L’amministrazione comunale guidata da Mirello Crisafulli ha scelto il 25 luglio, il giorno in cui fu arrestato il Duce e cadde il fascismo, per ricordare tre dei figli più illustri della provincia: Pompeo Colajanni, il comandante “Barbato”, partigiano e deputato per cinque legislature; il cavaliere Alessandro Scelfo, imprenditore ennese; e Paolo Vigneri, capitano dell’Arma dei Carabinieri di Calascibetta e partigiano, che il 25 luglio 1943 arrestò materialmente Mussolini.
Nella mattinata si è svolta, nei pressi del Terminal Bus, l’intitolazione della via al Cavaliere Alessandro Scelfo – che a soli 16 anni prese le redini dell’impresa del defunto padre Antonio proprietario della Sais – alla presenza della moglie Silvia Valvo Grimaldi, delle figlie Costanza e Giovanna e degli esponenti del Gruppo Interbus, le imprese che hanno cambiato il trasporto su gomma in Sicilia. Scelfo, oltre a essere imprenditore, fu presidente della Fondazione Kore e componente del Consiglio dei garanti dell’ateneo sin dalla sua nascita, contribuendo alla crescita culturale e formativa della città di Enna.
La figlia Giovanna, ringraziando il Sindaco e l’amministrazione, ha dichiarato: “Questo riconoscimento non celebra soltanto il percorso imprenditoriale di mio padre, ma i principi che hanno ispirato tutta la sua vita: il lavoro come servizio, il rispetto delle istituzioni, l’amore per la Sicilia.”
A seguire, l’ex piazza Antonello da Messina, nel cuore di Enna Bassa, è stata intitolata a Pompeo Colajanni, il leggendario partigiano Comandante Barbato, deputato della provincia di Enna per cinque legislature e vicepresidente dell’Assemblea Regionale Siciliana. “Non un luogo casuale – ha sottolineato il sindaco Mirello Crisafulli – ma il quartiere nato con i minatori e i solfatari, di cui Colajanni fu leader e punto di riferimento politico e sociale, interprete delle lotte per l’emancipazione, la dignità e il riscatto delle classi popolari.” Erano presenti il figlio Enrico, che nei tratti somatici gli somiglia molto, e il nipote, il piccolo e biondissimo Pompeo.
Il figlio Enrico ha dichiarato: “A Enna è nata l’esperienza di mio padre, di giovane repubblicano, fondatore del partito comunista nel ’21, da cospiratore. Penso che oggi, che la democrazia per cui tanto si sono sacrificati sembra vacillare, sia ancora più importante riflettere su quello che uomini come lui hanno fatto.”
Alla cerimonia, insieme al sindaco Crisafulli e alla Giunta al completo, erano presenti l’onorevole del Pd all’Ars Fabio Venezia, l’onorevole alla Camera e vicesindaco Stefania Marino, il deputato dem alla Camera Marco Sarracino e l’ex ministro per il Sud e la coesione territoriale Giuseppe Provenzano, che ha ricordato: “Come, a perdere la vita in Piemonte furono 500 partigiani siciliani, il simbolo di quanto il fondamento di questa Repubblica si fondi sull’unità, dal Nord al Sud.”
I componenti dell’odierna amministrazione avevano già ipotizzato in passato di intitolargli una piazza: con questo mandato l’intenzione si è concretizzata.
Il sindaco Crisafulli ha dichiarato: “Pompeo Colajanni tracciava una linea per terra: chi la superava non poteva più tornare indietro. Quella linea verso la democrazia noi l’abbiamo varcata da tempo, senza mai voltarci indietro. Abbiamo il dovere di custodirne la memoria come bandiera delle battaglie antifasciste e democratiche che Enna ha sempre combattuto. Siamo una comunità plurale anche nella cultura, e per noi la Resistenza resta il primo grande fatto culturale di Enna: la difenderemo in tutti i modi.”
Nel pomeriggio, a Palazzo di Città, è stata consegnata al figlio Giovanni la targa commemorativa dedicata al capitano Paolo Vigneri, che con commozione l’ha letta ai presenti: “In memoria del Capitano Paolo Vigneri, partigiano combattente. Protagonista della svolta democratica del Paese, il 25 luglio arrestò Mussolini con determinazione e coraggio e salda fede nel destino della Patria.”
Alla cerimonia è intervenuto anche il presidente della sezione ennese dell’ANPI, il professor Renzo Pintus, presenti anche alcuni consiglieri comunali di Calascibetta. È seguita la commemorazione pubblica con i testimoni della memoria Paolo Garofalo, Filippo Garofalo, Pietro Lisacchi e Ulisse Signorelli, con l’esecuzione di canti partigiani. La compagnia dell’Arpa ha proposto un’interpretazione tratta dallo spettacolo “Dopo un racconto. Oratorio civile per i fratelli Cervi”, drammaturgia di Filippa Ilardo, che in piazza VI Dicembre ha preceduto la pastasciutta della Resistenza.


