γ¨ innocente occorre tenere alta la barra di regoli e controlli, in modo da offrire un filtro adeguato per lβillegalitΓ β.


