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L'Italia si unisce: da "Zona Rossa a Zona Rossa"; i formaggi di Agira arrivano a Codogno

L’Italia che si è ritrovata unita in questa drammatica esperienza del Covid 19 si vede anche in gesti come questi, ovvero la sinergia tra due paesi dal Nord al Sud martoriati dal virus che hanno vissuto la terribile esperienza di “Zona Rossa” con non poche vittime. I due centri sono Agira e Codogno nella bassa padana da dove di fatto ha preso il via la pandemia in Italia. E così dalla cittadina di Diodoro Siculo partirà un carico di formaggi in particolare pecorino per un punto vendita del comune in provincia di Lodi. Il formaggi sono dell’azienda Fattorie Graziano dei fratelli Giovanni e Filippo Graziano e saranno messi in vendita sui banconi del negozio “L’Etna un Vulcano Dolce e Salato”. Nel campo agricolo e zootecnico da diverse generazioni – “abbiamo ereditato una azienda che era stata fondata dal mio bisnonno” – dice Filippo – Giovanni e Filippo Graziano dal 2013 oltre alle tradizionali attività agricole e zootecniche in contrada Musale hanno anche attivato un caseificio e successivamente anche produzione di carni e salumi. Il tutto rigorosamente Bio “Siamo in possesso di tutte le certificazioni biologiche – tengono a precisare – e per questo i nostri clienti sono tutte persone che vendono prodotti biologici”. Ma come arriva un esercizio commerciale di Codogno a voi? “Ad onor del vero loro avevano già dei contatti con il nostro paese perché cercavano il nostro prodotto principe ovvero le Cassatelle – racconta Filippo – ed è probabile che ulteriori informazioni siano arrivati a noi. Voglio precisare che si tratta di modesto ordine. Ma quello che per noi è stato importante è la voglia di ripartire sia loro che la nostra. Per noi è stato di buon augurio visto che immediatamente dopo abbiamo avuto riconfermato un ordine di formaggi per Berlino”. Una esperienza quella del Covid 19 che oltre alle tragedie sanitarie ha provocato anche una crisi economica senza precedenti. Come vedete voi il futuro. “Noi guardiamo al futuro con ottimismo – conclude Filippo – anche perché se togli l’ottimismo mica le cose cambiano. Noi negli ultimi 3 mesi abbiamo perso l’80 per cento del fatturato. Ma se ci rattristiamo mica le cose cambiano anzi staremmo peggio. Ed allora guardiamo con speranza, ed ottimismo davanti a noi.
Riccardo Caccamo

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